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La caccia a Ponza. Questione di “generazione”

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di Silverio Guarino

 

Parlando con un cacciatore di Ponza (mio coetaneo e Silverio come me), mi sono un po’ chiarito le idee.

Preoccupato dalle mie esternazioni su “A proposito di volatili”, e pensando a me come un “ambientalista” travestito, mi ha manifestato i suoi pensieri al riguardo.

“E’ questione di generazione” – mi ha detto – “passata la mia, difficilmente continuerà la caccia sull’isola, perché l’amore per la caccia finirà con noi”.
Perché nei giovani (tranne rare eccezioni) i fucili sono del papà o del nonno e non vengono neanche considerati, se non per la loro potenziale pericolosità.

“Ma io devo andare a caccia, mi devo sedere su un costone di roccia con il mio cane accanto e aspettare l’alba; è uno spettacolo che non ha pari e che dà delle sensazioni e delle emozioni che sono solo di chi si trova lì alle quattro del mattino, con il freddo e la rugiada a farti compagnia. Poi, se riesci a cacciare qualche uccello, tortora, beccaccia, “marvizzo” o tordo che sia, meglio ancora, ma non è indispensabile”.

Mi sono auto-invitato. Per quando sarà di nuovo aperta la caccia. Poi vi dirò.

 

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3 commenti per La caccia a Ponza. Questione di “generazione”

  • Gennaro Di Fazio

    Sostituendo il fucile con una telecamera si avrebbe un ricordo filmato ed un’emozione da mostrare anche agli altri; e, magari, si potrebbero proiettare in una manifestazione le riprese di tutti coloro che sono interessati a questa nuova pratica. Credo che sarebbe molto bello ed interessante.

    Gennaro Di Fazio

  • Silverio Guarino

    Quando, assistendo ad un avvenimento, si pensa più a riprenderlo con una telecamera che a viverlo al momento (…tanto, poi me lo rivedo dopo, a casa), se ne perdono gli odori, i sapori, i colori e le temperature.
    Che mancheranno anche quando si rivedrà la ripresa, lontano nel tempo ed avulsa dalla realtà, che gli altri non hanno provato.
    E che solo il ricordo di chi c’è stato lo potrà riportare alla sua memoria, se lo si è vissuto con interezza.
    Il ricordo fissato da una telecamera sarà per sempre, freddo e asettico. Non come il ricordo di chi c’è stato davvero.

  • Gennaro Di Fazio

    Caro Silverio, quello che dici è vero; ma la sostituzione del fucile con la telecamera era solo un eufemismo sulla caccia al fine di far scaturire qualche riflessione sul suo valore. Il sub che fa le foto non credo abbia minor emozione di quello che caccia i pesci; è la visione delle cose che cambia, non lo spettacolo e/o le sensazioni.

    Gennaro Di Fazio

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