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Così la racconta, Ugo. Tarchetti

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di Francesco De Luca

Ponza d'altri tempi 3

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Tarchetti. Comparve come era uso negli anni ’60. Di solito trascorreva a Ponza tutta l’estate. Sempre accompagnato da belle donne. Ragazze o in età, sempre donne belle.
Lui, fisico asciutto, alto, bronzeo perché ci teneva. Pittore. Mai visto un quadro, eppure così si diceva. E doveva avere un mercato soddisfacente a Napoli perché dapprima affittò casa al Porto, poi comprò un appezzamento di terra a Frontone. E qui infine iniziò a fabbricare un complesso di case.
Compagnone, estroverso, fece subito amicizia giù al Porto. Prendeva la barca con fuoribordo. Per tutta l’estate.

Un anno si presentò con un motoscafetto. Aveva l’incombenza di andare e venire di frequente da Frontone, per i lavori in corso.
Fintamente atletico, si faceva aiutare da Ugo.
Perché da lui? Perché entrambi smargiassi. Ugo ci metteva il vigore fisico dell’età, Tarchetti la baldanza. Specie se occorreva dimostrarsi agili agli occhi della bionda di turno. Lui poteva essere giudicato un tipo, ma le donne che l’accompagnavano erano veramente uno spettacolo. Che vuò fa’ ‘u fatto era accussì!
Ugo in quei frangenti si esprimeva al massimo dell’intraprendenza. Anche per stare al passo con Tarchetti. Il quale si inventò di sedersi sul coperchio del motore. Così, per spavalderia. Guidava la barca seduto sul motore.

Si imbarcarono Ugo, Tarchetti e la bionda (è superfluo declamarne la bellezza!), giù da Bebé. La rotta… sempre la stessa… Frontone.
Partirono. Con altre barche si incrociarono, con qualche gozzo che tornava dalla pesca. Insomma il via vai nella bacinella del porto c’era, anche se meno intenso di oggi.
Fuori la scogliera passò un motoscafo, alzò un po’ di onde. Tarchetti le affrontò di prua, come faceva al solito, da sbruffone. La prua urtò l’onda del motoscafo, la barca si impennò, Tarchetti da sopra il coperchio fu sbalzato in acqua.

Una scena da comiche cinematografiche.
Meno male che Ugo prontamente prese la barra del motore, diminuì la velocità e… insomma ripescò Tarchetti. Facendo la solita figurona di cui vantarsi per una vita. Ecco perché Ugo la ricorda.

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