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Il pellegrinaggio da Ponza a Le Forna

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di Francesco De Luca
Le Forna. La Chiesa e Panorama da sopra Calinferno

 

E’ forte il desiderio di ritrovarsi. Trovarsi di nuovo come superstiti di vicende, compagni di passati percorsi.

Nella chiesa di Le Forna il 15 agosto, alle 7,30 del mattino, si dà corpo ad un abbraccio iniziato anni addietro e mai consunto. Sono donne di Calacaparra appesantite dall’adipe che vengono a riconoscere e farsi riconoscere dalle compagne di Cala Feola, anch’esse curve per i dolori reumatici. Sgargianti nei vestiti estivi fanno gesti come segnali di riconoscimento. Dolci e  patetici.

Gli incontri fra le anziane di Le Forna con le Ponzesi colpiscono per la grazia che si scambiano. Forse è da un anno che non si vedono, o forse più. Il ritrovarsi rinforza la speranza che il ricordo non s’attenui col tempo. Perché il ricordo è umano mentre il tempo è della sorte.

Una pacca sulla spalla per attirare lo sguardo, un sorriso schietto ma contenuto perché si è nella casa di Dio!

La stretta dell’abbraccio emoziona: due donne al limitare della vita si parlano mute. Il canto alla Madonna vince ogni  suono: “Salve o Regina, madre di misericordia…”. Quaggiù la vita patita, come è destino dell’Umanità, lassù, la leggerezza della santità. Ma… insieme… nel ritrovarsi con gli altri, c’è un sollievo, una fuggevole vittoria sul destino.

Ci si incontrerà ancora, il prossimo anno: “Regina de lu cielo, putentissima maistà, ’sta grazzia ca te chiedo, fammella pe’ pietà…”

 

Sul pellegrinaggio dello scorso anno, leggi qui l’articolo di Mimma Califano (NdR)

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2 commenti per Il pellegrinaggio da Ponza a Le Forna

  • isidorofeola

    La giornata in onore della Madonna Assunta è poi continuata con la messa solenne delle 11,00. Poi tutti a casa per il pranzo.
    Il pomeriggio alle ore 18,00 c’è stata la consueta processione con il simulacro della Madonna, quest’anno diretta verso la frazione di Forna Grande – Cala Feola. C’è stata una massiccia presenza di fedeli e c’erano, inoltre, i rappresentanti delle Forze Armate. Mancava, invece, il sindaco (ma non c’era neanche il vice-sindaco o un assessore), e tale assenza è stata dai più interpretata come mancanza di attenzione verso la popolazione della frazione di Le Forna da parte dei dirigenti del ‘Palazzo’ …Vuol dire che in futuro ci si regolererà di conseguenza…

  • Silverio Guarino

    Caro Isidoro,
    non ti curar di lor, ma guarda e passa.
    C’è il sacro e c’è il profano, non te lo devo ricordare; c’è la politica e la religione. Ti ricordi quando sorridevamo alle parole di Don Salvatore che diceva: “date a Cesare quel che è di Cesare..” pensando si riferisse al fratello.
    E’ pur vero che, quando si vuole conquistare il potere politico, bisogna “impirchiacchiarsi” anche con la religione per ottenere voti, e di questo, non solo gli abitanti di Le Forna, ma del mondo intero, è bene che se lo ricordino nel silenzio dell’urna.
    Con affetto. Silverio (Guarino)

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