Voci di Ieri

Lontano da Ponza. Trova tutti gli articoli nel menù: “Storia”

Immagini

2009-07-21_18-53-06 ss25 foto-antiche-1-1 arrivo-in-spiaggia polverini L'interno della grotta

Tra viuzze e parracine, ’a via p’i cantine. Dedicata ai pionieri del ‘Fieno’

Condividi questo articolo

di Lino Catello Pagano

 

Tra viuzze e parracine,

rugiada e sole di mattina,

lucertole freddolose

stese al sole tra le erbe odorose.

Sali, scendi e poi risali con l’asino che tira,

poi si ferma annusa l’aria, raglia e si rigira,

la stradina che porta in cima al monte

ha Chiaia di Luna a destra e di fronte

Arriviamo su di prima mattina,

nell’aria frizzantina,

ovunque silenzio ancora,

laggiù in lontananza spunta l’aurora;

il cielo è di un pallido rosa,

sembra quasi un vestito da sposa.

 Scolliniamo sul crinale: meraviglia!

Guardi lontano per miglia e miglia

il vecchio corpo di guardia, la punta,

e il mare, intorno, che lo contrappunta

e sempre là tra viti e vastacietti

è uno spettacolo che non ti aspetti,

tra voli di quaglie e tortorelle

tutto ti sembra bello…

Guardi la stradina che scende

– il racconto non rende –

i gradoni del cammino

sulle vie del vino

un percorso per giganti

che avran fatto in tanti

pietre di lava fusa

dividono il terreno per chi lo usa.

In lontananza già Liberato e Luigino

arrivati per primi, ma vedo già Giustino

avviarsi verso le cantine,

con l’asino e il suo basto;

porta i barili e il resto.

C’è pure ’u Schàffer, fucile a spalla e coppola in testa

e il cane intorno che gli fa festa,

’Ngiulille e Boffacazone sono già fuori le cantine,

si preparano al lavoro, come tutte le mattine.

’U Schàffer tira fuori le panche, il tavolino,

i bicchieri e il bottiglione di vino.

Tu arrivi e sei il benvenuto

appena porgi il tuo saluto,

ti ritrovi in mano un bicchiere di vino

…e sono solo le sei di mattino!

Ma poi il lavoro impegna,

nel silenzio che regna;

ogni tanto nell’aria un richiamo,

che rimbalza tra il monte e il piano.

La risposta passa dall’uno all’altro posto,

come tra sentinelle di un avamposto.

Quando il sole picchia in testa più forte

cominci a temere per la tua sorte…

solo chi è abituato resiste;

ora a tutti fa piacere una sosta.

Si torna al fresco della cantina

Dove qualcuno ha pensato alla cucina.

E qui per sorte o per magia

si beve e si mangia tutti in allegria…

Il giorno si svolge piano piano:

è più lento il lavoro pomeridiano

finché la brezza sale dal mare

con l’umido salino della sera…

E viene l’ora del ritorno:

è finito anche questo giorno.

Ci vuole tempo per arrivare in cima,

nessuno ha fretta di arrivare prima

proprio lassù una poiana vola

fa cerchi in cielo, con sfondo Palmarola.

È forse il suo modo di dire

addio al giorno che se ne va a dormire.

Che differenza tra la sera e la mattina,

la luce soffusa del giorno

e quella di fuoco acceso al ritorno

Un asino e i Vecchi: carico in spalla, che fa meno male

e la fune, che tiene a bada l’animale

che lento scende per la via scoscesa,

di pietre in fila, come banchi in una chiesa,

resta soltanto un’ora di luce,

si torna a casa, alla famiglia, in pace.

Domani ancora sulla via del Fieno, come tutte le mattine

tra viuzze strette e parracine

giorno dopo giorno è passata una vita

ti volti indietro ed è già finita.

 

 

Lino Catello Pagano

Condividi questo articolo

2 commenti per Tra viuzze e parracine, ’a via p’i cantine. Dedicata ai pionieri del ‘Fieno’

  • Silverio Tomeo

    Grazie Lino, per come moduli questi ricordi luminosi. Era un’avventura per noi ragazzini essere iniziati al lato più segreto dell’isola: l’escursione, la merenda, i primi bicchieri di bianco del Fieno (a volte anche il rosso e persino lo spumantino naturale!). Ricordo ancora una vendemmia di quelle vere, da capogiro…
    Naturalmente ricordo sempre con affetto anche zio Silverio e zio Giovanni, zio Biagio e gli altri loro amici, la loro bonomìa e pacatezza, qualche raro turista che aveva il privilegio di conoscere quel ritmo, quella creanza….Alcuni di quei monelli selvatici emigrarono in Nordamerica…
    Lì ci si avventurava all’alba anche per pescare alla canna occhiate, cefali, saraghi, persino piccole cernie…Da Chiaia di Luna ci arrivavo a nuoto a raccogliere grosse patelle e a volte a catturare qualche preda in apnea col fucile subacqueo…Ricordi favolosi, davvero!

  • Guy Migliaccio

    Grande Lino. Caro cugino! Hai catturato l’essenza della vera esperienza: andare al Fieno con i nostri famigliari e amici nei giorni della memoria. Grazie. Mi sono veramente commosso. Ti voglio bene.

Devi essere collegato per poter inserire un commento.