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Porto di Cala dell’Acqua: lo stato della procedura

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di Francesco Ferraiuolo

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Per parlare del porto turistico di Cala dell’Acqua bisogna necessariamente partire dalla conferenza dei servizi tenuta presso la Regione Lazio il 12 luglio 2017 (cioè circa un mese dopo l’insediamento della nuova amministrazione) quando fu chiaro al mondo intero che tutta quella propaganda fatta intorno a quel progetto, per cui si faceva intendere che l’intera procedura fosse ormai sostanzialmente definita e si assicurava con forza che di lì a qualche mese si sarebbero già messi i primi blocchi a mare, non era che un miserevole inganno elettorale.

Infatti, nella predetta conferenza dei servizi emersero sul progetto presentato dalla Società Marina di Cala dell’Acqua s.r.l., tra le altre, due criticità di non poco conto: da una parte, il Responsabile Unico del Procedimento (RUP) della Regione Lazio rappresentava la necessità che il progetto fosse sottoposto preventivamente ai procedimenti di VAS (Valutazione Ambientale Strategica) e VIA (Valutazione Impatto Ambientale) ex DPR 152/2006 nonché di Valutazione d’Incidenza Ambientale (VINCA) ex DPR 357/1997; dall’altra, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – Provveditorato Interregionale delle OO.PP. – esprimeva numerosi rilievi negativi al progetto proposto al punto di ritenerlo, conclusivamente, non meritevole di approvazione.

Nella stessa seduta della suddetta Conferenza dei Servizi del 12/07/2017, a fronte della richiesta del RUP regionale, il legale rappresentante della Società si dichiarava disponibile a trasmettere al Comune di Ponza la documentazione necessaria per l’espletamento delle valutazioni sopra cennate.

Alla data del 28 settembre 2017, i procedimenti di VAS, di VIA e di Valutazione d’Incidenza non risultavano ancora definiti ma considerato il carattere pregiudiziale degli stessi, il Comune, con nota in pari data, disponeva l’interruzione dei termini di conclusione dei lavori della Conferenza dei Servizi sino alla prolazione delle valutazioni in parola da parte dei competenti organi regionali.

Senonché, alla luce della comunicazione della Regione Lazio intervenuta in data 13/12/2017 con la quale si informava della sospensione del procedimento di VIA in attesa della comunicazione dell’istanza di attivazione della VAS e tenuto conto dei rilievi negativi espressi dal Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, con nota in data 14/12/2017 l’Amm.ne sollecitava alla Società la trasmissione della documentazione di sua competenza per permettere al Comune, quale Autorità procedente, di proseguire nel merito.

Nonostante, però, che la Società con nota in data 19/01/2018 avesse riconfermato la sua disponibilità di farsi carico della predisposizione della documentazione necessaria per l’espletamento della procedura di VAS, trascorrevano infruttuosamente circa 6 mesi al punto che la Regione Lazio con nota pervenuta al Comune in data 15 giugno 2018 rimetteva la determina con la quale si stabiliva di non dare più corso alla valutazione di VIA e di disporre l’archiviazione del relativo procedimento, stante l’inadempienza della medesima Società.

Al che, il Comune di Ponza in data 25/06/2018, considerato il rilevante interesse pubblico sotteso alla realizzazione dell’infrastruttura portuale quale elemento significativo di sviluppo economico dell’isola (in particolare, per la frazione di Le Forna) e ritenuto che tutto ciò implicava la necessità di una sollecita definizione del procedimento in itinere, anche per evitare nel contempo rendite di posizione non supportate dall’effettiva/concreta volontà di definire il procedimento per realizzare il porto turistico di Cala dell’Acqua, intimava la Società a produrre entro e non oltre 30 giorni la documentazione necessaria per l’avvio della procedura di VAS nonché a provvedere al riavvio della procedura di VIA presso la competente Area Regionale con l’avvertenza che in difetto l’istanza concessoria ed il procedimento instauratosi sarebbe stato archiviato.

Al preavviso di archiviazione, la Società rispondeva in data 12/07/2018 che era emersa, durante la preparazione della documentazione, la necessità di procedere con uno studio più ampio, che contemplasse ed analizzasse gli interventi futuri che l’Amm.ne comunale di Ponza avrebbe inteso realizzare per implementare il proprio network portuale, ciò che avrebbe fatto perdere di senso il procedere con la presentazione della documentazione della VAS atteso che la riapertura della VIA, alla luce di quanto sopra, avrebbe dovuto essere concertata con il Comune.

Ciò, anche tenendo conto che per effetto delle novità legislative, la VIA avrebbe dovuto essere attivata presso la sede ministeriale e non più presso la Regione.

In conclusione, per le ragioni suesposte, era apparso opportuno proseguire con la presentazione di un procedimento VIA-VAS integrato, che, però, avrebbe avuto come presupposto un incontro preventivo tra le parti.

Ad un incontro fissato dal Comune per il 7 agosto 2018 in riferimento all’opportunità di esperire congiuntamente i procedimenti di VIA e di VAS, la Società chiedeva un rinvio per avere la possibilità di poter dare corso alla redazione della documentazione progettuale.

Si arriva così alla nuova data di incontro fissata dal Comune in data 18/09/2018, nel corso della quale la Società, alla presenza del sindaco e degli amministratori presenti, confermava l’interesse alla realizzazione del Porto Turistico di Cala dell’Acqua.

Nel corso di tale incontro venivano puntualizzate, in un’ottica di abbreviazione e conclusione della Conferenza dei Servizi (C.d.S.), le modalità di prosecuzione dell’iter di approvazione del progetto definitivo finalizzato alla sottoscrizione di un accordo di programma e rimandando gli ulteriori approfondimenti ad un nuovo rendez-vous in data 23 ottobre 2018, presso lo studio dell’ing. Marco Pittori, allo scopo di definire taluni aspetti tecnici e procedimentali conseguenti agli esiti della Conferenza dei Servizi citata in premessa nonché alla definizione delle procedure di VAS e di VIA.

La diversità di competenze sulle due procedure, comportando l’impossibilità di una valutazione contestuale con aggravio dei tempi di conclusione della conferenza dei servizi, suggeriva alla Società di proporre al Comune, nel suddetto incontro, di procedere alla redazione, a latere della stessa C.d.S, di un piano regolatore portuale per l’ambito di cala dell’Acqua, per poi proseguire, al termine del suo iter di approvazione, con la ripresa della conferenza dei servizi già indetta per l’approvazione del progetto definitivo del marina; con tale modalità, secondo la Società, le procedure di VIA e di VAS sarebbero rimaste in capo ad un unico soggetto, lo Stato, con ritenuta semplificazione del procedimento.

Naturalmente, l’Amministrazione, sempre con l’intento di conseguire nei tempi più brevi la sottoscrizione dell’accordo di programma, ha attentamente valutato e considerato la suesposta proposta ritenendo, però, che:

  • in via preliminare, l’adozione di tale modalità comporterebbe di fatto il porre in essere una duplicazione di procedura (urbanistica ordinaria + approvazione progetto) con tutte le note problematiche insite in un propedeutico percorso ordinario di adozione, pubblicazione, acquisizione pareri, esame di comitati tecnici ed approvazione di un piano urbanistico da parte dell’organo superiore; quindi, la duplicazione dei procedimenti, stante le incertezze derivanti da una mera procedura urbanistica, non garantiscono di per sé un più spedito percorso di approvazione del progetto preliminare;
  • la C.d.S. è stata indetta ai sensi dell’art. 6 del DPR 509/1997 e il procedimento del Comune è stato posto in essere in stretta conformità alla predetta disciplina postulante l’approvazione di un progetto definitivo che costituisce variante urbanistica; per tale profilo, tutti i soggetti convocati esprimono il loro parere in considerazione di tale condizione giuridica dell’area interessata;

In conclusione, le predette considerazioni fanno ritenere all’Amministrazione che non vi sia possibilità per un diverso percorso da quello già posto in essere e, pertanto, non doversi dar luogo all’accoglimento della proposta avanzata dalla Società, dovendosi procedere secondo le modalità previste dal DPR 509/1997, tenendo anche conto che potrebbe determinarsi una condizione per inficiare l’indetta C.d.S., in quanto essa stessa già contiene, pur se con modalità diverse, una verifica di compatibilità ed ammissibilità urbanistica relativamente al cambio di destinazione d’uso delle aree interessate dall’intervento proposto.

Alla luce di quanto sopra, l’Amministrazione ha deciso di:

– rimandare ad un ulteriore incontro l’approfondimento delle specifiche problematicità tecnico-urbanistiche emerse in sede di conferenza dei servizi;

– relativamente alla procedura di VAS, a rettifica della precedente corrispondenza, di assegnare previa intesa con la parte, un ultimo termine per la presentazione del rapporto ambientale preliminare;

– relativamente alla procedura di VIA, di confermare la propria disponibilità per verificare presso il ministero competente le modalità di avvio, ovvero se sussistono le condizioni per dare corso ad una procedura parallela con la VAS da attivare con la competente area regionale.

Questo lo stato dell’arte.
Ho volutamente spiegato a mo’ di relazione tutti i passaggi finora effettuati per dimostrare che non c’è stata alcuna inerzia né operazione di affossamento del progetto del porto turistico di cala dell’Acqua ma, al contrario, ci si è adoperati in maniera puntuale a fare da sprone, sollecitando la presentazione dei documenti occorrenti per andare avanti e studiando le modalità per uscire dal pantano in cui si era delineata la situazione nella conferenza dei servizi del 12 luglio 2017.

Naturalmente, nel procedere sarà nostra cura far inserire nel progetto definitivo quegli elementi che possano incrementare l’aspetto della pubblica fruibilità per più e meglio soddisfare le esigenze della popolazione locale, con particolare riferimento ai pescatori ed ai diportisti.

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5 commenti per Porto di Cala dell’Acqua: lo stato della procedura

  • Cari fornesi,
    Ferraiuolo ci ha dato una lunga risposta dalla quale possiamo capire due cose:
    1) Che l’amministrazione non sta assolutamente affossando il progetto portuale;
    2) Che comunque la strada per arrivare a fare “partire il porto” è ancora lunga e disseminata di ostacoli soprattutto riguardanti la Valutazione Ambientale.

    Mi sono chiesto sostanzialmente che differenza c’è tra la Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) e la Valutazione Ambientale Strategica (VAS):

    “la VIA analizza l’impatto ambientale del singolo progetto e quindi una più ridotta porzione di territorio, la VAS, al contrario, prende in esame l’incidenza di piani e programmi su un’«area vasta», e analizza tutte le possibili interrelazioni che le relative decisioni possono arrecare alla salute umana, al paesaggio, all’ambiente e all’economia, su vasta scala”.

    Ringrazio il Sindaco di aver accolto la mia sollecitazione di chiarimento sulla questione del Porto a Cala dell’Acqua; ho apprezzato anche la scelta di fare una relazione ordinata delle varie fasi intercorse dall’ultima conferenza dei servizi fino ad oggi. Questo era l’unico modo per spiegare ai cittadini procedure complesse come quella del Porto a Cala Dell’Acqua.

    E’ chiaro che mi aspetto repliche da parte delle opposizioni e anche dei cittadini interessati perché Le Forna e la zona ex-Samip non può aspettare altri 30 anni per rinascere.

  • Cari fornesi
    ieri Giuseppe Feola, l’ex assessore alla portualità dell’amministrazione Vigorelli, mi ha inviato un suo lunghissimo documento dal titolo “il porto non parte”
    Per chi è interessato a leggerlo:
    https://www.facebook.com/groups/1540436995968159/permalink/2566688743342974/

    In questo documento, l’ex assessore fa una lunga cronistoria per dire essenzialmente: “Io in tre anni ho fatto tanto per realizzare il porto a Le Forna, questa Amministrazione purtroppo sta facendo solo carte”

    Tutte le azioni portate avanti dall’Assessore Giuseppe Feola hanno alla fine partorito, non un porto turistico, ma quella conferenza dei servizi fissata da Lui e da Vigorelli del 12/07/2017.

    L’esito di quella Conferenza l’ha spiegata Ferraiuolo, ma anche Giuseppe Feola nella Sua relazione e entrambi sostanzialmente hanno detto le stesse cose:

    “La Conferenza dei Servizi per il porto turistico di Le Forna del 12 luglio si è trovata di fronte a due ostacoli. Il primo, è la richiesta del Ministero dell’Ambiente di effettuare una VAS (valutazione ambientale strategica). Richiesta indirizzata alla Regione Lazio e evidenziata in Conferenza. Fino ad allora, invece, la Regione riteneva fosse sufficiente la VIA (valutazione impatto ambientale) e la VINCA (valutazione d’incidenza ambientale), che avrebbero avuto una conclusione positiva per il porto. Ma entrambe sono state sospese in attesa che venga conclusa, a questo punto, la procedura di VAS.
    Il secondo ostacolo, è un parere critico del Comitato Tecnico Amministrativo del Ministero delle Infrastrutture, relativo agli interventi strutturali per la realizzazione del porto.
    L’11 giugno viene eletta la nuova amministrazione. Il 14 giugno il Comitato Tecnico del Ministero delle Infrastrutture formula il suo giudizio critico, che il Comune riceve l’11 luglio, il giorno prima della Conferenza dei servizi. Il 29 giugno arriva invece in Comune la richiesta del Ministero dell’Ambiente di effettuare la VAS”.

    Ferraiuolo ha – nella su-esposta relazione – spiegato cronologicamente come l’amministrazione si è mossa dopo quella famosa Conferenza del 12/07/2012 per superare quegli ostacoli: dialogando formalmente con la società privata e le istituzioni coinvolte.
    Ferraiuolo non solo ha descritto quello che ha fatto fino ad oggi, ma ha dichiarato quello che vuole fare domani:

    “Alla luce di quanto sopra, l’Amministrazione ha deciso di:

    – rimandare ad un ulteriore incontro l’approfondimento delle specifiche problematicità tecnico-urbanistiche emerse in sede di conferenza dei servizi;

    – relativamente alla procedura di VAS, a rettifica della precedente corrispondenza, di assegnare previa intesa con la parte, un ultimo termine per la presentazione del rapporto ambientale preliminare;

    – relativamente alla procedura di VIA, di confermare la propria disponibilità per verificare presso il ministero competente le modalità di avvio, ovvero se sussistono le condizioni per dare corso ad una procedura parallela con la VAS da attivare con la competente area regionale.

    Conclusioni:

    Ecco caro Giuseppe, della tua relazione sono rimasto molto deluso perché non parli al paese intero, non ascolti quello che persone come me hanno da suggerire alla politica; parli solo ai tuoi elettori.

    Una volta riconosciuto che ci sono stati degli ostacoli in quella conferenza dei servizi del 12/07/2017:
    1) dovevi riconoscere che Ferraiuolo ha fatto dei passi e dovevi – se c’erano – mettere in risalto solo gli errori procedurali di quei “passi”. Non l’hai fatto!
    2) Potevi per esempio contattare il presidente della Società privata e portare avanti le sue tesi, se queste prevedevano una strategia – per arrivare a superare gli ostacoli – diversa da quella di Ferraiuolo. Non l’hai fatto!
    3) potevi riconoscere a Ferraiuolo il lavoro sin qui svolto ma poi agganciarti alla mia idea di Commissione per “mettere alla prova Ferraiuolo su una reale volontà di collaborazione con le minoranza nell’interesse superiore di dare un porto a Le Forna”. Non l’hai fatto!

    Invece, con la tua sentenza finale, hai scelto di delegare a Ferraiuolo l’azione sul Porto e alle prossime elezioni una tua eventuale rivincita.

    Errore politico.

  • Cari Fornesi ieri Giuseppe Feola sul Porto di Cala Dell’ Acqua ha detto che non capisce la mia delusione sulla sua relazione però ha aggiunto delle cose non dette prima.

    Giuseppe Feola aggiunge: “Già nella stessa conferenza dei servizi fu deciso che la VAS dovesse essere attivata dalla società. Ad oggi non è avvenuto perché ?!? Problemi urbanistici ?!? Ormai lo sanno anche le pietre che a Cala dell’Acqua per realizzare il porto va fatta una variante al piano regolatore generale (cioè il PRG), ma la “legge burlando” permette un iter più rapido per ottenere tale variante, attraverso l’istituto dell’accordo di programma. Infatti non a caso la conferenza dei servizi così com’è impostata risulta propedeutica al suddetto accordo di programma.”

    Ma Giuseppe Feola ci dice (altra cosa non detta prima) che risolvere questi ostacoli non basta perché ce ne un altro ancora più grosso da risolvere…ascoltiamo:

    Giuseppe Feola: “Ma a mio avviso non sono questi i veri ostacoli. Sono le note critiche che il Ministero attraverso l’ufficio del Genio Civile ha espresso in sede di conferenza. Sopratutto quando dice che la terra di scavo proveniente dai lavori di messa in sicurezza dal costone roccioso, non possa essere riutilizzato nei cassoni che formeranno la grande scogliera frangiflutti. Questo comporterebbe un aumento notevole dei costi, che di fatto mette a dura prova il piano economico finanziario proposto dalla società costruttrice. Ora come stanno pensando di risolvere questo problema ?!?”

    Ecco grazie alla mia delusione ci sono due/tre nuovi punti di domanda messi nel dibattito dall’ ex assessore alla Portualità Giuseppe Feola che noi prontamente giriamo al Sindaco.

    Ma anche Piero Vigorelli ha detto qualcosa sulla mia delusione nei confronti della precedente relazione del suo ex assessore Feola. Dice Vigorelli:

    “Il Prof. Vincenzo Ambrosino ha chiesto un dibattito sul Porto Turistico di Cala dell’Acqua. Molto bene. Abbiamo pubblicato il suo testo sul profilo del gruppo Consiliare Tutti per Ponza, condividendo l’idea di una discussione aperta e chiarificatrice.
    Alla richiesta di dibattito del Prof. Ambrosino ha risposto il sindaco Ferraiuolo. Molto bene. Per il Prof. il sindaco è stato chiaro. Per me Ferraiuolo è stato invece chiaro come l’acqua, che è notoriamente incolore e insapore.

    Poi ha risposto l’ex assessore ai Porti Giuseppe Feola, che ha stretto in un angolo il sindaco Ferraiuolo, dimostrando che, non avendo fatto un bel nulla in questi mesi, se non un paio di letterine, ha lavorato per affossare il progetto del Porto Turistico nell’oblio. Molto convincente e documentato, per me, il testo di Giuseppe Feola.
    Al Prof. quel testo di Giuseppe Feola però non è piaciuto. Capita. Anch’io non condivido alcuni commenti che leggo sui social o sulla stampa.
    Tuttavia, chi chiede un dibattito aperto e franco, dev’essere fiero se quel dibattito nasce e si sviluppa. Così ha raggiunto il suo scopo. E non è cosa da poco.
    Ma non può anche pretendere di “dettare la linea”.”

    Mie conclusioni:

    Caro Piero io so che dal primo consiglio comunale hai dichiarato che “fare l’opposizione costruttiva è una grande cazzata è solo ipocrisia politica!” Hai detto semmai che la maggioranza “debba essere costruttiva” per cui io “suggerendo e non dettando”, l’azione di Commissione Consiliare mi aspettavo che voi la trovaste una “cazzata da prima Repubblica” ma io la suggerivo a Ferraiuolo e speravo che voi la rilanciaste per “stanare la maggioranza ad aprire una linea di confronto sul Porto di Cala Dell’Acqua che voi avete scelto e che voi avevate assicurato – in campagna elettorale – che era cosa fatta”.

    Io vorrei un dibattito tendente a risolvere i problemi, o comunque tendente a creare le condizioni di una crescita culturale nei cittadini. Fare crescere nei cittadini la consapevolezza che alcuni problemi sono molto complessi per cui non ci sono cure miracolistiche ma che la Politica è in grado di fronteggiare senza fare demagogia.

    La bravura del politico quindi è per me quella di risolvere i problemi della gente ma è anche quella di allargare il suo consenso convincendo chi non l’ha votato. Per fare questo, “è elementare” deve modificare la sua strategie comunicativa.
    Questo vale per l’opposizione come per la maggioranza.

  • Continua il dibattito su facebook

    Lello Coppa …aggiungo che Vigorelli perlomeno gli aveva regalato un sogno ai fornesi…questi invece gliel’hanno tolto!!!

    Vincenzo Ambrosino: Lello, il porto sta ancora in piedi: come sogno nessuno lo ha accantonato. Dal sogno bisogna però passare alla realtà. I problemi ci sono, l’ha detto anche l’ex assessore: leggi sopra, se non ti stanca leggere. Ora se non ci si fida di questa amministrazione la mia proposta di Commissione consiliare dove a mio avviso partecipare rappresentanti della maggioranza come della minoranza e anche qualche fornese interessate e sapiente se non lungimirante era la soluzione da difendere.

    Piero Vigorelli: Commissione…. Cabina di Regia… Tavolo comune… Sono tutte sedi nelle quali magari si discute, ma poi non si combina un bel nulla di concreto. Tranne la perdita di tempo e il regalo avvelenato alla gente di uno spicchio di illusione.

    Vincenzo Ambrosino: La politica è fatta di discussioni, di contrasti, di proposta, di mediazione, che si fanno nelle sedi opportune. Già accettare di fare una commissione prevede un salto di qualità politico sia della maggioranza che dell’opposizione. La maggioranza, decidendo di costituire una commissione, dice che non ha niente da nascondere per cui insieme all’opposizione e ai cittadini decide di scegliere una strada percorribile in piena trasparenza. L’opposizione accettando la proposta si mette in gioco con il solo obiettivo di contribuire a risolvere il problema. I rappresentanti dei cittadini in questa commissione hanno un doppio compito: quello di testimoniare l’operato dei politici e quello di controllo degli interessi dei cittadini. Chi ci guadagna? Sicuramente la cittadinanza che capisce che per quel porto ogni parte ha lasciato la sua rendita di posizione assolutamente perditempo. E’ chiaro che poi dipende da chi va in commissione e io penso che fissati obbiettivi e tempi non si può perdere tempo oltre a quello previsto dalla prassi. Senza contare che l’immagine di un’Ammministrazione che si presenta all’esterno unita (maggioranza-opposizione) sicuramente responsabilizza le istituzioni regionali e ministeriali di accelerare la ricerca di soluzioni. Poi sai che cosa penso? Che una commissione conviene più all’opposizione che alla maggioranza, ma vedo che tu Piero non hai fatto ancora mente locale che stai all’opposizione.

    Piero Vigorelli: In epoca Porzio, una fatidica Commissione (maggioranza e minoranza) ha già raggiunto il nefasto risultato di bocciare la sistemazione del porto borbonico, con la realizzazione delle scogliere anti-levante e la “liberazione” delle spiagge di Sant’Antonio e di Giancos dai pontili (che si sarebbero trasferiti a ridosso della maxiscogliera) e dai noleggi (da traslocare in area banchina).

    I finanziamenti dello Stato per quest’opera, che in parte erano stati stanziati anche grazie a un mio interessamento quale turista innamorato di Ponza, dopo la bocciatura sono stati dirottati altrove.

    Nell’agosto scorso la maggioranza ha proposto alla minoranza di fare una Commissione unitaria sulla problematica dei PAI.

    Abbiamo risposto che l’opposizione non fa la Croce Rossa a una maggioranza che in Consiglio Comunale toglie la parola alla minoranza, non replica agli interventi della minoranza, passa il più rapidamente possibile ai voti, nega l’accesso agli atti alla minoranza, opera sistematicamente per cancellare i risultati della nostra gestione…

    E poi, quando ha bisogno di togliere le sue castagne dal fuoco, si appella al buon cuore della minoranza… Cà nisciun è fess!

    A proposito del PAI, sai com’è andata a finire?

    La maggioranza, che in tutta la campagna elettorale strombazzava che avrebbe riaperto Chiaia di Luna, ha chiesto alla Regione di spostare il finanziamento stanziato per Chiaia a vantaggio di Cala Fonte… Il giochino delle tre carte.

    Mentre avrebbe dovuto chiedere più soldi per Chiaia e nuovi soldi per Cala Fonte.

    E noi dovremmo fare una Commissione con questi soggetti?

    Nell’agosto scorso, in luogo della Commissione per il PAI, abbiamo controproposto l’unica, vera, soluzione unitaria. Quella di fare un programma comune per risolvere le emergenze di Ponza (dai due porti al PAI, da Zannone alla monnezza) e di fare una Giunta unitaria.

    Lega e 5 Stelle, che si sparavano palle incatenate in campagna elettorale, adesso governano insieme.

    Ci hanno risposto di no.

    Cuocessero nel loro brodo.

    Vincenzo Ambrosino: Hai ragione Piero per quanto riguarda la commissione Porzio, e infatti fu Porzio a proporre quella commissione: e a presiederla addirittura fu messo un ragazzo di Ponza C’è. Io ero coordinatore di Ponza C’è e sui porti avevo elaborato un Dossier che prevedeva per quello di Ponza centro le scogliere e una variante che legalizzasse tutte le attività nautiche sviluppate dai ponzesi. Siccome il rappresentante di Ponza C’è non seguì quello che il Gruppo aveva deliberato con il Dossier si ruppero i rapporti tra me e loro. In quel caso la minoranza perse l’occasione di portare avanti la sua politica di opposizione costruttiva ma che aveva un progetto chiaro che non era quello della maggioranza, e quello fu il momento che quel Gruppo perse l’occasione di continuare a lavorare per una alternativa politica e generazionale per Ponza. Quando non avete accettato di collaborare per il Pai anche molti vostri sostenitori vi hanno criticato. Non sapevo della proposta che hai fatto ad agosto: forse la Giunta Unitaria era una esagerazione ma al limite si poteva accettare uno di voi in giunta. Questa cosa va sicuramente approfondita.

    Caro sindaco, puoi commentare queste cose dette da Vigorelli?

  • Biagio Vitiello

    La proposta di Vincenzo – riguardante la cooptazione in giunta della minoranza – per quanto volenterosa, mi sembra inattuabile. Infatti chi mai dormirebbe nello stesso letto con un aspide?

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