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Le luci di San Giuseppe

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di Irma Zecca

 

Quando arriva la festa di San Giuseppe non guardo il calendario, ma mi accorgo che è arrivato il tempo quando la sera, rientrando a casa dall’ufficio, vedo i fili di lampadine illuminati.

Che bello, quando con la mia ‘seicento’ sfreccio nella curva dei ‘Conti’…  Ahhh..! rimango incantata per lo spettacolo che è davanti ai miei occhi: un filo luminoso che si allunga, sale e scende e dolcemente segue  gli andirivieni delle stradine campestri della zona dei Conti.

Dalla cappellina del Crocifisso, fino alla spiaggia di Santa Maria.

Sì, è la più bella illuminazione delle feste ponzesi!

Certamente c’è anche un ricordo legato all’infanzia… il torrone, le bancarelle dove puntualmente zia Antonietta mi comprava degli anellini con le pietre verdi e arancio… ancora ne ho un ricordo nitido …E poi quelle luci, dove volevo essere accompagnata per una passeggiata notturna. Complice delle luci è anche quell’aria frizzantina primaverile che, ora come allora, c’è sempre in queste giornate che precedono la festa.

Sono le dieci e mezzo di sera e guardo dalla mia finestra le luci…

Non resisto e telefono alla mia amica Maria per invitarla ad una passeggiata sotto le luci.

– Irma, ma io sono già in pigiama… la interrompo dicendole di non fare la lagna perché vado  a prenderla  con la macchina sotto casa e chiudo la comunicazione.

Dopo cinque minuti, sono alle  scale di casa sua e dopo due la vedo, ho i finestrini chiusi e quindi non la sento ma la vedo… Scende le scale e borbotta. Borbotta e scende le scale.

Apre la portiera e fa: – Ma insomma, ti sembra l’ora di passeggiare?

Ed io: – Però sei venuta! …quindi ti faceva piacere!

Mmmm – ruggisce!

Lascio la macchina parcheggiata accanto alla tabaccheria di mia nipote e prendiamo la stradina vecchia in salita; passiamo sotto alla mia ex casa, dove sono nata; guardiamo i vecchi cancelli fatti con legno di recupero, la vigna tutta potata e sapientemente legata che si mostra al passante come un ricamo. Sui bordi dei terreni coltivati ci sono sempre dei fiori e tra i colori, fanno bella mostra nella loro bianca livrea, le calle che sbucano dal cespuglio di fogliame.

I bordi e le scalette delle case sono tutte biancheggiate a calce e le finestre ed i balconi sono adorni di vasi con fiori appena trapiantati. Tutto è pronto per il passaggio della processione.

Più avanti facciamo una sosta alla cappella dell’Addolorata dove notiamo l’impegno che hanno avuto nel rimettere tutto in ordine: tovaglia ricamata all’altare, le pareti imbiancate, nella penombra si vede il tremolìo della fiamma del lumino votivo e dietro la statua della Madonna, sulla parete, ci sono da sempre le guardiane del luogo, “i llacèrt’ vermenare” (i gechi).

Continuiamo e passiamo dint u’ pont’, dove facciamo un’inversione ad u, così ci troviamo nella stradina parallela e percorriamo la strada guardando il percorso appena fatto, al contrario.

Ed ancora passiamo vicino alla mia vecchia scuola elementare che oggi è una casa. Se chiudo gli occhi odo ancora la maestra Andreozzi con la quale ho frequentato i primi tre anni scolastici, in una delle filastrocche  grammaticali: …Are  ere  ire… l’acca deve fuggire”

E il maestro Scotti, che faceva vibrare la tanto temuta bacchetta, ma ricordo che la batteva solo sulla cattedra.

Parliamo, ricordiamo e camminiamo e senza rendercene conto è passata la  mezzanotte.

Ritornando alla macchina le faccio: – Mari’… ne valeva la pena? Mò stiv già durmenn ’a paricchie, ma pe’ durmi’ ce sta  semp’ tiemp’.

Sorride ma non risponde perché non è da lei ricredersi.

La riaccompagno a casa e sempre dalla macchina la guardo… Aale le scale e mi saluta. Mi saluta e sale le scale.

 

Irma Zecca

 

N.B.

Già su Ponzaracconta, pubblicate esattamente un anno fa per la stessa ricorrenza, una Preghiera a S. Giuseppe e “La scoperta di S. Giuseppe”: leggi qui

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1 commento per Le luci di San Giuseppe

  • Fra' Francesco Rossi de Gasperis

    Fra’ Francesco Rossi de Gasperis

    Ciao! Sono il francescano che è venuto a Ponza dopo Natale. Mi sto organizzando per tornare… Come state? Mi guarderò presto questo bel sito.
    Un abbraccio forte a voi e alla vostra splendida isola che porto nel cuore.
    Buona domenica.
    Fr@

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