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Articoli ‘politici’ su Ponza racconta

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di Biagio Vitiello
Il quarto stato. Elaboraz. grafica

 

Noto con meraviglia e da qualche tempo che più di qualcuno tratta di “argomenti politici” rilevanti e di grande  interesse per la nostra isola. In passato – con le altre amministrazioni Porzio, per esempio – non era mai successo.
Posso fare delle ipotesi per spiegarmi perché: forse che a Ponza un impegno politico serio con relativa presa di posizione, espone a ritorsioni di ogni genere? O che l’esposizione comporta dei rischi che non tutti sono disposti a correre?

Io spero per il futuro che non si facciano solo demagogia o chiacchiere, ma che si persegua anche qualche buon proposito.
Mi piacerebbe vedere delle persone presentare un progetto serio per la collettività, e che ci si impegnassero, che si combattesse per poterlo realizzare.

Ma succede spesso che si propongono progetti solo in compagna elettorale e solo per tentare la scalata al potere; per fare quindi gli interessi di pochi. E spesso è successo che si sono osteggiati progetti, anche buoni e vantaggiosi per l’isola, perché non affini agli interessi del gruppo al potere.

Quello che propongo è di non fare solo chiacchiere, ma proporre dei progetti utili per Ponza.
Riguardo al progetto di ampliamento del porto di Ponza, sono contrario in assoluto, soprattutto perché deve essere fatto prima quello a Le Forna che si trova messa peggio di quando c’era la SAMIP.

Calamandrei

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1 commento per Articoli ‘politici’ su Ponza racconta

  • Caro Biagio la tua affermazione “che sotto Porzio si stava zitti e sotto Vigorelli si parla” va senz’altro commentata.

    Se così fosse veramente la cosa si potrebbe interpretare in vari modi:

    Prima ipotesi: Sotto Porzio la gente aveva paura e non parlava sotto Vigorelli non ha paura e parla! Questa ipotesi smentisce la dilagante teoria del dittatore forestiero.

    Seconda ipotesi: Sotto Porzio la gente non aveva bisogno di parlare perché ognuno aveva il suo!

    Ma caro Biagio tu sai che nessuna delle due ipotesi è veritiera la gente individualmente ha sempre parlato pro o contro a seconda del proprio interesse.
    Ma ti ricordo che ai tempi di Porzio c’era (Ponza c’è) che si occupava di politica e come sai io coordinavo quel gruppo.

    Tu hai menzionato, per fare un esempio, il porto come problema da affrontare? Bene quel gruppo su questa tematica aveva addirittura sviluppato un dossier e in quel dossier portualità oltre a ripresentare l’evoluzione dei vari iter dei piani regolatori portuali sia di Ponza Centro che di Cala Dell’Acqua proponeva soluzioni e queste soluzioni avevano una logica inserita in una concezione politica di sviluppo economico e sociale dell’isola: Salvaguardia dell’economia dei ponzesi.

    Però a mio avviso tu stai dando un altro messaggio: ” Non ci improvvisiamo amministratori, non facciamo come abbiamo sempre fatto, alla vigilia delle elezioni veder nascere dal nulla candidati che si sono sempre e solo occupati della propria mangiatoia e come d’incanto, si battono per entrare in una lista e hanno la pretesa di occuparsi della cosa pubblica”.

    Bene se questo è un invito a uscire fuori, a farsi conoscere in base alle proprie conoscenze giuridiche, politiche, alle proprie sensibilità sociali e ambientali io penso che questo invito dovrebbe essere seguito con molto rigore dai futuri candidati: perché l’improvvisazione oggi non serve neanche per fare gli interessi privati.

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