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Fichidindia, una bontà dalle colline al mare

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di Luisa Guarino

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In italiano si chiama ficodindia, a Ponza “fichedine o fechedinie” (più o meno), nei paesi dei Monti Lepini, in provincia di Latina, “ficorapizza”.
Il termine faceva parte del mio “lessico familiare” di quando ero bambina e vivevo a Sermoneta. Ma l’ho ritrovato oggi in un articolo pubblicato su un sito on line provinciale, a proposito di un’iniziativa in programma a Sezze sabato 1 e domenica 2 settembre, dal titolo “Omaggio della ficorapizza”: due giornate dedicate al singolare frutto ‘povero’ che cresce spontaneo in tanti paesi pontini, nonché naturalmente sulle isole Ponziane. Peraltro l’occasione è propizia per rilanciare una proposta avanzata tempo fa proprio su questo sito da mio fratello Silverio (leggi qui) [“Il ficodindia” anche qui in un articolo di Domenico Musco e qui in un altro di Mimma Califano – NdR].

Tra le “riscoperte” della nostra isola non sarebbe male dedicare un’iniziativa a questo frutto, così legato a usi e tradizioni che rischiano di scomparire. A Sezze, un modello da poter prendere ad esempio (perché no?) la manifestazione si configura molto articolata e ricca di iniziative collaterali, con musica, danze popolari, concorsi “di bellezza” non proprio ortodossi, giochi per bambini, musica e tante altre attività.

Si comincia alle prime ore del mattino di sabato, quando tutti i partecipanti alla kermesse, o almeno i più volonterosi, attivi e motivati, dal centro del paese si avviano verso le campagne per raccogliere i frutti, “armati” di mazza, barattolo (da noi mi pare si chiami ‘cuoppo’), guanti per proteggersi dalle spine. Gli organizzatori invitano anche a indossare un “abito goliardico”: insomma qualcosa che non passi inosservato e dia un connotato speciale a tutti i presenti. Tra gli appuntamenti più divertenti della serata di sabato invece un concorso comico per l’elezione di Zi’ Fico e Zi’ Ficora: i due soggetti giudicati più spinosi ma insieme dolci tra i partecipanti.

La kermesse di Sezze è organizzata dall’Associazione culturale Setia Plena Bonis e per entrambe le giornate ha come cornice Piazza Duomo. Chissà che non si riesca, magari sulla scia di “Ponza in tavola” a organizzare qualcosa di simile a Ponza, sul Piazzale di Giancos? Si potrebbe cominciare magari con un angolo dedicato a questo coloratissimo frutto che nasce tra le “palette”: poi… da cosa nasce cosa.

 

Nota
L’evento è riportato anche a pag. 25 del .pdf della Rassegna Stampa cartacea da Latina Oggi (NdR)

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