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In primavera insiste una luce… di Emily Dickinson

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proposto e tradotto da Silverio Lamonica

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Si sa che la “primavera meteorologica” inizia l’1 marzo e termina il 31 maggio, diversamente da quella “astronomica” che entra con l’equinozio di primavera, di solito il 21 marzo e finisce il 20 giugno. Però quest’anno proprio lei, la meteorologia, sembra non promettere nulla di buono con questo gelido “Burian”: il 27 scorso, la neve ha imbiancato anche Ponza! Tuttavia come buon auspicio per l’arrivo delle belle giornate, speriamo prossime, porgo il saluto al mese di Marzo con una poesia di c (1830 – 1886).
Questa poetessa del Massachusetts (U.S.A.) viene considerata non solo una delle autrici più sensibili di tutti i tempi, ma anche una delle più rappresentative. Il suo amore per la natura traspare da tutte le sue liriche come questa che vi propongo: marzo porta con sé una luce particolare che tutto pervade, ma col calar della sera svanisce e noi che restiamo ne avvertiamo terribilmente la mancanza.

A light exists in spring
by Emily Dickinson

A light exists in spring
Not present on the year
At any other period.

When March is scarcely here
A color stands abroad
On solitary hills
That science cannot overtake,
But human nature feels.

It waits upon the lawn;
It shows the furthest tree
Upon the furthest slope we know;
It almost speaks to me.

Then, as horizons step,
Or noons report away,
Without the formula of sound,
It passes, and we stay:

A quality of loss
Affecting our content,
As trade had suddenly encroached
Upon a sacrament.

Ed ecco la mia interpretazione:

In primavera insiste una luce

In primavera insiste una luce
che non scorgi nel resto dell’anno
e in un altro momento.

Quando marzo è appena arrivato

il tutto un colore pervade,
lo vedi sull’erme colline
che la scienza non può superare,
ma l’umana natura l’avverte.

E sul prato rimane in attesa,
un arboscello da lungi lei mostra
sul remoto pendio a noi noto
e sembra che quasi mi parli.

All’orizzonte poi vedo il meriggio
portarla lontano e svanire,
del suono senza una traccia
lei passa, mentre restiamo:

è come un pregio perduto
che influenza il nostro pensiero,
un affare andato in frantumi
per un sacramento.

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