Voci di Ieri

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Il bar e il paese. I miei ‘mille’

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di Mario Balzano

 

Il bar e il paese sembrano essere un binomio costante, quasi un’istituzione.
Per la verità, ho sempre odiato il bar, le sue chiacchiere e l’atmosfera di enfasi inconcludente che avvolge i tavolini e chi ci sta intorno seduto.
E tuttavia, quando i paesani al bar ricordano e lasciano parlare i fatti, si crea ‘la magia del paese.
Succedeva così d’estate, al bar di zi’ Arcangelo alle Forna.
Ad un certo punto ci venne voglia di organizzare i ricordi intorno a un argomento che veniva  dichiarato in anticipo per la serata successiva.
Poi gli argomenti divennero tanti, e anche gli amici aumentarono di numero.
…Poi qualcuno disse: – E perché solo d’estate? – così d’inverno ci spostammo al casale di Sandro a Lanuvio.
…Poi venne fuori l’ esigenza di raccogliere i ricordi e i racconti e pensammo di filmare gli incontri su cd.
…Poi Gennaro ebbe l’idea brillante che ‘un sito’ avrebbe potuto fare ancora di più; avrebbe portato il bar nella rete e fra tutti i paesani sparsi per il mondo.
…Poi altri dissero che un sito non poteva limitarsi a raccogliere i ricordi, ma avrebbe dovuto intervenire ‘sul quotidiano’.

…E così è nata la colonna delle voci di oggi che affianca quella delle voci di ieri.

Ecco, questo è il nostro sito al traguardo dei mille articoli.
Aggiungo i miei Auguri a quello degli altri Redattori e Lettori, e sottovoce pongo all’attenzione di tutti qualche riflessione…

 

Ieri non era meglio di oggi, ma alcune cose immateriali e materiali di ieri, nella nostra isola, andavano meglio di quanto non vadano oggi.
Il sito perciò, raccontando di ieri, non si crogiola nella nostalgia, ma fa vedere in controluce le cose di oggi che non vanno.

La solidarietà: in alcuni racconti di lavoro e di guerra salta fuori questa qualità dei nostri nonni che oggi sembra un po’ mal messa.

Il territorio, termine molto politico, e anche un po’ altisonante e astratto, forse ci capiamo meglio se diciamo terreno.
Il terreno: una volta, per necessità, i paesani lo tenevano ordinato e così salvavano l’isola dal degrado ambientale; oggi ci frana letteralmente sotto i piedi.

L’arredo urbano:  forse ancora per necessità, forse a causa della tecnologia dell’epoca che proponeva ancora materiali compatibili con l’ambiente, sta di fatto che prima Ponza era bella nella natura e nell’artificio.
Oggi l’abbiamo coperta di un trucco pesante e volgare, del quale non aveva bisogno.

Le fogne: quando eravamo anche contadini, risolvevamo in proprio  e in modo accorto questo problema; oggi che il problema è demandato alle istituzioni, ci troviamo di fronte a una duplice ferita: il Comune e anche lo Stato sono in ritardo
sulla risoluzione del problema e molti di noi hanno usato le spiaggie e le falesie per risolverlo. Quel che è peggio con la coscienza a posto di chi crede che non poteva fare altrimenti.

Il mare: era splendido quando valeva prevalentemente come strumento di vita; oggi che il suo valore è anche paesaggistico, beh, sta messo molto peggio.

Ecco, ho enumerato alla buona e in modo incompleto alcuni argomenti che suscitano problematiche enormi.
La politica certamente, dovrebbe avere l’onere e l’onore di risolvere questi problemi.
Certamente si è nel vero quando si imputa alla cattiva politica parte di responsabilità del degrado sopra descritto; ma non si sbaglia quando si inviduano come cause non secondarie la cupidigia e il menefreghismo dei singoli e delle categorie.

Il mio augurio – per la verita’ senza eccessive illusioni – è che il sito possa far molto rispetto ai problemi enumerati, sostenendo la formazione di una coscienza civica e civile: attraverso l’esposizione, più che la denuncia; con proposte, più che con polemiche.
In ogni modo dovremo fare di necessità virtù. Intendo dire che a causa della drastica riduzione dei finanziamenti ai Comuni, indotti dalla crisi, e dell’enorme debito del Municipio della nostra isola, alcuni di questi problemi (primo tra essi la qualità del mare) dovranno necessariamente essere risolti, come si dice, ‘a costo zero’, e quindi dalla società civile.

E forse il sito può fare la sua parte.

Auguri a tutti i miei paesani a Ponza e nel mondo!

 

Mario Balzano

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