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Chi era Ernest Henry Shackleton? (1)

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proposto da Sandro Russo
Ernest Henry Shackleton

 

Datemi Scott a capo di una spedizione scientifica, Amundsen per un raid rapido ed efficace,
ma se siete nelle avversità e non intravedete via d’uscita
inginocchiatevi e pregate Dio che vi mandi Shackleton”

[Raymond Priestley (1886 –1972) geologo, geografo ed esploratore inglese]

 

Due parole inglesi vengono usate in italiano quasi senza traduzione, in quanto definiscono in un sol termine concetti complessi, difficili da rendere in altro modo con tale sintesi.

Una è ‘endurance’ – sta per resistenza, ma include anche i significati di pazienza, durata, perseveranza e autonomia;
l’altra è ‘resilience’in fisica, la resistenza che pongono i corpi, specialmente i metalli, alla rottura per urti o colpi. Per traslato, “la resilienza corrisponde alla capacitá umana di affrontare le avversitá della vita, superarle e uscirne trasformati o addirittura rinforzati” (E. E. Grotberg, 1995) o – come scrive Hemingway in “Addio alle armi” (1929): “Il mondo ci spezza tutti quanti, ma solo alcuni diventano più forti là dove sono spezzati”.

Perché queste precisazioni lessicali? Perché andiamo a parlare di una nave che si chiamava Endurance e di un uomo cui la parola ‘resilienza’ si attaglia alla perfezione.

Il periodo storico cui ci si riferisce è quello dei primi del ’900. Erano gli anni – come era stato nel secolo precedente – in cui la Gran Bretagna era la ‘nazione guida’ dell’Occidente; per il ruolo che si era auto-imposto, doveva scalare tutte le vette, conquistare tutti i primati. In tutti i campi la competizione era esasperata e i contrasti tra le nazioni palesi; tensioni che poi sfoceranno nella Prima guerra mondiale.

Uno di questi campi fu la conquista dell’Antartide (*)

1. Mappa dell'Antartide (semplificata)

Ernest Henry Shackleton – inglese di origine irlandese, nato nel 1874 – all’età di 16 anni si arruolò come mozzo su una nave della Marina mercantile e compì viaggi nell’oceano Pacifico e nell’oceano Indiano; sei anni dopo, giovanissimo, venne promosso nostromo.
Nel 1900, affascinato dall’avventura, si aggregò alla prima spedizione antartica organizzata dalla Royal Geographical Society con la nave Discovery guidata da Robert Falcon Scott.

Discovery_alongside_Barrier

La nave Discovery lungo la Barriera di Ross

La missione della Discovery
Il nome ufficiale dato alla missione di Scott fu “National Antarctic Expedition” e, se l’obiettivo dichiarato era genericamente l’esplorazione delle regioni antartiche, l’obiettivo reale era assicurare all’Inghilterra il primato nel raggiungere il Polo Sud.

La Discovery giunse ad attraversare il Mare di Ross e a raggiungere la Barriera di Ross o ‘Grande barriera di ghiaccio’, intorno al punto di coordinate geografiche 81° 30′ S, 175° W., una vasta piattaforma ghiacciata che si frappone tra il mare navigabile e il polo Sud (geografico).
Nel corso della missione Discovery (1901-1904), Scott e Shackelon furono anche i primi ad utilizzare una mongolfiera in Antartide, raggiungendo con essa i 200 m di quota nel febbraio del 1902.

2. Antarctica_Map copia

Una mappa dell’Antartide (cliccare per ingrandire). Sono ben visibili, lungo il profilo inferiore del Continente, il Mare di Ross con la Barriera omonima (l’approccio tentato da Scott con la Discovery) e il Mare di Weddell (lungo il suo profilo superiore), la via invece seguita da Shacketon durante l’impresa della Endurance (v. in seguito)

Il Mare di Ross e la Barriera di Ross nel 1997. Ross_Ice_Shelf

Il Mare di Ross e la Barriera di Ross (Ross Ice Shelf), nel 1997. 

Nella Barriera di Ross il ghiaccio è spesso diverse centinaia di metri, anche se la parte sopra il livello dell’acqua è alta da 15 a 50 metri; l’intera barriera copre una superficie di circa 487.000 km2, ed ha un fronte sul mare aperto di circa 600 chilometri.

La barriera di Ross con i Monti della Royal_Society sullo sfondo

La barriera di Ross con i Monti della Royal Society sullo sfondo

Il primo tentativo di Scott e Shackleton (con un terzo uomo Edward Wilson) di raggiungere il Polo sud, giunti con la nave fin dove si poteva arrivare, ebbe un prosieguo tra i ghiacci; ma i tre dovettero tornare indietro per inenarrabili difficoltà metereologiche che ne misero a dura prova la resistenza fisica e a rischio la vita a causa di cecità da neve, delle scarse provviste, e, nel caso di Shackleton, a causa dello scorbuto.

 

I tempi, l’esperienza e le attrezzature non erano ancora pronti per l’impresa, e la conquista del polo Sud avvenne vari anni più tardi – in un clima di competizione esasperata e con un esito drammatico – nel dic. 1911 ad opera del norvegese Roald Amudesen, che precedette di sole poche settimane lo stesso Scott [(*) v. in seguito).

Ma la spedizione con la Discovery, come pure la scoperta di nuove terre, lasciò Shackleton affascinato dal continente antartico.

La prima spedizione comandata personalmente da Shackleton in Antartide ebbe luogo tra dal 1907 al 1909 con la nave Nimrod.

Shackleton Nimrod 1907-1909

 La Nimrod di Shackleton: Spedizione 1907-1909

A bordo della Nimrod

A bordo della Nimrod. Da sin.: Wild, Shackleton, Marshall e Adams. Uomini che prima ancor che esploratori erano sognatori …e splendidi marinai

 

La seconda – mitica – fu la spedizione effettuata con la nave Endurance (1914 -1917), e di questa si parlerà più diffusamente.

 

La terza spedizione di Shackleton in Antartide fu effettuata con la nave Quest che salpò da Londra nel settembre del 1921 con alcuni dei membri della precedente operazione Endurance.

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La copertina dello Scientific American del 1922. Il disegnatore immagina Shackleton ed i suoi uomini impegnati nell’esplorazione dell’Antartide: “With airplane and dog sled: Sir Ernest Shackleton’s new Antarctic Expedition in the far south”

 

Il raggiungimento del Polo Sud fu compiuto da Roald Amundsen, il 14 dicembre 1911; egli anticipò di soli 35 giorni il gruppo guidato da Robert Falcon Scott (vedi in seguito).

Ormai l’unica conquista di prestigio che rimaneva da compiere era la traversata del continente antartico.

La Spedizione dell’Endurance (1914-1917)
L’Endurance partì da Londra il 1º agosto 1914, tre giorni prima che l’Inghilterra dichiarasse guerra alla Germania, con a bordo Shackleton e altri 27 uomini. Lo stesso Winston Churchill, come primo Lord dell’Ammiragliato con un telegramma autorizzò la Missione e impartì l’ordine di partenza: – “Proceed” – ritenendo più giovevole alla sua patria distinguersi in un’impresa memorabile, piuttosto che recuperare una trentina di uomini alla guerra che andava a cominciare.

 

(*) – Nota dell’Autore
È certo necessaria una sintesi (e un quadro di riepilogo) delle varie imprese che si sono susseguite, all’inizio del secolo scorso, finalizzate alla “conquista dell’Antartide”.
Per certi aspetti avrei dovuto partire da quella e poi scrivere di Shackleton, ma poiché è stata la conoscenza di questo singolare personaggio che mi ha attratto e spinto ad approfondire il tema, ho preferito mantenere quest’ordine e proporre anche ai lettori lo stesso percorso (da continuare nelle prossime puntate).

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[Chi era Ernest Henry Shackleton? (1) – Continua]

 

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