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Addio a Giovanna Marini

a cura della Redazione

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Arti e spettacolo Musica
Addio a Giovanna Marini, il racconto cantato dell’altra Italia

È scomparsa a 87 anni dopo una breve malattia, una delle protagoniste della musica italiana. Ha fatto con la musica quello che Calvino ha fatto con le fiabe, Pasolini con la poesia in dialetto, Dario Fo con il teatro popolare

Da TGR Lazio – dell’8 maggio 2024 h. 21.07

https://www.rainews.it/tgr/lazio/video/2024/05/addio-a-giovanna-marini-il-racconto-cantato-dellaltra-italia-0562b4ad-c11a-4149-a8e3-6261ec165253.html

Compositrice, cantante, ricercatrice e didatta, Giovanna Marini ha fatto con la musica di tradizione orale quello che Calvino ha fatto con le fiabe, Pasolini con la poesia in dialetto, Dario Fo con il teatro popolare. Narrare un’altra Italia.

Romana, figlia del compositore Giovanni Salviucci e allieva di Andres Segovia, ha scoperto il canto popolare e la storia orale cantata frequentando Pier Paolo Pasolini, Italo Calvino, Roberto Leydi, Gianni Bosio, Diego Carpitella.
A partire dagli anni ’60 si è messa in viaggio per incontrare e restituire le voci di una tradizione viva. I suoni del rito, del dolore, della protesta.
Nel 1964 ha partecipato allo spettacolo “Bella Ciao”, al Festival de Due Mondi di Spoleto, e nel 1966 a “Ci ragiono e canto”, di Dario Fo.
Ha fatto parte del Nuovo Canzoniere Italiano. Dalla mondina Giovanna Daffini ha imparato i modi della contadina, dal poeta sardo Peppino Marotto l’arte del racconto.

Negli anni ’70 ha fondato la prima scuola popolare di musica in Italia, quella del Testaccio. Bisognava studiare, conoscere. Al Folkstudio è stata al fianco dei giovani cantautori romani, come Francesco De Gregori. De 1991 à 2000 ha insegnato Ethnomusicologie appliquée a l’Université de Paris VIII.

Con altri suoni, Giovanna Marini ha messo in musica le grandi ferite della nostra storia. Un canto necessario, dalle Fosse Ardeatine alla strage di Ustica. E la morte di Pasolini. “Un paese che è capace di uccidere un poeta è un paese malato”, diceva.Oratori, cantate, ballate, il ritmo del parlato, le voci spinte che danzano l’una con l’altra. Per lei quella popolare era la vera musica d’avanguardia.
Nel video il servizio di Claudio Vedovati (montaggio di Claudio Angeletti).

Musica:
– Ragazzo gentile, Giovanna Marini e Coro “Le Vie del Canto”, Festival del premio nazionale Città di Loano (2009)
– Ama chi ti ama, Giovanna Marini all’occupazione del pastificio Pantanella, dal repertorio di Giovanna Daffini. Programma Rai “Turno C. Attualità e problemi del lavoro” (1971)
– Lamento per la morte di Pasolini, Giovanna Marini e Coro “Le Vie del Canto”, Festival del premio nazionale Città di Loano (2009)
– All’arie, all’arie, Giovanna Marini con il Quartetto Urbano, canto lucano, video di Damien Marteau (2010)

Interviste da:
– Materiale Rai non identificato, inizio anni ’80
“Giovanna. Storie di una voce” di Chiara Ronchini, produzione Luce Cinecittà (2021)

Immagini da:
– Giovanna. Storie di una voce” di Chiara Ronchini, produzione Luce Cinecittà (2021)
– Giovanna Marini. Dal ’68 al blog, Ala Bianca Group (2018)
– Ballata per Riace, Giovanna Marini con il Coro Inni e Canti di Lotta diretto da Sandra Cotron

Il 1° aprile 2009, sul palco del Teatro Giacosa di Aosta, Giovanna Marini era con Ambrogio Sparagna, virtuoso dell’organetto e grande divulgatore di musica popolare, che proponeva il suo spettacolo “Eccolo maggio! – Canti di festa (e di lavoro) della tradizione popolare italiana”.

***

Appendice del 9 maggio (cfr. Commento di Sandro Russo)

Con il Coro delle Donne di Giulianello:

3 Comments

3 Comments

  1. La Redazione

    8 Maggio 2024 at 23:13

    Le condoglianze degli amici del “Gruppo di Organetto

    Bruno
    È morta Giovanna Marini.
    Non ci voglio e non ci posso credere.
    È stata una voce libera, una grandissima, grandissima musicista, una ricercatrice, un’artista a cui il mondo della canzone deve tantissimo.
    Un’anima speciale, una persona forte, una combattente scalza, fragile e fiera.
    Una perdita gigantesca.
    RIP

    Riccardo
    Onore a Giovanna Marini

    Carla
    Grande donna e musicista!

    Massimo
    Riposi in pace

    Anna Maria
    È così… un’artista e persona speciale. Mi rattrista tantissimo, esistono persone che vorresti immortali, sono dei fari, quelli che ti indicano la strada con la loro coerenza, libertà, coraggio

    Riccardo
    La ricordo al Trianon con Paolo Pietrangeli forse era il 78. È scomparsa una parte della nostra gioventù

    Clara
    Che tristezza ❤️❤️
    Un altro pezzo di grande storia che se ne va ❤️

    Roberta
    Grande grande grande Giovanna! Canterai per noi… dalle nuvole!

    Paoletta
    Mai come con Giovanna Marini possiamo contare sulla continuità con lei, con tutto quello che ha cercato, trovato, messo a disposizione, giocato, insegnato e lasciato qui per chiunque voglia attingere

    Franco
    Ammirevole per la tenacia con cui ha rilanciato insieme ad altri coetanei la Musica Popolare Italiana dando un senso politico culturale allo crescita sociale del tempo. Ciao Giovanna

    Bruno
    Con la Banda della Scuola di Testaccio abbiamo realizzato una collaborazione col suo coro “Inni e Canti di lotta” che è andata avanti per anni. I concerti con lei erano sempre un evento speciale…
    https://youtu.be/FSEd4_PwG1w?si=833kXhhax-gWNrhv

  2. Sandro Russo

    9 Maggio 2024 at 06:11

    Giovanna Marini è stata molto presente nel sito Ponzaracconta, quasi un nume tutelare.
    In allegato all’articolo di base una prima schermata con i ‘pezzi’ che la citano e una sua foto con le donne del Coro di Giulianello.

  3. La Redazione

    10 Maggio 2024 at 22:39

    La Redazione riporta un breve ricordo di Giovanna Marini da parte di Concita De Gregorio, ripreso dalla sua rubrica quotidiana su Repubblica (del 10.05. 2024)

    Invece Concita
    Minuzie senza importanza per ricordare Giovanna

    Non esistono persone stonate
    di Concita De Gregorio

    Minuzie senza nessuna importanza. Quella volta che nella macchina piena di ragazzini uno di loro ha detto no, io non canto, sono stonato e tu ti sei voltata, l’hai guardato con degli occhi stupiti di bambina e gli hai detto: nessuno è stonato, non esistono persone stonate. Tutti hanno fatto silenzio poi hanno ripreso a cantare. Ottocento, era la canzone. Non facile. Si sono intonati a te.
    Quella volta che al teatro Olimpico, era il concerto per Corrado, sei arrivata col fazzoletto rosso al collo annodato davanti come i partigiani e ti sei messa a dirigere il coro delle Mani Bianche di Udine, stavi lavorando tanto in quel periodo con piccoli che non sentono ma sentono invece: i colori, la vibrazione della musica.
    Guardavano te, loro minuscoli coi guanti bianchi tu altissima col fazzoletto rosso, e ti ridevano.
    Quella volta al Canto del Maggio, vicino Arezzo, che abbiamo detto dai cantiamo, cosa cantiamo, hai intonato Maremma amara, hai detto a Silvia tu fai la prima voce, se apri bene la bocca la cassa armonica è più ricca spingi solo un poco, lei ha detto non lo so fare, tu hai risposto non lo devi saper fare, viene da solo.
    Quella volta in campagna da te, sui colli di Roma, che raccontavi di tuo padre. Era inverno faceva freddo avevi due maglie addosso, forse un po’ di febbre, hanno chiamato al telefono dalla scuola di Testaccio per dire che alla lezione delle otto di sera sarebbe venuta solo un’allieva, ti hanno chiesto: vogliamo annullare? Tu hai ripetuto: annullare? E perché?
    Quella volta che volevano farti un’intervista e tu hai chiesto ma io, secondo te, cosa mai posso avere da dire.
    Sì, certo. Un’artista immensa. Ma un essere umano incommensurabile, prima. Giovanna Marini.

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