Cinema - Filmati

“Il cammino per Santiago” è anche un film

di Sandro Russo

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Quando si dice che certe letture (e certe esperienze di amici) fanno venire voglia di saperne di più…
Nell’intervallo tra la pubblicazione della prima e la seconda puntata di “Santiago e San Giacomo, due in uno” della nostra Annalisa Gaudenzi, abbiamo avuto modo di vedere insieme all’Autrice-camminatrice e a un amico cinefilo e entusiasta – Fuori i nomi! Vabbè: …Pino Moroni! – un film di qualche anno fa sul tema del Camino.


Il cammino per Santiago (The Way) è un film del 2010 scritto, diretto e interpretato da Emilio Estevez. Il film attinge a racconti tratti da Off the Road: a Modern-day Walk Down the Pilgrim’s Route into Spain di Jack Hitt (del 2005).

Due diverse edizioni del libro

Il film è il risultato della collaborazione tra Emilio Estevez e il padre Martin Sheen per omaggiare e promuovere il cammino di Santiago, ed è dedicato al nonno, Francisco Estevez. C’è da sapere che Martin Sheen è il nome d’arte di Ramón Antonio Gerardo Estévez (Dayton, 1940) e il padre e il figlio del film lo sono anche nella vita.

Martin Sheen nel 2008

Emilio Estévez con il padre Ramón Antonio (alias Martin Sheen)

Quello che forse non tutti ricordano è che Martin Sheen è stato l’attore protagonista (nel ruolo del capitano Benjamin Willard, seppur oscurato da Marlon Brando (Kurtz) in un cameo, ma di richiamo molto maggiore) di quel capolavoro del cinema che è Apocalypse Now, di Francis Ford Coppola (1979).

Martin Sheen, nel 1987

Il capitano Willard (Sheen) in Apocalypse Now

Il film si trova su Raiplay (gratis, ma bisogna registrarsi, una volta per tutte), è gradevole da vedere, e delinea alcune delle motivazioni per il Cammino. Poi ognuno ha le sue e c’è chi preferisce tenerle segrete.

Non si fa spoilering se si dice che l’antefatto del film – è suggestivo: un padre, medico oculista in America, riceve la notizia che il figlio – perennemente in viaggio, di cui non sapeva neanche dove fosse al momento, dal momento che aveva fatto scelte del tutto diverse dalle sue – è stato trovato morto in Spagna, sui Pirenei, sembra al primo giorno di un viaggio sul Cammino di Santiago.
Di qui si dipana la storia, con il padre che arriva in Spagna per il riconoscimento del figlio e per riportarlo in America; poi, no… lo fa cremare, e la sera in albergo, con la cassettina delle ceneri tra le mani, il suo zaino e le carte del viaggio che andava a compiere, all’improvviso decide che lo farà lui, quel viaggio, al posto del figlio, lasciando una piccola manciata delle sue ceneri dove capita, lungo la strada.
Il cammino, gli incontri che si fanno lungo la strada, come cambiano i personaggi… sono il film.

Il viaggio in genere, el camino de Santiago in particolare, è una tipica serendipità… quando cerchi qualcosa e ne trovi un’altra, diversa da quelle che cercavi, forse anche migliore.
Cosa si trova, poi… dipende da quel che ha dentro la persona che cerca, dal caso e, per quanto riguarda il film, dalla fantasia dello scrittore e dello sceneggiatore-regista.

 

Qui sotto il trailer del film: ho preferito quello in inglese, più completo, ma su Rai play si può vedere la versione italiana del film.
Buona visione e buon cammino!

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1 Comment

1 Comment

  1. Pino Moroni

    2 Settembre 2022 at 16:46

    Annalisa ha definito il film “semplice, a tratti ingenuo, irreale, ma… – ha aggiunto –d’altronde è un film non un documentario”.
    Ci siamo poi ricordati altri (innumerevoli) film in cui protagonista è il viaggio – di curiosità, arricchimento, sorpresa. “The quest”: il viaggio di ricerca e maturazione della narratologia classica, dall’Odissea in poi.
    E’ stato nominato “Una storia vera” (The straight story), inaspettato film di David Lynch del 1994, proprio da un regista che “straight” (semplice, diretto) non lo è mai stato, in tutta la sua filmografia.
    Invece la storia di Alvin, settantatreenne malandato e senza patente che attraversa mezza America su un trattorino tosaerba è di quelle che si ricordano. Fa questo viaggio per andare a chiedere scusa al fratello colpito da un infarto, con cui aveva litigato moltissimi anni prima. E durante la strada incontra diverse persone: ognuna di loro lo arricchisce e lo cambia. Fortemente voluto dalla moglie di Lynch (al tempo), Mary Sweeny, anche sceneggiatrice e montatrice, il film fotografa sentimenti semplici e i colori bellissimi dell’America in autunno. Un viaggio che è anche riepilogo della vita del protagonista (è stato l’ultimo film interpretato da Richard Farnsworth, che ha vinto l’Oscar per questa sua interpretazione).
    Quando il protagonista del film “Il cammino per Santiago”, Tom (Martin Sheen) sparge quel che rimane delle ceneri del figlio da una scogliera davanti al mare, ci è venuta in mente una scena simile ne Il grande Lebowski, dei fratelli Coen (1998), quando due personaggi sono su una scogliera, intenti ad una analoga operazione, e, sbagliando la direzione del vento, si ritrovano le ceneri tutte in faccia. D’altra parte i Coen hanno declinato la stupidità umana in tutte le sue possibili (infinite!) varianti.

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