Voci di Ieri

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0042-042 k1-14a l-11 1 12 Il tunnel "romano" di Chiaia di Luna con le pareti ad "opus reticutatum"

Le luci di San Giuseppe

di Irma Zecca

 

Quando arriva la festa di San Giuseppe non guardo il calendario, ma mi accorgo che è arrivato il tempo quando la sera, rientrando a casa dall’ufficio, vedo i fili di lampadine illuminati.

Che bello, quando con la mia ‘seicento’ sfreccio nella curva dei ‘Conti’…  Ahhh..! rimango incantata per lo spettacolo che è davanti ai miei occhi: un filo luminoso che si allunga, sale e scende e dolcemente segue  gli andirivieni delle stradine campestri della zona dei Conti.

Dalla cappellina del Crocifisso, fino alla spiaggia di Santa Maria.

Sì, è la più bella illuminazione delle feste ponzesi!

Certamente c’è anche un ricordo legato all’infanzia… il torrone, le bancarelle dove puntualmente zia Antonietta mi comprava degli anellini con le pietre verdi e arancio… ancora ne ho un ricordo nitido …E poi quelle luci, dove volevo essere accompagnata per una passeggiata notturna. Complice delle luci è anche quell’aria frizzantina primaverile che, ora come allora, c’è sempre in queste giornate che precedono la festa.

Sono le dieci e mezzo di sera e guardo dalla mia finestra le luci…

Non resisto e telefono alla mia amica Maria per invitarla ad una passeggiata sotto le luci.

– Irma, ma io sono già in pigiama… la interrompo dicendole di non fare la lagna perché vado  a prenderla  con la macchina sotto casa e chiudo la comunicazione.

Dopo cinque minuti, sono alle  scale di casa sua e dopo due la vedo, ho i finestrini chiusi e quindi non la sento ma la vedo… Scende le scale e borbotta. Borbotta e scende le scale.

Apre la portiera e fa: – Ma insomma, ti sembra l’ora di passeggiare?

Ed io: – Però sei venuta! …quindi ti faceva piacere!

Mmmm – ruggisce!

Lascio la macchina parcheggiata accanto alla tabaccheria di mia nipote e prendiamo la stradina vecchia in salita; passiamo sotto alla mia ex casa, dove sono nata; guardiamo i vecchi cancelli fatti con legno di recupero, la vigna tutta potata e sapientemente legata che si mostra al passante come un ricamo. Sui bordi dei terreni coltivati ci sono sempre dei fiori e tra i colori, fanno bella mostra nella loro bianca livrea, le calle che sbucano dal cespuglio di fogliame.

I bordi e le scalette delle case sono tutte biancheggiate a calce e le finestre ed i balconi sono adorni di vasi con fiori appena trapiantati. Tutto è pronto per il passaggio della processione.

Più avanti facciamo una sosta alla cappella dell’Addolorata dove notiamo l’impegno che hanno avuto nel rimettere tutto in ordine: tovaglia ricamata all’altare, le pareti imbiancate, nella penombra si vede il tremolìo della fiamma del lumino votivo e dietro la statua della Madonna, sulla parete, ci sono da sempre le guardiane del luogo, “i llacèrt’ vermenare” (i gechi).

Continuiamo e passiamo dint u’ pont’, dove facciamo un’inversione ad u, così ci troviamo nella stradina parallela e percorriamo la strada guardando il percorso appena fatto, al contrario.

Ed ancora passiamo vicino alla mia vecchia scuola elementare che oggi è una casa. Se chiudo gli occhi odo ancora la maestra Andreozzi con la quale ho frequentato i primi tre anni scolastici, in una delle filastrocche  grammaticali: …Are  ere  ire… l’acca deve fuggire”

E il maestro Scotti, che faceva vibrare la tanto temuta bacchetta, ma ricordo che la batteva solo sulla cattedra.

Parliamo, ricordiamo e camminiamo e senza rendercene conto è passata la  mezzanotte.

Ritornando alla macchina le faccio: – Mari’… ne valeva la pena? Mò stiv già durmenn ’a paricchie, ma pe’ durmi’ ce sta  semp’ tiemp’.

Sorride ma non risponde perché non è da lei ricredersi.

La riaccompagno a casa e sempre dalla macchina la guardo… Aale le scale e mi saluta. Mi saluta e sale le scale.

 

Irma Zecca

 

N.B.

Già su Ponzaracconta, pubblicate esattamente un anno fa per la stessa ricorrenza, una Preghiera a S. Giuseppe e “La scoperta di S. Giuseppe”: leggi qui

1 commento per Le luci di San Giuseppe

  • Fra' Francesco Rossi de Gasperis

    Fra’ Francesco Rossi de Gasperis

    Ciao! Sono il francescano che è venuto a Ponza dopo Natale. Mi sto organizzando per tornare… Come state? Mi guarderò presto questo bel sito.
    Un abbraccio forte a voi e alla vostra splendida isola che porto nel cuore.
    Buona domenica.
    Fr@

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