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Col viso al mare (1)

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di Francesco (Franco) De Luca

guardando verso il mare

In riva al mare, col viso rivolto all’immenso, il perpetuo agitarsi delle acque induce riflessioni.

Quante dimensioni ha l’uomo ?

In quanto essere fisico ne ha tre. Una quarta dimensione gli viene dall’essere dotato di “coscienza”. Essa ha come sfera d’azione il pensiero stesso. E’ il pensiero che riflette su di sé. Questa quarta dimensione è la “profondità”. Che si manifesta nel guardarsi dentro, nel chiedersi il perché di quanto si prova. Non per carpire le “ragioni” conoscitive dei comportamenti, delle riflessioni, aspirazioni, bensì per coglierne le “motivazioni”. Esse sono distinte dalle cognizioni. Le cognizioni rispondono alla domanda: qual è la causa? Le motivazioni rispondono alla domanda: quale il senso?

Nella profondità ciascuno, interrogando se stesso, è costretto a guardarsi dentro. Qui c’è il ricordo dell’infanzia, di tutto il vissuto, qui c’è il non detto, il sognato.

Si coltiva la profondità?

Come ogni coltura essa va osservata, va curata, circondata di premure, sorretta, irrorata e ascoltata nei suggerimenti.

Mettiti sulla riva del mare, basta pure Giancos, non serve andare alla Scarrupata, lascia alla ripetitività della risacca i tormenti dell’oggi e la profondità si apre.
Rigenerante.

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