Defunti

Ci ha lasciati Fortunata Aprea

di Sandro Vitiello

E’ di qualche ora fa la triste notizia della scomparsa di Fortunata Aprea, vedova di Antonio Alfiero.

Fortunata, di anni ottantuno, era una istituzione dalle parti della chiesa dell’Assunta a Le Forna.

Aveva sposato Antonio dopo che lui, cittadino di Mondragone, era venuto a Ponza a lavorare in miniera.

Avevano messo su famiglia e mentre lui faceva il suo di lavoro lei apriva un negozio di mobili in quello che oggi è l’attività commerciale di famiglia.

Era il 67 e complici i parenti di Antonio che facevano quel mestiere, anche a Ponza arrivavano i loro mobili, venduti in continente.

Il negozio si allargò poi con la vendita di prodotti per la casa e quando Antonio rimase senza lavoro dopo la chiusura della miniera -metà anni settanta- inizio l’attività di generi alimentari con una forte caratterizzazione sulla frutta e sulla verdura che arrivavano costantemente al negozio.

C’era un forte affiatamento tra Antonio e sua moglie sia sul piano commerciale sia su quello affettivo-familiare.

Mentre il negozio cresceva la famiglia si allargava. Fortunata stava sì dietro al bancone ma intanto metteva al mondo quattro figli: Luigi, Tina, Silvia e poi Patrizia.

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Una famiglia che cresceva e che all’età giusta andava a dare manforte ai genitori che anche con l’incalzare degli anni da soli non ce l’avrebbero fatta.

Andare a far la spesa dalle parti della chiesa a Le Forna si dice “andiamo da Fortunata”.

Era una istituzione quella donna: poche parole e tanta sostanza.

Che ha vissuto anche lei il suo momento di celebrità quando la fiction “Un’altra vita” ha scelto il suo negozio per alcune scene dove Fortunata compariva nel suo ruolo.

Lei che fino ai primi del 2020 era imperterrita dietro alla cassa.

Poi, complice il covid, ha fatto un passo indietro ma non ha fatto mai mancare quella necessaria parola ai figli che continuavano nel lavoro che lei e suo marito avevano messo in piedi in una vita.

Ai figli e alle loro famiglie il saluto mio e della redazione di Ponza Racconta.

I funerali ci saranno domani 22 dicembre alle ore 16.00 nella chiesa di Le Forna.

3 Comments

3 Comments

  1. Emilio Iodice

    28 Dicembre 2023 at 16:11

    Ricordando Fortunata…
    Sono rimasto molto colpito e addolorato nel sapere che la nostra amica Fortunata ci ha lasciato così all’improvviso. Ha trascorso la sua vita al servizio della gente di Le Forna. Questo è un breve omaggio a lei che ammiravo e stimavo, e come me tanti ponzesi.
    Dio benedica lei, la sua famiglia e tutti noi,
    Emilio

  2. Emilio Iodice

    29 Dicembre 2023 at 19:53

    Ricordando Fortunata

    di Emilio Iodice

    Alcune persone entrano nella tua vita e sai che non sarai mai in grado di sostituirle se se ne andassero.

    Quasi vent’anni fa, in una fredda giornata di febbraio, tornavo sull’isola da Roma.
    Il viaggio era stato faticoso e il tempo era stato rigido.
    Pioveva.
    I miei vestiti erano fradici e i miei piedi congelati. Avevo freddo, ero stanco e affamato.
    Desideravo qualcosa di caldo da mangiare e trovare un posto dove riposare le mie ossa stanche prima di avventurarmi a casa mia che era come un frigorifero.
    Pensavo di andare in un ristorante.
    Quando scesi dall’autobus a Le Forna, vicino alla chiesa, era buio.
    Su Ponza era scesa la notte. Tutto era chiuso, compreso il nostro luogo di culto.
    Non avrei potuto dire una preghiera, anche se lo avessi voluto.
    Rimasi sulla strada pensando a cosa fare.
    Una forte raffica soffiava dal mare intorpidendomi il viso e le mani.
    Mi sono voltato come se una mano divina mi avesse portato nella giusta direzione.
    Ho visto una luce. Un negozio era aperto.
    Sono entrato. Era caldo.
    Lì, dall’altra parte del bancone c’era Fortunata. Era sola.
    “Cosa ci fai qui?” – chiese con un grande sorriso?
    Ci conoscevamo da una vita.
    “Sono venuto per occuparmi di alcuni affari urgenti” – spiegai.
    Vide che tremavo, ero bagnato e il mio viso era pallido per il vento gelido che avevo appena lasciato fuori.
    Lei venne da dietro il bancone e mi aprì una sedia. Mi faceva male il corpo e il sedile sembrava un morbido cuscino.
    Quel piccolo negozio e quella voce calda erano un’oasi su questa roccia battuta dal vento nell’acqua.
    Era anche di più.
    Fortunata c’era sempre.
    Ha dato qualcosa alle persone che pochi hanno capito.
    Non si trattava solo di affari ma di “servizio” nel senso giudaico-cristiano in cui noi diamo e l’Onnipotente si prende cura del resto.
    Ha trattato me e la mia famiglia con affetto e rispetto.

    Dopo quasi un’ora ho avuto la forza di comprare del cibo.

    Ho frugato e non sono riuscito a trovare il portafoglio. Era nel carrello. “Non preoccuparti, mi paghi quando potrai”, disse Fortunata.
    Quando raggiunsi casa mia, erano le 20:00. Mentre riscaldavo le stanze, ricordavo la sua voce e il suo sorriso e come mi faceva sentire il benvenuto.
    Al mattino ero ansioso di saldare il mio debito.
    Soprattutto volevo dirle grazie.
    – Fortunata, grazie per la cura che hai dimostrato. Non lo dimenticherò -, dissi.
    Lei mi guardò perplessa. “Grazie per cosa?”,
    Aveva dimenticato la sua gentilezza verso un viaggiatore stanco.

    Per lei era normale esserci ed essere al servizio degli altri.
    Quanto siamo stati fortunati ad averla con noi.
    Mi mancherà sempre.
    Dio benedica lei e la sua famiglia che continuano la sua tradizione di amore, gentilezza e servizio verso tutti noi.

    “Alcune persone rimangono ancora nel tuo cuore, non nella tua vita” (Glad Munaiseche)

  3. Luisa Guarino

    1 Gennaio 2024 at 18:04

    Sulla posta del sito ha inviato un pensiero per Fortunata, Giovanni Maggiarosa, da Mondragone, che conosceva bene anche il marito Antonio, suo concittadino.

    “Ho saputo che purtroppo è venuta a mancare Fortuna. Sono quelle persone che ti rendi conto che ti mancano solo quando se ne vanno per sempre. Ho conosciuto il suo compianto marito, originario di Mondragone; ricordo la storia di come si erano conosciuti e sposati. Una storia di altri tempi”.

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