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Tremila articoli: un traguardo per Ponza racconta. Le radici e il futuro

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di Giuseppe Mazzella

Casale. Casettina e camelie

 .

Ponza racconta nacque in una fredda serata invernale del 2010 nel salone del Casale di Sandro Russo, a Lanuvio, su spinta di Gennaro Di Fazio, Gino Usai, Mario Balzano e del sottoscritto.
Le “Giornate di Ponza-a-Lanuvio”, organizzate da tempo, a seguito di analoghi incontri a Le Forna, avevano prodotto quell’entusiasmo e la volontà di rendere più continuo e palese l’amore di tutti noi per la nostra isola (per gli incontri a Lanuvio, leggi qui).
Da allora molto lavoro è stato fatto e molti sono stati gli apporti di ponzesi e non, al nostro sito: un luogo di incontro che appare vivace e attivo, anche e soprattutto quando le questioni sul tappeto sono vitali.

Le differenze di opinione non ci devono far paura. L’unanimità è solo delle dittature e noi redattori abbiamo sempre messo a disposizione la nostra piazza virtuale perché ognuno potesse esprimere liberamente e civilmente la propria opinione.
È naturale che le diverse visioni politiche abbiano spinto qualcuno a “tirarci per la giacca”; ma è stato nostro preciso impegno resistere ad ogni pressione.
Il nostro comune denominatore è l’amore per Ponza attraverso l’attenzione che abbiamo verso le sue problematiche e la ricerca di possibili soluzioni.

Ai bisogni della nostra isola, abbiamo sempre risposto con nuove iniziative, amalgamando forze vive, lanciando nuove visioni.
È stato inevitabile perdere qualcuno per strada, ma siamo sempre disponibili ad accettare collaborazioni, anche da parte di chi ci ha, a volte ingiustamente, criticati.

Bisogna però dire con chiarezza che Ponza racconta non è il “governo ombra” del Comune, ma la voce di tutti noi e cerca di dare idee e suggerimenti per migliorare la vivibilità sull’isola.
Rimaniamo attenti a tutto quello che accade, conserviamo la nostra intelligenza libera da condizionamenti di ogni sorta – almeno ci sforziamo di farlo – e cerchiamo, pur nella nostra diversità, di proporre cose positive.
Le lamentele fini a se stesse non solo ci lasciano indifferenti, ma ci danno fastidio.

Resto convinto che molto abbiamo fatto, nelle condizioni sociali, economiche e psicologiche di noi ponzesi.
Nella mia esperienza turistica, inoltre, mi convinco sempre più che i tanti villeggianti che ci onorano della loro presenza, siano avidi di conoscere la nostra realtà, la storia e le tradizioni del nostro piccolo mondo; in una parola, gli aspetti umani, rifuggendo dal “falso” di tante offerte turistiche à la page.

Ecco, Ponza racconta è in grado, per l’amore che ognuno di noi porta alla nostra terra, di offrire la propria esperienza e conoscenza di Ponza.
Restiamo, grazie all’impegno di tutti, un riferimento per tanti che, specie lontani guardano al sito come ad una fonte preziosa di informazione e di riscoperta delle nostre radici.

Non solo Ponza racconta è aperta a tutti, ma è di tutti. Uno specchio fedele della nostra realtà, su cui riflettere e far riflettere.

Il lavoro fatto fin qui è notevole e resterà come una preziosa acquisizione per le generazioni future. E questo ci inorgoglisce e ci spinge a continuare a lavorare, nonostante le inevitabili – a volte anche giuste e costruttive – critiche e le tante difficoltà.
Grazie a tutti,
Giuseppe

3000.Papers

 

 

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