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Una zana per Gesù

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di Francesco De Luca
Adorazione dei pastori. Di Gerrit Van Honthorst. 1622

 “Devozioni per un giorno di festa”: le domeniche dell’Avvento

A me è successo di prendere conoscenza dell’universo di parole in cui ci troviamo immersi fin dalla nascita, durante l’adolescenza. Fu negli anni delle Superiori che la parola, il suo significato, i rimandi logici e le strutturazioni possibili, divennero per me un affascinante mondo da scoprire. Anzi da ri-scoprire, perché ne avevo fatti di anni di scuola e avevo basi di latino e di letteratura.
Dico questo perché le giaculatorie e le preghiere sciorinate negli anni di collegio si palesarono, a quel nuovo impatto, emozionanti sia per la dottrina di cui erano intessuti sia per la tragica sussunzione dell’uomo alla deità.

Così, quando nei riti natalizi ripetei la canzone di don Luigi: Solo per te non trovo una zana”, questo vocabolo qui, inusitato e negletto mi colpì. Zana ovvero giaciglio, e don Luigi lo esplicita nel verso seguente: culla.

Perché il parroco utilizzava quei vocaboli ?
Azzardo: perché non riusciva a tenere chiuso in sé il vasto repertorio di dottrina di cui era padrone.
Non era sfoggio il suo perché non aveva uditori attenti e coscienti dei suoi motti. Nemmeno era ironia perché le parole sono inserite in versi carichi di passione religiosa.
Anzi, a tal proposito, mi immagino la frustrazione di don Luigi nel dispensare tanta conoscenza ad un branco di ignoranti (che eravamo noi). Pappagalli insipienti che ripetevano a mente i versi senza capirne il significato riposto.

Ah sì, lo sento, dissero i vati,
i cieli i monti i boschi i prati
non ti contengono, e tu riposi,
dove ti ascosi in seno a me”

Non ci vuole tanto studio per capire, da queste parole proferite dalla Madonna, che il testo era lontano dalle celebrazioni usuali, e che l’autore si muoveva su piani di religiosità e di poesia, non popolari.

Non nascondo che il mio ateismo non cozza con l’ammirazione che nutro verso questi versi, e che la purezza della melodia e l’altezza poetica mi tengono legati al Natale come ad un evento straordinario.
Versi ascoltati in età infantile, apprezzati fin dall’adolescenza, e cantati da sempre.

Ripropongo Solo per te non trovo una zana, di don Luigi Dies, arrangiato e accompagnato da Tonino Esposito e Nino Picicco.

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Ascolta qui dal file mp3 e leggi sotto le parole

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Solo per te non trovo una zana

Solo per te non trovo una zana

che cosa strana piccino mio

Solo per te non trovo una culla

ma non fa nulla figliuolo di Dio

Per te non casa non un lettino

caro bambino ma poi perché

Ah sì lo sento dissero i vati

i cieli e i monti i boschi e i prati

non ti contengono e tu riposi

ove ti ascosi in seno a me

Dormi…

Dormi o più povero d’ogni bambino

fatto di paglia è il tuo lettino

come il ricovero d’un agnellino

povero povero o Re del ciel

 

Ma la miseria squallida e chiara

no, non è amara intorno a te

per rivestire i figli di Adamo

anzi è più bella del trono di un re

Dormi…

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Immagine di copertina: Adorazione dei pastori. Di Gerrit Van Honthorst. 1622. Wallraf-Richartz Museum di Colonia

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