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Gino Pesce star di “In cucina con le Stelle”

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di Luisa Guarino

 

Per il suo terzo appuntamento con la rassegna “In cucina con le Stelle”, il Carrefour Market di Latina, alla Rotonda Piccarello, ‘gioca in casa’ e ospita domani, sabato 23 marzo, dalle 17.30 lo chef Gino Pesce con la moglie Patrizia Ronca, proprietari del leggendario ristorante “Acquapazza” di Ponza, che si trova proprio in Piazza Pisacane, nel cuore del centro storico dell’isola.

L’appuntamento con Pesce è stato preceduto da due performance di grande successo, rispettivamente il 2 marzo con Anthony Genovese e il 16 con Bruno Barbieri.

Il ristorante ponzese, meta di vip e non solo, tra i locali più blasonati dell’isola, ha aperto nel 1989, quindi quasi 25 anni fa, ed è ben presto entrato a far parte della lista dei migliori 150 ristoranti d’Italia. In particolare gli è stato attribuita una ‘Stella Michelin’ nel 2006; ha conquistato 83 punti nella Guida del Gambero Rosso, 16 punti in quella dell’Espresso, nonché la medaglia del Touring Club per la promozione e la valorizzazione dei prodotti locali.

L’Acquapazza di Ponza è caratterizzato dall’atmosfera intima e dall’accoglienza affabile: il locale dispone di 22 posti all’interno e di 50 all’aperto,  una parte dei quali ha il privilegio di affacciare sul molo ‘Mamozio’ e sull’impareggiabile vista del porto. La filosofia del ristorante si basa sull’uso di ingredienti tradizionali in un tipo di cucina sofisticata e moderna, che utilizza sempre pesce di cattura e non di allevamento, nonché verdure provenienti dai terreni dell’isola, mentre pane e pasta vengono ogni giorno preparati rigorosamente ‘in casa’.
A 50 metri circa dal ristorante gli intenditori possono visitare e apprezzare una cantina che vanta oltre 900 etichette di vini italiani e internazionali, e che si apre lungo la breve e caratteristica scaletta che dalla piazza conduce alla banchina sottostante.

In occasione della loro performance di domani nel contesto di “In cucina con le Stelle”, Gino e Patrizia prepareranno, per farli degustare al pubblico presente, tortelli di dentice con spremuta di pomodoro crudo, e sfoglie di cannolo siciliano. L’ingresso sarà come sempre gratuito.  Partner della manifestazione saranno l’Ais, Associazione italiana sommelier,  cui spetterà il compito di scegliere i calici più adatti da abbinare alla degustazione; l’associazione “Latina in cucina” e la condotta territoriale di Slow Food.

 

AGGIORNAMENTO DEL 25 MARZO 2013

Gino Pesce, uno chef sotto i riflettori. Aggiornamento, con foto, della ‘serata’ del 23 marzo u.s.

di Luisa Guarino

 

Grande e prevedibile successo per il terzo incontro di “In cucina con le Stelle” promosso da Carrefour Market di Latina nello spazio di Via Capograssa, Rotonda Piccarello.

Dopo Anthony Genovese e Bruno Barbieri, questa volta è toccato a uno chef di casa nostra, Gino Pesce, titolare del ristorante Acquapazza di Ponza, intrattenersi con il pubblico pontino e non solo, realizzando sul posto un paio di succulente specialità da far degustare ai presenti.

Anche in questo caso l’evento è stato realizzato in collaborazione con l’Associazione Latina in cucina, l’Associazione sommelier e la Condotta territoriale Slow Food.

Con l’insostituibile supporto della moglie Patrizia e della cognata Lucia, sorelle tra di loro, Gino ha preparato due specialità… da leccarsi i baffi.
Si tratta di un ‘semplice’ tortello di dentice, uno dei pesci più noti e apprezzati del nostro bel mare, con spremuta di pomodoro fresco, e di una sfoglia di cannolo siciliano con pistacchi e frutti di bosco.

Due bontà assolute che basano sulla freschezza e genuinità degli ingredienti una considerevole parte del loro successo.

– “E’ fondamentale che il dentice utilizzato sia selvaggio, che la pasta sia preparata freschissima e il basilico sia profumato e appena colto” – ha precisato Pesce, instaurando subito un caloroso rapporto con i presenti – “In quanto alla sfoglia di cannolo, considero la pasticceria siciliana la migliore che esista”.

Cosa di meglio dunque che ritrovare l’essenza dei sapori italiani unendo il meglio della cucina di due isole, una piccola come Ponza e l’altra tanto grande come l’antica Trinacria?

Nel corso del simpatico incontro, all’insegna della professionalità, della simpatia e del sorriso, Gino ha raccontato anche della sua vita di chef ‘autodidatta’. La madre avrebbe voluto che facesse l’elettricista, ha raccontato, perché potesse avere un lavoro sicuro, ma la passione per la cucina era troppo forte. Ed è diventata operativa nel 1989 con l’apertura dell’ormai storico locale in Piazza Pisacane, conosciuto e apprezzato in tutta Italia e non solo.

Gino ha avuto, è vero, il determinante input e supporto di mamma Civita, che considerava l’amore che metteva nella preparazione dei piatti il vero segreto della cucina dell’Acquapazza (a proposito, il nome deriva da una delle più semplici ma insieme straordinarie ricette per il pesce). Un amore che evidentemente ha saputo trasmettere a Gino e di conseguenza a Patrizia e Lucia.
Sulla base poi di cotanta conoscenza e tradizione, Pesce ha innestato e continua a innestare la frequenza a corsi e stage in tutto il mondo, per acquisire una preparazione e un aggiornamento costanti. Tutto ciò lo ha portato a conquistare tra l’altro una Stella Michelin, numerosi titoli e punteggi di rilievo nelle prestigiose Guide del Gambero Rosso e dell’Espresso, nonché ad essere annoverato tra i migliori 150 ristoranti italiani.

Come se non bastasse le sue ricette sono spesso ospitate sui quotidiani più blasonati, in particolare La Repubblica; e in popolari trasmissioni televisive dedicate al turismo e all’enogastronomia.

Prima di chiudere, permettetemi un ricordo personale di mamma Civita, scomparsa poco più di dieci anni fa, che di mattina sedeva spesso davanti al suo ristorante. Nessuno ci aveva mai presentato, ma io conoscevo lei e lei me.
La incontravo quasi tutti i giorni, in tarda mattinata, quasi sempre verso la Punta Bianca, nei pressi della ‘Pasticceria napoletana’; io uscivo a quell’ora e lei rientrava a casa, sulla Dragonara, per il pranzo. Ci scambiavamo un affettuoso saluto e un grande sorriso, da vecchie amiche. Entrambi mi mancano ancora.

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