Amministrazione comunale

Mai ‘na gioia

di Guido Del Gizzo

Circola sul web, ormai da diversi giorni, l’ordinanza istruttoria che la Corte dei Conti ha emesso lo scorso 28 dicembre (in calce all’articolo, in formato .pdf), relativa alle questioni di bilancio dell’isola.

 

Vita dura, quella del bravo Sindaco di Ponza.
Neanche il tempo di rallegrarsi, lo scorso 12 dicembre, dell’iter di approvazione, secondo lui, del piano di riequilibrio finanziario pluriennale (“Notizia di ieri, che con un pizzico di soddisfazione vi sveliamo, il Ministero degli Interni ha accolto il nostro piano, ora aspettiamo solo il giudizio de La Corte dei Conti”, aveva dichiarato nel suo messaggio, quello nel quale esortava i cittadini a “evitare di evidenziare le mancanze che sicuramente ci sono e ci saranno“), che, proprio dalla Corte dei Conti, gli arrivano, tra capo e collo, 25 pagine di ordinanza istruttoria che, tra le altre cose, gli chiede informazioni su come pensi di incassare la bellezza di 6.288.900 € all’anno dalle concessioni demaniali.
Ma che impuniti!

Ciò che ha stuzzicato la nostra curiosità è come mai non sia ancora stata pubblicata, come esplicitamente stabilito, sull’Albo Comunale.

Forse, quello che, invece, ha stuzzicato la curiosità dei Magistrati Contabili è che il Comune abbia incassato, al 31/12/2022, 152.327 € da 57 concessioni (poi prorogate al 31/12/2023) e che lo Stato incassi, nel complesso e all’anno, circa 110 milioni di €, dalle concessioni demaniali di tutto il territorio nazionale.

Però, quello che è certo, è che non sia stato dato il giusto rilievo alla notizia che l’arch. Giocondi ha presentato un progetto di riorganizzazione dello spazio portuale, che darà tutte le risposte, anche se ricorda un po’ la famosa barzelletta di quanti elefanti entrano in una Cinquecento (semplice: 4 elefanti, due davanti e due dietro): moltiplicando pontili e concessioni, incassare 6 milioni è un gioco da ragazzi.

Ma, non contenti, i malfidati hanno chiesto anche ragguagli sui 330.000 € del progetto “barca a barca” (accidenti, non se la sono bevuta) e sulla vendita degli immobili di proprietà pubblica, Semaforo della Guardia in primis: dicono che la perizia sia incompleta.

In effetti, non è chiaro cosa ci si possa fare, né come ci si possa arrivare – oltre che in elicottero, naturalmente – né che strumenti urbanistici siano stati previsti per risolvere il problema.

In effetti, qualche dubbio era venuto anche a noi: vuoi vedere che Semaforo ed ex archivio sono solo fumo negli occhi e che, invece, l’obiettivo è quello di creare le condizioni per dover vendere, in fretta e furia, altri immobili di proprietà comunale?

Parte del comprensorio 13… gli immobili a Cala dell’Acqua, magari a chi già sta lì… chi lo sa?

Scherzi a parte, l’ordinanza della Corte dei Conti qualche grattacapo lo crea anche su altri fronti: la definizione del debito, i contenziosi in essere…. insomma, per ora, Sindaco e Assessore al Bilancio sono stati “rimandati a settembre”, poi si vedrà.

Per intanto, il Comune si allinea con le indicazioni diffuse dal Governo, a livello nazionale: niente gare e sostenere la tesi che non vi sia penuria di aree disponibili per le attività turistiche, lungo le coste italiane.

La procedura di infrazione è certa, la strategia governativa è delineata, la campagna elettorale per le Europee è in corso.

C’è una buona notizia: “Finalmente dopo sei lunghi anni dalla prima bozza e dopo ben quattro governi, l’Italia – dichiara Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente – ha approvato il Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici, il PNACC, che raccoglie 361 azioni rivolte ai sistemi naturali, sociali ed economici. Si tratta della prima buona notizia con cui si apre questo 2024 e di un passo importante nella lotta alla crisi climatica che arriva dopo anni di ritardi e stalli. Era il lontano 2018 quando il Governo Gentiloni e l’allora ministro dell’ambiente Gianluca Galletti presentarono la prima bozza di Piano pubblicandola sul sito del ministero. Da allora si sono succeduti tre governi – il Conte 1, il Conte 2 e il Governo Draghi – e 2 ministri – Sergio Costa e Roberto Cingolani – ma nessuno ha mai adottato il documento in questione. Solo a fine 2022 è arrivato un primo segnale di svolta con la pubblicazione sul sito del MASE, guidato dal ministro Gilberto Pichetto Fratin, della bozza aggiornata del Piano, seguita dalla fase di consultazione e dall’approvazione finale arrivata pochi giorni fa”.

Anche a Ponza ci sarebbe parecchio da fare: attendiamo le proposte e le iniziative del bravo Danilo D’Amico.
Ancora buon anno a tutti

 

Allegato in formato .pdfDel-n-160-2023-PRSP Comune di Ponza (piano di riequilibrio)

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