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Alla Civita, quest’anno…

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di Rosanna Conte
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Anche ieri, 21 luglio, c’è stata la festa sugli Scotti per la Madonna della Civita.

A differenza dello scorso anno, quando ci fu la pioggia, quest’anno il caldo umido pomeridiano si è solo stemperato nell’aria leggermente più fresca della serata, consentendo uno svolgimento sereno sia dei riti religiosi che degli svaghi sull’aia.

Il rosario, nella chiesetta, è iniziato poco dopo le 18,30, quando faceva ancora molto caldo, seguito dalla processione diretta all’aia, dove è stata celebrata la Messa.

Forse proprio per il gran caldo, non c’era molta gente, ma ciò ha consentito a don Ramon di avere il controllo del contesto.

I non numerosi presenti, proprio perché avevano affrontato l’impervia salita col caldo, dovevano essere stati spinti dalla devozione, quindi sarebbe stato consequenziale che seguissero la celebrazione della messa in silenzio e senza distrarsi.
Da qui l’insistente richiesta di don Ramon di stringersi intorno all’altare senza formare capannelli agli angoli estremi dell’aia e senza parlottare.

Per chi si aspettava il canto tradizionale della Civita, c’è stato un accenno solo della prima strofa, interrotto dalla banda, alla fine della messa.
Chi, invece, ha seguito il ritorno della processione, può averlo sentito tutto all’interno della chiesetta mentre il quadro della Madonna, tolto dal baldacchino, tornava al suo posto sulla parete.

Finita la parte sacra, sull’aia, c’è stata la tradizionale rottura della pentola con caramelle e, in successione, la distribuzione della pizza e del cocomero.

La serata è stata rallegrata da Maddalena che ha accompagnato con la sua voce gli esperti ballerini ponzesi.

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Vederli piroettare seguendo impeccabilmente il ritmo della musica di turno, che fosse tango o valzer, è stato un piacere.

Come succede quando il piacere del ballo non può trovare ostacoli, le coppie erano formate da marito e moglie, da amiche, da nonna e nipote.

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Lo stuolo, sempre abbastanza nutrito, di bambini e ragazzini si buttava nella pista con proprie movenze, ma osservando i grandi.

Al di là dell’aspetto religioso che è l’essenza di questa festa, l’aspetto relazionale che si instaura nel momento del divertimento mostra un pezzo ancora sano della nostra comunità. Teniamolo da conto.

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