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vb k2-23 9 corrida13 la-galite-degli-anni-80 Spugne che si contengono lo spazio

Vocaboli marinareschi

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C

Cabine

– cabina s.f. Piccola camera per alloggiare il personale di bordo e i passeggeri.

Cabotagge

– cabotaggio s.m. La navigazione che viene effettuata tra un porto e l’altro di uno stesso Stato. Il gran cabotaggio,
invece, è la navigazione nel mar Mediterraneo, compreso il mar Nero e il mare d’Azof. Il gran cabotaggio comprende
anche la navigazione atlantica lungo le coste europee fino ad arrivare nel mar Baltico. La stessa cosa è quando si esce dal
canale di Suez e si costeggiano le coste asiafricane fino ad arrivare nel Senegal, a non più di trecento miglia dalla costa.

Cacciuttièlle

– Gattuccio s. m. Sclyorhinus canicola, della famiglia degli squaloidi. E’ il più piccolo dei pescecani. Ha
una carne saporitissima. Era uso mangiarlo “ncattevàte”, incattivito. Lesso con aglio, olio, prezzemolo e tanto, tanto
peperoncino.

Caicchje

– caicco s.m. Piccolo battello usato per il trasporto delle persone.

Calà

– calare v. Ammainare, calare, abbassare, distendere.

Calafatàgge

– calafataggio s.m. Operazione per infilare stoppa e catrame tra due tavole del fasciame o della coperta allo scopo di ottenere l’impermeabilità all’acqua.

Calafàte

– calafato s.m. Operaio addetto al calafataggio.

Calamàre

– calamaro s.m. Loligo vulgaris, della famiglia dei cefalopodi. Apprezzato in tutte le cucine. La sua morte più richiesta è fritto. In tante famiglie ponziane si usa friggerlo per intero così che, quando lo si taglia, le fette vengono avvolte dal nero, contenuto in una borsetta sito all’interno dell’animale, che gli dà un sapore caratteristico e straordinario.
Questo nero è usato anche per il risotto.

Calate

– tuffo s.f. Immersione, spingere sott’acqua.

Caldaje

– caldaia s.f. Locale caratteristico delle navi a vapore dove veniva riscaldata l’acqua per generare vapore da utilizzare per il movimento della macchina.

Cale

– cala s.f. Nome di piccola insenatura dove si possono rifugiare e ormeggiare imbarcazioni da pesca e barche. Sulle navi prendono questo nome quei locali destinati a magazzino di materiale di dotazione e di consumo custodito dal nostromo
o dal pennese.

Cale i bandiére

– Gran pavese s.m. Il modo di ornare la nave, in particolari festività, distendendo tutte le bandiere in dotazione tra le estremità degli alberi.

Calemiénte

– calumo s.m. Una certa quantità di cordame e di attrezzi da pesca che si usano contemporaneamente.

Càlme – calma s.f.

Stato del mare quando è tranquillo ed immobile.

Calòmme

– calumo s.f. Quantità di una corda che è uscita dalla nave. Lunghezza di catena tra l’ancora affondata e la prua. Cordicella che tiene legati al galleggiante gli attrezzi da pesca messi in acqua.

Calòrce

– galloccia s.f. Con questo termine si indicano quei pezzi di legno o di metallo che sono sistemati lungo i fianchi di una imbarcazione, ovunque vi sia passaggio di cime, per legarle.

Camàge

– filaccione s.m. Lenza da posta.

Cambuse

– cambusa s.f. Deposito dei viveri.

Cambusiére

– cambusiere s.m. Marinaio addetto alla custodia e alla distribuzione dei viveri. In genere è anche cuoco.

Campagne

– campagna s.f. Si dà questo nome alle lunghe crociere sia per il traffico di merce che per la pesca. I pescatori solevano dire: “ quanne è a settèmbre nce ne jamme Ntuscane p’a campagne di castaurriélle”. Angelo Verginelli, macchinista navale, quando tornava, dopo il periodo di imbarco, sosteneva, da indefesso lavoratore quale è stato, che s’era fatto, su una “carboniera”, tra la Cina e il Giappone, una campagna di cinque mesi, pretendendo asciugamani di spugna per il sudore retroattivo.

Camiénte

– comento s.m. Interstizio, sconnessura tra due tavole del fasciame o della coperta. Si rendono impermeabili all’acqua riempiendoli di stoppa e cratame.

Candià

– rasentare v. Sfiorare, lambire.

Canésche

– verdesca s.f. Glyphis vulgaris, squaloide. La caratteristica principale di questo pescecane è la voracità. E’ sempre affamato.

Canéstrèlle

– braca s.f. Piccolo sbirro che si usa per la messa in opera di un bozzello.

Canneliére

– candeliere s.m. Ciascuna asta, metallica o di legno, che sorregge tende e tendalette. Con lo stesso nome vengono definite le aste che formano le ringhiere intorno ai ponti.

Cannucciàte

– rete s.f. Era un normale rete da pesca senza piombo e senza cuorcete, una rete galleggiante perché ad essa venivano legate delle canne, da cui il nome, lunghe quanto la sua altezza che si aggirava intorno ai due passi. Le canne le permettevano di galleggiare stesa sulla superficie del mare. Essa veniva legata ad una rete regolare che scendeva dalla superficie marina sul fondo. Per stendere la cannucciate occorrevano due gozzi che navigavano quasi appaiati. Quello davanti stendeva la rete normale, il tramaglio, l’altro calava in acqua la cannucciata sui galleggianti dell’altra rete. Aveva la funzione di evitare che i cefali stretti nella morsa saltassero l’ostacolo delle rete verticale. Una volta circondato il pesce le due stazze delle due reti venivano portate a terra e si tirava come se fosse una sciabica. Il tiro doveva essere lento perché il piombo della rete verticale doveva scivolare sul fondo sabbioso in modo da evitare che i pesci passassero al di sotto. La strettoia faceva infuriare i cefali che quando si rendevano conto che la rete ostacolava il loro movimento si davano a saltarla per superare l’ostacolo. Il salto li portava sulla cannucciata dove rimanevano impigliati. L’accerchiamento dei cefali avveniva sempre nelle acque antistanti la spiaggia di Sant’Antonio. Era uno spettacolo meraviglioso. Più il cerchio si stringeva e più i pesci impazzivano. Saltavano da tutte le parti. L’acqua schizzava come fuoco pirotecnico.

Cannulicchje

– cannolicchio s.m. Solen vagina dei lamellibranchi. Mollusco con conchiglia bivalva. Si trova scavando nella sabbia d‘u’ “summariélle”.

Canottàgge

– canottaggio s.m. Termine che designa l’esercizio della voga.

Canòtte

– canotto s.m. Piccola imbarcazione a remi con la poppa quadra.

Cànte

– pendio s.m. Scoscesa del fondo marino dove i pesci e le aragosta si ammucchiano rendendo più ricco il pescato.

( Leggi anche aneddoto associato dal titolo: “Cànte…aragosta e politica )

 

[Ernesto Prudente. Vocabolario marinaresco. Continua]

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