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Le parole ‘parco’ e ‘museo’. Pregiudizi duri a scomparire

di Giuseppe Mazzella di Rurillo

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Riceviamo in redazione e pubblichiamo questa breve nota di Giuseppe Mazzella da Ischia, che richiama due importanti articoli pubblicati sul magazine “Il Continente” (leggi qui) e ci rimanda al ricordo di discussioni infinite di quando a Ponza non si parlava d’altro che del “Parco marino” e dell’esperienza consimile di Ventotene. Due scelte, due destini…

Casamicciola e il parco della salute e della scienza
di Giuseppe Mazzella di Rurillo

Abbiamo una disinformazione e convinzione diffusa e consolidata alla sola parola “parco”. Se la pronunci la gran parte della popolazione la interpreta come un divieto assoluto di “costruzione”. Un qualcosa di simile ad un cimitero. Chi ha i suoli interpreta che gli si vuole togliere tutto, impedire tutto, immobilizzare tutto.
Il “parco” è stato sempre associato alla parola “museo”.
Anche nel museo tutto deve stare al suo posto. Niente si può toccare. Tutto è fermo al “museo”, come le cose antiche che vi sono conservate.
Ma anche il “museo” ha cambiato destinazione d’uso. Non conserva solo oggetti. É diventato un luogo “vivo” che promuove convegni stage manifestazioni e si collega con altri musei del mondo tanto da diventare una “attrazione culturale e turistica.

Quando il prof. Giuseppe Luongo ha proposto (a pag. 11 de “Il Continente”leggi qui -) un “Parco scientifico e naturalistico” nell’area dei “terremoti” dell’isola d’Ischia si riferiva a quella che la prof. arch. Ilia Delizia (pp. 12-13) ha chiamato il ritorno alla “bellezza del paesaggio”.
Si sono ritrovati due scienziati di due scienze diverse per coniugare sicurezza sismica e bellezza del paesaggio. Un “ritorno al bello ed alla sicurezza”.
Nell’ultimo numero de “Il Continente” sono ben esposti questi due punti di vista di due scienze: la geologia e l’architettura.
Ed allora il parco naturalistico e scientifico di Casamicciola nei luoghi del sisma ma anche in quelli del termalismo potrebbe essere il Parco vivo, non morto o cimiteriale, ma un paesaggio meraviglioso di poche casette di centri scientifici di attività commerciali annesse con acqua e verde ovunque e con una umanità di ogni parte del mondo che vede un’altra meraviglia dell’isola d’Ischia.
Un sogno?
G. M.

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