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Epicrisi 242. Interrogare e reinventare

di Enzo Di Giovanni

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…E quando si scrive una epicrisi di fine agosto?
Ma chiaramente in nottata, visto che di giorno il caldo che ci comprime non accenna a diminuire, probabilmente ignorando che oggi saremo in settembre.
Non è ancora il momento delle riflessioni, ma al di là del caldo, sappiamo che da oggi ci sarà comunque una sorta di passaggio di stato. Settembre è un mese “lento”, con un passo diverso dall’euforia caciarona ed effimera di agosto.
E’ il tempo giusto, insieme a Pasquale Scarpati, per Interrogare, prima che dal torpore estivo si passi, viaggiando su altre coordinate, al torpore invernale: differente ma uguale nella sostanza.


Questo è il problema dei luoghi che viaggiano su due velocità uguali e contrarie; il troppo ed il nulla si annullano, e solo tra le pieghe del tempo può accadere il miracolo di un’idea condivisa, inclusiva.
Non so quali saranno, se ci saranno, degli elementi caratterizzanti l’estate che si sta consumando senza fretta: di sicuro ne avremo bisogno, viste le tante, troppe difficoltà di un’isola che oggi più che mai non ha ancora scelto un’identità chiara da mostrare al mondo.
In verità, ad essere precisi, Ponza una sua identità se l’è conquistata sul campo, nei secoli, anzi nei millenni. Siamo noi, gli occasionali compagni di viaggio che la popolano, a non sapere chi siamo e dove vogliamo andare, sempre che si voglia andare sta qualche parte.
La sensazione è che, in un mondo in cui l’economia è considerata ormai l’unico riferimento possibile, il potere di una programmazione, di una idea socialmente identitaria, non abita più qua.
Scopriremo, ed i più avveduti lo stanno già scoprendo, che non è così.
Non possiamo affidarci al caso, al totale libero arbitrio in nome di una sorta di sogno americano post moderno.
Se Ponza vuole rimanere al passo con i tempi e vivere di turismo, deve darsi una regolata. Dobbiamo imparare a convivere con idee diverse, in un interscambio proficuo tra residenti, migranti stagionali e forestieri. Convivere non sopportandoci, ma creando le condizioni per uno sviluppo possibile.

Per il momento ciò avviene, sporadicamente, solo su Facebook, con tutti i limiti evidenti di questo strumento di comunicazione: Ponza e l’ultimo sfregio ne è un esempio.
Certo, per rendere produttivo il dibattito, sarebbe il caso di superare le categorie che ci siamo inventati, che risultano un po’ stantie, e soprattutto impermeabili ad un vero confronto. Residenti, migranti stagionali e forestieri.
Dovremmo reiventarci.


Ci pensavo ascoltando la bella interpretazione di Nina Simone di Dicitencello vuie, un classico della canzone napoletana.
Cambiare prospettive, linguaggi, suggestioni.
Come fa la mia amica Publia in Stracquo in versi.
Publia nobilita e ridà dignità e spessore culturale ad oggetti che hanno già un loro vissuto, che ignoravano di poterne avere altri sotto forme e contenuti diversi.


Ci si può reiventare, per nuovi slanci, senza perdere di vista le proprie radici?
Potrebbe essere questa la scommessa da affrontare, tra un torpore e l’altro.
Innanzitutto, valorizzando le radici, come stiamo facendo dall’inizio della stagione estiva con appuntamenti culturali ad hoc, e questa settimana con il Ponziano Benemerito, in cui per la prima volta viene istituito un Premio Letterario, omaggiando la memoria di un autore come Enzo Striano.


E’ un proposito che deve interrogare soprattutto le nuove generazioni, quelle che per il momento si reinventano nella finzione cinematografica, protagonisti a Motore/Ciak/Azione, e che vedremo tra pochi giorni nel prossimo evento estivo.
Parlando di cinema, aggiorniamo il lungo e preziosi elenco di opere girate a Ponza con “Supereroi”, il nuovo film di Paolo Genovese, di cui è in corso il casting per le comparse.
Ed a proposito di visioni, e delle passioni che le sorreggono, continua la bella cronistoria di Amelia Earhart. La passione per il volo e il coraggio nel sostenerla.

E’ notte, dicevamo.
E mica possiamo esagerare, che domani ricomincia il caldo ed il lavoro.
Ed allora, per stuzzicare il sonno, evidenzio il contributo in tre puntate Le leve del comando. Propositi nel… nulla (questa settimana, qui e qui).


Sembra un ossimoro: il comando ed il nulla.
E’, invece la triste realtà: beninteso, ognuno ci veda ciò che vuole, ma è un fatto che ci manca proprio ciò di cui si è parlato questa settimana su Ponza racconta: una programmazione, nuove idee di sviluppo, il confronto tra soggetti diversi.
Senza stimoli, nulla si muove. Senza forti passioni, non si sperimenta e non si inventa un futuro con un’anima chiara e riconoscibile.
E magari dovremmo iniziare a metterlo a fuoco, notte o non notte, caldo o non caldo, torpore o non torpore…

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