Dibattito

Ponza, è tempo di cambiare il vento?

di Tonino Impagliazzo

 

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Vox populi
Passeggiando su Corso Pisacane alcuni giorni orsono ho udito una voce, che diceva: – Gennaro, vieni anche tu… sai mi hanno invitato ad una riunione in Comune per definire la “Portualità dell’isola
essendo “tu” un titolare di pontili in quel di Santa Maria.
E Gennaro risponde – La riunione è riservata soltanto a pochi di Voi e puoi andare.
Un po’ più avanti, ho udito tra i passanti  una voce d’ uomo che diceva: “Carmela, ti prego, non mancare sul Comune perché a breve si parlerà della “mobilità elettrica” (prevista nel PNRR), che potrebbe essere utile anche alla tua famiglia”
Allo stesso modo, ho udito una voce vigorosa che diceva:
Salvatore, devi stare tranquillo per le “boe” a Frontone e per la Concessione dei Pontili a Chiaia di Luna, non farmelo ripetere. Ed  infine, una voce fioca nella penombra della sera che diceva: – Civita, Civita – e comunicava: – Non essere nervosa se ancora non ti hanno chiamato per il Poliambulatorio, a breve sarà tutto risolto“

Il ritorno a casa
Terminato il mio piccolo andirivieni per Piazza Pisacane, ho fatto ritorno in Via Madonna e qui, nella mia mente, sono emersi interrogativi e allarmi sul ruolo che compete ad una minoranza in un territorio disagiato come un’isola.
L’argomento, giorni dopo, è tornato prepotente nei miei pensieri e mi sono chiesto quali siano i compiti che appartengono alla sfera di una minoranza che intende difendere e gestire i bisogni, le opportunità, le ansie, i programmi, le strategie e gli obiettivi di una terra straordinaria.

La popolazione (votanti e non votanti) di Ponza vede in questi attori aggregati un ruolo da condividere, oppure avverte in negativo la scarsa lungimiranza, per ridotto dibattito da condividere e una visione, dal respiro corto, poco articolata con la realtà e difettosa di soluzioni concrete?
In questo andirivieni di pensieri, la riflessione ha generato in me il dubbio che forse l’isola vive “un corto circuito tra maggioranza e minoranza“ dove la maggioranza è interessata a “miti passi” verso la ristretta cerchia della minoranza per ottenere in cambio maggiore riservatezza su scelte e obiettivi strategici quali la portualità, gli arenili, il Bilancio…

La sfera magica
La minoranza, il cui comportamento suscita oggi dubbi e perplessità in un numero rilevante di cittadini, si è guardata bene dal promuovere un dibattito sul “pre-dissesto finanziario” del Comune di Ponza, si è astenuta e si è limitata a chiedere di allegare al verbale di votazione una nota esplicativa.
Tale comportamento, se da un lato ha evidenziato pubblicamente una posizione avversa alla maggioranza, dall’altro ha dato adito a pensare che si sia trattato piuttosto di una furbizia elettorale per non perdere consensi. La verità è che, comunque, rimangono tante domande senza risposte che appartengono alla sfera pubblica, come quelle riguardanti le cause del dissesto. La sensazione diffusa è che la questione del bilancio sia un problema di second’ordine perché c’è altro a cui pensare.

Coloro che osservano dall’esterno l’attuale minoranza avvertono una fusione tra metalli diversi, che potremmo definire “Patto d’acciaio”, in base al quale se da una parte c’è la leggerezza nell’affrontare la materia, dall’altra c’è la percezione di un modo di gestire il patrimonio pubblico, da parte di entrambe le compagini, secondo il principio del soddisfacimento  degli interessi soggettivi prima di quelli della collettività, scaricando sulle spalle dei comuni cittadini gli oneri maggiori di un “dissesto finanziario” non facilmente colmabile.

Il Bilancio, per la Pubblica Amministrazione, è l’atto cardine della vita Amministrativa di un Comune perché racconta di progetti e di strategie, di scelte nel medio e nel lungo termine verso prospettive che riguardano il presente ed il futuro dei cittadini tutti.

La risposta che gli abitanti dell’isola chiedono alla minoranza non è quella di vivere con le briciole del padrone e nascondersi sotto la tavola del vincitore, ma di essere attori autentici del cambiamento.

Vi è anche dell’altro, che riguarda la “non presenza” in sede di Consiglio Comunale di una categoria politica storicamente delegata alla tutela delle fasce più deboli, degli indifesi e delle aree sociali più degradate, nonché alla tutela dei valori della Storia, dell’ambiente e delle risorse del territorio, che oggi non trovano alcun rappresentante negli scanni del Consiglio Comunale. E mi sono chiesto del perché ciò sia potuto accadere e non sia da invocare un medico per la cura di quelli che non vollero consentire la presenza sugli scanni dell’opposizione di “una voce che non ha parole”.

E concludo
Nell’aria c’è una strana simbiosi tra la vecchia politica che fondava la sua azione sulla persuasione verbale e sul “favore al singolo” o alla famiglia in luogo di scelte rivolte alla collettività e, quindi, maggiormente condivise.

Se oggi il mare rappresenta per l’isola di Ponza la principale risorsa, sono in molti a chiedersi del perché questa risorsa non debba ritornare ad essere “la leva che solleva” l’Ente Comune dal “dissesto finanziario”, con i cittadini nel ruolo di detentori privilegiati di questa risorsa, capaci di portare valore aggiunto nella materia dei rifiuti, della promozione turistica, dei servizi in genere e nella qualità dell’offerta.

Le ipotesi attuali non lasciano intravedere alcuna via di uscita per un bilancio dell’Ente se non quella di una semplice formalità.

Il “criterio concessorio” non deve essere associato unicamente al “criterio privatistico” che si lega al reddito, confondendolo con il pubblico interesse, ma deve svolgere in maniera prevalente un ruolo pubblico a favore della collettività.

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