Defunti

Ci ha lasciati Peppe ‘a Tania

di Sandro Vitiello

E’ di ieri sera la notizia che Giuseppe Vitiello, per noi amici e parenti Peppe ‘a Tania, se ne è andato. Poco prima di cena.

Era andato a passare qualche ora da Angelino, il ristorante, e sulla strada di casa si era fermato a salutare suo figlio Oreste. Avranno parlato di pesca – Oreste aveva preso le redini della barca, la ‘Tania’, da quando il padre aveva smesso di lavorare – avrà salutato il nipotino e poi non è riuscito a compiere quei duecento metri che lo avrebbero portato a casa, dove sua moglie Anna lo aspettava con la cena pronta.

Si è fermato lungo la strada, si è seduto su un sasso, con l’ombrello aperto e fine delle trasmissioni.
Peccato. Aveva settantanove anni e nulla faceva presagire un epilogo simile.
Per me era uno dei riferimenti importanti quando tornavo a Ponza.

Oltre ad avere legami famigliari, era cugino di mio padre, oltre ad avere la casa attaccata al giardino della casa di famiglia, oltre a tutto questo Peppe era un degno rappresentante del nostro mondo, della storia della nostra isola.
Tutta una vita a fare il pescatore, prima con suo padre, poi per conto suo, ha lavorato fino a tarda età perché per lui il mare era parte della sua vita.

Era normale sentirlo di prima mattina parlare al telefono con il figlio Oreste. Voleva il resoconto della pescata, discuteva animatamente le scelte fatte e dispensava consigli così come aveva fatto quando era in barca.
Le stesse cose che fino ad un po’ di anni fa faceva mio padre con i miei fratelli.
Peppe usava lo smartphone, mio padre il baracchino.

Lo smartphone è discreto, il baracchino è pubblico.
Quando mio padre chiamava “Franchina, Franchina” di prima mattina o, se preoccupato dal tempo anche in piena notte, non parlava solo ai miei fratelli. Iniziava un dialogo con quanti lo conoscevano, dove si inseriva pure Ernesto Prudente da Palmarola.

E se i miei fratelli – quelli della Franchina – non rispondevano per tempo allora iniziava un martellamento che andava avanti per ore. E spesso si risolveva quando qualcuno faceva da ponte per veicolare i messaggi tra mio padre e i miei fratelli, a cui forse non arrivava il messaggio.

Le mie mattine ponzesi in questi ultimi anni sono state sempre arricchite da Peppe che parlava con il figlio al telefono e poi trovavamo il tempo di fare qualche considerazione sul passato ma anche sul futuro.
Ci parlavo volentieri con lui e i ragionamenti non erano mai banali.
Ricordo la sua amarezza quando sei anni fa alle elezioni amministrative a Ponza non venni eletto.
Era molto arrabbiato: lui era stato un mio convinto sostenitore.

La morte di una persona è una perdita.
Per se stessi, per quanti ti vogliono bene, per i tuoi cari.
La morte di alcune persone è anche una perdita per una comunità.
La conoscenza, il sapere, il buonsenso di alcuni dà significato al nostro stare insieme.
Con Peppe perdiamo un pezzo della nostra storia.
Fai buon viaggio amico mio.

Le mie condoglianze alla moglie Anna, alle figlie Silvana, Irene, Simona e Donatella e al figlio Oreste.

I funerali ci saranno questo pomeriggio alle 16.30  nella chiesa di Le Forna.

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