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Non solo calcio a 5, anche Saviano e Bukowski

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di Vincenzo Ambrosino

Le Forna ponza mare
Oggi abbiamo vinto la prima partita fuori casa contro il Pontinia ed è stata una vittoria ridondante. Siamo riusciti a fare sette reti nella porta avversaria.
Pontinia 1 – Le Forna Mare  7

MARCATORI: 10′ e 34′ Giacomo Vitiello, 29′ e  30′ Marcello De Martino, 42′ Ivan Aprea, 46′ Francesco Vitiello, 55′ Francesco Di Meglio.

La nostra squadra di calcio a 5 ha tirato fuori il giusto carattere sapendo superare momenti di grandi difficoltà e quindi è opportuno che si goda la vittoria più dolce, quella fatta in trasferta, dopo l’ennesima partenza in balìa delle onde.

Bravi ragazzi e complimenti al nostro mister che è riuscito a compattare il gruppo e fargli ritrovare le giuste motivazioni per cominciare ad essere continui nelle prestazione e nei risultati.

I nostri ragazzi devono comunque sapere, malgrado tutte le difficoltà (partenze notturne, assenza di svaghi, mancanze di alternative culturali e ludiche),  quanto sono fortunati rispetto a giovani di un’altra realtà, dove tutto è governato e  gestito dalla camorra. Anche l’aria che si respira in certi luoghi è gestita dalla camorra! Divertimento, sport, attività pseudo ricreative sono tutte manovrate dalle organizzazioni criminali e, spesso, giovani atleti di grandi speranze e promesse finiscono direttamente nelle grinfie di queste organizzazioni e il loro destino è segnato.
Vedranno anche la ricchezza, poi la droga e infine la galera se non la morte.

C’è un racconto di Saviano che prende il titolo dal famoso pallone che tutti i ragazzi conoscono, “Super Santos”  che parla proprio di questa realtà.

Saviano - supersantos

In questo breve racconto Saviano  parla appunto di calcio giocato per le strade di Napoli da quattro ragazzini su cui si allunga presto l’ombra della criminalità.  Il camorrista di turno vede questi ragazzi giocare quotidianamente in una piazzetta con il loro supersantos,  si ferma e, quando li vede palleggiare e passarsi la palla senza farla cadere evitando un passante o un’automobile, rimane incantato e li applaude.

giocare a pallone per stada
Alla mente criminale del camorrista viene però subito un’idea per cui li convoca al solito ritrovo. Dopo aver fatto  i complimenti per le  capacità balistiche,  offre loro dei soldi assieme ad un incarico semplice da fare, un incarico inizialmente innocuo: quello di diventare le sentinelle del quartiere per  avvistare prima  e   “avvisare –  poi –  il clan in riunione dell’arrivo dei carabinieri”. In che modo dovevano fare questo? “Continuando a fare quello che loro amavano fare tutti i giorni: giocare a pallone, facendo rotolare il supersantos  per i vicoli e gridando allegramente dell’arrivo delle guardie”.

Ma gradualmente i ragazzi crescevano e anche le aspettative dei camorristi crescevano per cui gli incarichi divennero sempre più impegnativi e contagiosi.  Alla fine della storia solo uno dei protagonisti riuscirà a emanciparsi diventando un calciatore professionista, due saranno assorbiti dalla macchina criminale mentre il terzo finirà a giocare nei campionati dilettantistici, dove la camorra detta le regole attraverso le scommesse e le partite truccate.

Ci ricordiamo il caso recente della squadra di calcio a cinque femminile di Locri dove alcune giocatrici sono state minacciate e i dirigenti per lo stesso motivo finiti sotto scorta?

“Nell’inchiesta Dirty Soccer il pentito Pietro Mesiani Mazzacuva (genero di Mico Molè boss di Gioia Tauro) afferma: “Molte squadre dilettantistiche sono in mano alla ‘ndragheta’ “.  Alla luce di ciò si capisce la drammaticità delle minacce a Locri e della realtà dello sport nei quartieri delle città del sud con palestre chiuse, difficoltà di imprenditori nel proporre iniziative per lo sport, sponsor in miseria ecc.

Anche se il mercato sportivo, ludico, ricreativo, sociale non produce direttamente un  grande business, il controllo di questo serve alla malavita organizzata per riprodurre sul territorio un determinato regime organizzativo. Tutto deve essere governato “dall’antistato malavitoso” per arruolare direttamente nuova manovalanza per la distribuzione della droga e poi accrescere il consenso tra i cittadini, per manovrare elezioni, infiltrare volti puliti in amministrazioni e ottenere concessioni, appalti, attraverso il voto di scambio, la corruzione, la minaccia, l’omicidio…

Il calcio  crea consensi e non a caso a Quarto anche i  Cinque Stelle hanno fallito proprio per una storia di infiltrazione camorrista per la gestione del campo di calcio.

La nostra isola per adesso è immune da questi problemi, per cui i nostri dirigenti, i nostri allenatori, possono concentrarsi esclusivamente sugli aspetti  tecnici, tattici, agonistici, sportivi  delle nostre squadre dilettanti. Dobbiamo dire che siamo fortunati, anche se la camorra sta già da  tempo allungando le sue mani nel Sud Pontino per cui si sta avvicinando.

Rimanere quindi con i piedi per terra per  godersi pienamente  queste vittorie fatte con le nostre forze, con i nostri ragazzi, con i nostri soldi,  deve essere sempre l’imperativo per continuare a vivere una vita semplicemente dignitosa.

Charles Bukowski, scrittore americano, che  aveva conosciuto la vita nelle strade, nei bordelli, nei quartieri malfamati e aveva scelto di vivere le sue “storie di ordinaria follia”  senza protezione alcuna diceva: “Resistere significa semplicemente tirare fuori i coglioni, e meno sono le chance più dolce è la vittoria”.

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