Voci di Ieri

Lontano da Ponza. Trova tutti gli articoli nel menù: “Storia”

Immagini

bn2 p-18-4-di-4 sa v1-24 59 Idraulica antica: fosso di regolarizzazione

U’ difètt’

Condividi questo articolo


 

di Sandro Russo

 

Abitavano sulla via Nuova di fronte alla casa dei miei nonni, quand’ero ragazzino, Adduluràta e Ninando – la madre anziana, vedova e il figlio già in età. Lui faceva il sarto. Si chiamava Ferdinando (credo!), ma era conosciuto da tutti come Ninando. Aveva grandi labbroni su un volto buono, di gran timido.

Ho scoperto poi che lo conosceva già mio padre (quello che sarebbe diventato poi mio padre) quando era militare a Ponza, quindi ancor prima di conoscere mia madre. Pare che tra militari lo invitassero qualche volta a bere un bicchierino, e quando tutto il vetro scompariva tra i suoi labbroni, c’era sempre qualcuno che  gridava (…mi raccontava mio padre): – Ninà’.. ’u bicchiér’… ’u bicchiér’..!

Il buon Ninando nello svolgimento del suo lavoro di sarto era rifinito e coscienzioso, tanto da fare una precipua attenzione al cavallo dei pantaloni che – secondo lui – faceva spesso difetto per un particolare anatomico che stava, il più delle volte, nel posto sbagliato… Può diventare un pensiero ossessivo, per un sarto!

Ora che è scomparso, di lui rimane – …cosa va a rimanere di una persona, a volte! – una frase (potentemente metonimica): – Vussignurì’.. ..vuie, u’ difètt’, u’ purtate a dest’… o a sinist’?

 

Per estensione, quando si parla di ‘difetto’, dalle parti di Ponza, non si dimentica mai il doppio senso; per dire, quanto è complicato entrare nel mondo segreto di un dialetto…

 

 

Condividi questo articolo

Devi essere collegato per poter inserire un commento.