Ambiente e Natura

Portualità e demanio marittimo a Ponza (5)

di Vincenzo Ambrosino

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Completiamo con questa ultima puntata la lunga e minuziosa disamina su portualità  e demanio marittimo a Ponza, dai primi anni ’70 a oggi

Continuazione dalla puntata precedente (i link di rimando a forndo pagina)

4. Organizzare in associazione, consorzi l’offerta e la proposta degli imprenditori

È necessaria una nuova forma di coesistenza e cooperazione tra gli operatori della nautica che vede anche il Comune all’interno di questa nuova organizzazione: si propone un partenariato pubblico-privato che vede privati e comune uniti nella gestione delle attività portuali

  • Salvata la continuità imprenditoriale delle attività nautiche dei ponzesi finora sviluppate;
  • Bloccata la selvaggia crescita individuale (i nuovi profitti vengono dal miglioramento dell’immagine, dall’allungamento della stagione turistica, dalla sicurezza nell’ormeggio, dalla qualità del servizio, dalla cooperazione e non dalla competizione).

Quando parliamo di partecipazione in questa fase di nuovi investimenti per la costruzione delle scogliere ma anche dei campi boa, noi parliamo della partecipazione non solo degli operatori della nautica ma di tutti gli imprenditori dell’isola, di tutti i cittadini per cui parliamo di giovani, di nuovo riscatto sociale e culturale dell’isola, parliamo di futuro in questa isola per tutti i ponzesi. Ognuno investe quello che può e alla fine raccoglierà in proporzione al suo investimento.

Probabilmente non abbiamo le competenze dirigenziali per una tale organizzazione e sicuramente non abbiamo le basi culturali per prospettare una tale organizzazione, ma io penso che se vogliamo il Riscatto sociale – economico dell’isola intera, se vogliamo ancora che esista una comunità di ponzesi su questa isola nel prossimo futuro dobbiamo “gettare il cuore oltre l’ostacolo delle difficoltà”.

Gli esperti – per organizzare il “Riscatto” – possono essere cercati e trovati. L’ostacolo più grande è il nostro individualismo economico ed è qui che una scelta politica intelligente e lungimirante deve intervenire per curare il male della nostra comunità. Deve intervenire per Salvaguardare prima e poi  per Unire.

Quindi prima salviamo e riorganizziamo le attività nautiche e poi ripensiamo al futuro per i nuovi investimenti, la costruzione delle nuove strutture portuali  che vedono – in questa seconda fase – tutta l’isola invitata a partecipare agli investimenti e ai profitti

Un’opportunità storica per Ponza

“Ipotizzare che il Comune di Ponza, possa disporre a breve di un “finanziamento cospicuo” da parte delle istituzioni regionali e Provinciali – da destinare a investimenti per il turismo nautico (porti e scogliere), al recupero degli arenili, alla valorizzazione dei monumenti della storia, della cultura e dell’ambiente affinché l’isola possa passare da un turismo dalla parte della domanda ad un turismo dalla parte dell’offerta – è pura utopia.

Dobbiamo ritornare agli anni ottanta per trovare la Regione che promuoveva leggi regionali che finanziavano uno sviluppo socio-economico strutturato.  In questi ultimi trent’anni,  Il ruolo istituzionale dello Stato, della Regione e della Provincia, hanno prodotto, prevalentemente, piani settoriali  a volte dettati da emergenze sporadiche – interventi di breve respiro.

L’Amministrazione Comunale, la Politica isolana deve riscattarsi, deve diventare matura per cui consapevole  che: con scarse risorse pubbliche ( statali e Regionali) e in presenza di una imprenditoria locale divisa, competitiva e conflittuale non  può più mantenere il sistema isola.

La politica isolana deve riprendersi e riscattarsi con responsabilità per far si, che il territorio di Ponza sia più giusto ed inclusivo, più determinato e consapevole delle eccellenti potenzialità e sappia sprigionare altre e nuove energie.

La politica isolana deve comprendere che il Comune può diventare capofila di un nuovo sviluppo economico per cui commerciale e organizzativo.
Questo significa che il comune non media solo tra le contraddizioni di interessi privati ma detta le regole di una nuova convivenza economica-commerciale e diventa imprenditore tra imprenditori che hanno un solo progetto.

Le nuove risorse che giungeranno in cassa al Comune verranno reinvestite sul territorio  in opere infrastrutturali, in capitale umano, in digitalizzazione, nei servizi dell’accoglienza e nella riqualificazione della cultura, della storia dei luoghi, nella riqualificazione ambientale.

Solo se il Comune prenderà il destino di tutta l’isola nelle sue mani si potrà consentire al territorio di sfuggire al declino sociale ed ambientale: rischio che abbiamo sotto i nostri occhi.

E’ un’opportunità storica che ha questa amministrazione perché gli operatori della nautica e tutti gli operatori commerciali che hanno attività sul demanio marittimo sono in apprensione. Le concessioni nel prossimo futuro non saranno più rinnovate in modo automatico ma dovranno essere date in evidenza pubblica e concorrenziale. Questa tensione  dei concessionari deve essere sfruttata dall’amministrazione per incanalarla verso un nuovo sviluppo per tutti.

Il Comune farà una grande operazione politica: salvare l’attuale economia nautico-balneare, per andare oltre verso una nuova grande organizzazione della portualità locale.

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