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PAI: risposta a Vincenzo Ambrosino

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di Michele Rispoli

Per l’articolo di Vincenzo Ambrosino, leggi qui.

Con molto piacere leggo che i ponzesi hanno svegliato Vincenzo Ambrosino, che, molto assonnato e senza precise idee, si rivolge all’AMMINISTRAZIONE tutta per vedere cosa fare in merito alla riunione congiunta tenutasi  l’11\12\12 a Gaeta. oggetto : credo: ordinanza di  salvaguardia delle coste a Ponza.
Il sig. Ambrosino, quale delegato di partito politico, avrebbe dovuto svegliarsi nel 2010, amministrazione Porzio, e precisamente prendere atto di : – nota del 28\4\2010 prot. 7641 dell’Assessore al Demanio Franco Schiano inviata all’U.LL.PP. e VV.UU – nota dell’Ufficio Tecnico del 4\5\2010 prot. 7641, c\c di risposta, dove venivano dichiarate agibili solo gli arenili di Frontone, Cala Feola e Palmarola, escludendo le restanti coste dell’Isola – nota del Sindaco del 5\5\2010 prot. 8199 inviata alla R.L. tutta gli altri enti, oggetto: emergenza connessa al progressivo dissesto idro-geologico dell’Isola -nota dell’U.T. LL.PP. accertamenti in merito al crollo di un costone di roccia località strada Faro Monte Guardia. E ancora, il sig. Ambrosino avrebbe dovuto conoscere  quanto riportato nel BUR parte seconda del 7\2\11 dove l’amministrazione Porzio non ha mai tenuto conto degli avvisi e inviti  formulati al Sindaco, dopo di che è nato il decreto P. A. I.

Caro Vincenzo, credo che i guai siano partiti dall’Amministrazione Porzio.
Io sono rimasto sempre sveglio, non ho votato il sig. Vigorelli a sindaco, anzi, ma in questo momento per come si sta muovendo, anche se per difetto mantiene allo scuro la cittadinanza sul suo lavoro, lo ringrazio pubblicamente, sperendo che riesca a dipingere l’arcipelago ponziano rosa pallido e non rosso.

Ponza, li 12\12\12

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2 commenti per PAI: risposta a Vincenzo Ambrosino

  • vincenzo

    Caro Michele è dal 1993 che non sono più segretario di partito, ma in parte hai ragione, che persone sensibili alle istanze sociali, economiche per cui politiche, persone sempre interessate alle istanze generali non hanno bisogno di indossare una casacca per essere presenti. Infatti caro Michele, al di là della cassacca che ripeto non indosso dal 1993, qualcuno si rivolge ancora a me per dare un senso politico alle cose. Non a caso Vigorelli sapendo questo ha risposto alla mia lettera immediatamente. Il problema PAI lo conosciamo da tempo, perchè è da tempo che questo problema lo vivono in prima persona, più di altri, gli operatori di Le Forna e in particolare quelli di Cala Dell’Acqua e quelli di Cala Feola. E questi operatori sanno che il sottoscritto è stato, anche senza casacca, al loro fianco. Alle Felci,come a Lucia Rosa per esempio, c’erano delle attività turistiche che sono state chiuse circa due anni fa. Allora il punto di riferimento era Franco Schiano e con lui dialogavamo per la risoluzione dei problemi degli operatori turistici relativi al PAI; a seguito di incontri e riunioni si arrivò in quella occasione ad effettuare delle operazioni di messa in sicurezza che consentirono l’apertura delle Cale vennero definitivamente chiuse quelle di Cala Felci e Lucia Rosa. Da giorni si parlava della riunione di Gaeta, oggi sappiano dalla viva voce di Vigorelli che la situazione è governata, c’è una volontà di governo del PAI nel voler consentire l’apertura delle Cale garantendo la incolumità alle persone. Vigorelli ci ha fatto sapere per iscritto che Lui vuole risolvere al meglio i problemi che sono delicati ma ci ha comunicato che è stato riconosciuto nella riunione di Gaeta che spetta ai Comuni, quindi agli amministratori eletti dal popolo determinare il destino delle rispettive comunità. Tutto questo Caro Michele come risposta ad una lettera ad un semplice cittadino, non più segretario, una lettera pubblica per cui allargata a tutti i cittadini interessati, non è poco.

  • Franco Schiano

    Caro Michele,
    alla luce dei non graditi precedenti ed in attesa che sia fatta piena luce su di essi, ho finora evitato di intervenire nelle questioni politiche amministrative di Ponza. Ma tu hai tirato in ballo il mio nome e mi costringi a delle precisazioni. Cercherò di farle senza spirito polemico, limitandomi ad esporre fatti – come a me noti – nel periodo in cui ho avuto modo di seguire la faccenda PAI (limitamente alle aree marittime).
    La prima volta che ho visto il famigerato PAI attuale è stato il 6 luglio 2010. Prima di allora, come sai, ne esisteva un’altra versione molto più ‘rosea’. I tristi fatti di Ventotene –indussero i tecnici dell’Autorità Regionale di Bacino, guidati dall’Ing. Placidi, ad inasprire il nostro PAI, insieme a quello di Ventotene, con tutto il rosso che conosci e (cosa che nessuno dice mai) con l’inserimento di misure estreme come lo sgombero che – salvo errore – non hanno precedenti in Italia, neanche nella tanto martoriata Campania.
    Ma tornimo a noi. Invece di chiudere l’isola – come veniva chiesto con forza da tutte le parti, anche istituzionali – decisi di farlo in maniera ragionata, per “salvare la stagione” e nello stesso tempo tutelare l’incolumità delle persone.
    Come dice Vincenzo Ambrosino :“ …si arrivò in quella occasione ad effettuare delle operazioni di messa in sicurezza ( in realtà si trattava di mitigazione del rischio attraverso un’ispezione delle pareti e relativo disgaggio di materiale in precario equilibrio. Operazione poi ripetuta nel 2011) che consentirono l’apertura delle Cale di Frontone, Cala Fonte, Cala Acqua, Cala Feola-piscine, mentre vennero definitivamente chiuse quelle di Cala Felci e Lucia Rosa (ritenute troppo pericolose dai tecnici)” . A tutto questo seguirono transennamenti, cartelli, boe e vigilanza costante con i gommoni. Contestualmente fu dato incarico ad un geologo per monitorare le prescrizioni del PAI e cercare di confutarle ove possibile. In quello stato di assoluta imperiosa emergenza il tutto fu da me gestito (in assenza dell’assessore titolare dei LL. PP) dal luglio a ottobre 2010, quando rientrò l’assessore Pesce che riportò le problematiche dell’erosione nell’ambito della sua delega ai LL.PP. Da allora mi dedicai al PUA e al PUOC.
    Non sta a me difendere l’operato della precedente amministrazione, che certo non è stata esente da errori, ma non credo che oggi giovi alla causa sapere se è colpa di questo o di quello. Penso che il PAI che gli sia piovuto addosso come sarebbe potuto capitare a qualsiasi altra amministrazione.
    Quello che veramente conta è cercare di risolvere i problemi, che vengono quasi sempre da lontano. Questa amministrazione li ha ereditati da quella precedente, che a sua volta li aveva avuti in lascito da quella di prima e così via. Detto questo, aggiungo a titolo personale e senza alcuna volontà polemica, che “a chiacchiere” poco si può fare per far diventare l’isola rosa. Non bastano le relazioni dei geologi (che costano), ma ci vogliono opere – che costano ancora di più. Dal febbraio 2011 sono passati quasi 2 anni. Se togliamo otto mesi di amministrazione Porzio, restano circa sedici mesi tra Commissario e Vigorelli. Entrambi certo si sono adoperati e si adoperano per ottenere il risultato. Ma finora non si è visto nulla di concreto a significare che non è cosa facile per nessuno.
    In tutto questo, e ripeto senza spirito polemico, osservo che nel 2012 non è stata ripetuta l’operazione di mitigazione del rischio con l’ispezione e il disgaggio. Non conoscendone i motivi non dò giudizi. Poiché credo che i lavori di messa in sicurezza non saranno comunque completati prima della prossima estate, mi domandavo se non fosse opportuno cominciare a pensarci per il 2013, chiedendo alla Regione i pochi soldi che servono.
    Ti saluto, con l’augurio che possiamo tutti vedere presto “tutto il rosa della vita”, come dice la pubblicità di un famoso giornale sportivo.

    Franco Schiano

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