Libri

Salvatore Balzano

di Francesco De Luca

 

Sono obbligato a titolare questo articolo con un nome e cognome, come fosse un personaggio eminente. E lo è, o meglio, tale appare a me, dopo aver letto il suo libro: Navigando la vita.

Me lo ha fatto recapitare ieri dal figlio Giuseppe, e lo trovo di un interesse grandioso.

Sarò chiaro: non traccio né una presentazione né una critica. Dirò soltanto quello che mi viene spontaneo esternare.
E devo stare pure attento perché il libro di Salvatore è… è… qualcosa di diverso, di affascinante, di attraente.

Forse capita a me che ho la sua stessa età, con ricordi comuni e, ora me ne avvedo, con una comune propensione culturale: quella di riportare all’evidenza pratiche di vita, superstizioni, credenze, pettegolezzi e verità sacrosante del mondo di ieri. Del nostro mondo di ieri: quello della vita di Ponza del dopoguerra.
In più, Salvatore illustra una parte di vita isolana ancora non palesata sulle pagine di Ponza-racconta. Perché? Perché tratta la vita dei Fornesi.

Ora, è tempo che esprima la mia delusione giacché su questo Sito, che ha come principio costitutivo: prima che il tempo cancelli le tracce, raccogliamo insieme la storia e la cultura di Ponza e dei Ponzesi, ebbene la vita e le tradizioni dei Fornesi sono comparse a sprazzi e per brevi descrizioni. E questo perché non ci sono Fornesi che scrivono. Sono rari.
Questo libro colma la lacuna. Per i Ponzesi del Porto ha scritto a profusione Ernesto Prudente nei suoi libri. Con questo libro Salvatore può aspirare a divenire l’Ernesto di Le Forna. Ed è per questa ragione che lo trovo di ‘interesse grandioso’.

Anzi, dico di più, Ernesto nelle sue pagine fa trapelare una sorta di vanto per quello che narra. Salvatore no, Salvatore è semplice in quel che scrive. Racconta di sé, della sua famiglia, degli amici, della vita di Le Forna, con naturalezza. Non amplifica né diminuisce. Racconta perché “personalmente non ho più altro da perdere o da guadagnare e la mia strada non è più in salita o discesa ma è piatta e non devo più sforzarmi e spero che negli anni a venire, che il Signore mi concederà, sia calma, con pochi problemi, come il mare in assenza di vento.
…Ho provato piacere  nello scrivere, anche se è difficile spiegare a parole, concetti, emozioni, immagini e ricordi della mia vita, impressi nella mente e prima che l’oblio li cancelli, li ho voluti imprimere sulla carta” ( pag.350 ).

Capite cosa ho letto e cosa vi propongo? Cronaca di una vita, raccontata per il gusto di farlo.

Salvatore non vuole insegnare nulla a nessuno e non si aspetta lodi. Quelle, le desidera dalla pittura che coltiva con piacere e che talora compare sui social.
Non sa che sto scrivendo di lui e non si scomporrà più di tanto, perché Salvatore è un uomo semplice, cordiale e genuino.
E’ conosciuto come Ciciotto perché da piccolo era grassottello.

Questo libro è… una bomba. Porta dentro la vita quotidiana dei Fornesi attraverso la sua vicenda umana. Narrata con naturalezza, come fosse uno scambio di pareri fra amici, sull’aia, con un venticello leggero, luce tenue, la sagoma di Palmarola per compagnia.
Non mi credete, lo so, volete prove testimoniali. Ebbene, prometto di trascrivere alcune pagine del libro, così da trovare consensi!

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