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E’ morto Antonio Pennacchi, premio Strega con Canale Mussolini

la Redazione

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La notizia è stata data dai telegiornali di prima sera ed è rimbalzata, di li a poco, su tutti i quotidiani on line.
Antonio Pennacchi, controverso scrittore con un passato da operaio, è una figura che, parlando della bonifica dell’Agro Pontino, spesso abbiamo ospitato sulle pagine del nostro sito [digita – Antonio Pennacchi – nel riquadro ‘Cerca nel sito’, in Frontespizio]. Oltre alla sua attività di scrittore, è stato molto presente sulla scena intellettuale della sua città con la partecipazione a manifestazioni, convegni e polemiche, specie dalle pagine di Latina Oggi.
Lo ricordiamo riprendendo quanto scritto appena qualche ora fa, appunto da Latina Oggi.eu

Latina, è morto lo scrittore premio Strega Antonio Pennacchi 

E’ morto Antonio Pennacchi. Lo scrittore aveva 71 anni. Un malore sembra aver stroncato lo scrittore vincitore del Premio Strega. Dalle prime informazioni sembra sia stato un infarto a ucciderlo. Pennacchi si trovava in casa, a Latina, assieme alla moglie.

3 commenti per E’ morto Antonio Pennacchi, premio Strega con Canale Mussolini

  • Paolo Iannuccelli

    Antonio Pennacchi o Pier Vittorio Tondelli? Fulvio Tomizza o Melania Mazzucco? Quattro i miei scrittori italiani preferiti, diversi tra loro ma frutto di una grande passione per la lettura.
    Antonio ci ha lasciato alla chetichella in una calda serata di agosto, ogni sua opera ha rappresentato per me rivelazione, ossessione e scoperta. Ricordo quando ripeteva spesso: “Ho avuto un infarto, ogni tanto durante la notte mia moglie mi tocca, vuole accertarsi che sia ancora vivo”. Gli piaceva scherzare anche su quel cuore che poi lo ha tradito improvvisamente.
    A farmi scoprire il Pennacchi scrittore è stato suo cugino Gianni Lauretti, avvocato penalista che ogni tanto avvertiva Antonio di calmarsi in certe situazioni ma non otteneva consenso. Antonio era solito dire: “Querelate pure, non ho paura, andate avanti nel volermi male”. Uno scrittore un poco umbro, un poco ferrarese ma soprattutto pontino di Latina. Difetti e virtù di Antonio li abbiamo conosciuti, scoprirne l’anima è stato difficile ma esaltante.
    Ha descritto vicende reali, vissute, sofferte, respirando il romanzo con un filo diretto con il lettore. L’impegno non è mai mancato. Da ragazzo è diventato uomo in fretta, passando per la fabbrica sino a diventare un protagonista nella cultura del nostro paese. Immediatezza e semplicità letteraria, uno stile che piace, una volta mi disse: “Stimo Nori, la sua è una penna innovativa”. Parole sante, aveva visto nel collega di Parma uno stile inconfondibile, postmoderno.
    Si è interessato di politica, sindacato, un rivoluzionario dai mille risvolti, imprevedibile e stravagante. Antonio parlava di Codigoro e dell’Abbazia di Pomposa, di Latina Scalo e dell’Antica Norba, sognava di navigare attraverso i canali dell’Agro. Mille idee, toni pacati e poi drammi nel suo geniale modo di pensare la vita e gli avvenimenti. Dimenticavo. Quale libro di Pennacchi ho letto con maggior piacere? Sicuramente L’autobus di Stalin, edito da Vallecchi.

  • Luisa Guarino

    Antonio Pennacchi e la sua famiglia li conosco da quand’ero ragazza: abitavano in una casa bassa con giardino e orto in piena città, a un passo dall’ospedale Goretti. Suo fratello Gianni, giornalista parlamentare, bravo e bellissimo, era due anni avanti a me al liceo Dante Alighieri di Palazzo M; nello stesso istituto la sorella Laura è stata compagna di classe di mio fratello Silverio: ha svolto il ruolo di sottosegretario con il ministro Visco. Antonio l’ho conosciuto in età più adulta: non una frequentazione, ma uno scambio di saluti sempre. Ricordo una volta che ha presentato il suo libro “Canale Mussolini” al Liceo Grassi di Latina: gli ho sollecitato una dedica che mi ha fatto subito, però prima mi ha chiesto: “Come ti chiami, Guarino?”. Ora Antonio se n’è andato, con quel sorriso sornione, l’irruenza, la passione, la provocazione. Latina è vuota e desolata. Peccato: era bello salutare un Premio Strega sotto i portici, perché è uno di casa che però conoscono in tutto il mondo. Antonio è morto nella sua casa a Borgo Podgora: e anche questo ha un senso, per lui che aveva scelto di vivere lì e amava tutti i borghi che circondano la città.
    Questa sera la camera ardente sarà allestita presso il Museo Cambellotti, in Piazza San Marco, rinnovato e inaugurato lo scorso 30 luglio: come se l’aspettasse. Il sindaco Coletta ha dichiarato il lutto cittadino per domani, giorno in cui i funerali si svolgeranno alle 10.30 nella cattedrale di San Marco.

  • Sandro Russo propone l'articolo sulla morte di Pennacchi, da la Repubblica

    Pennacchi fascio e martello
    Lo scrittore che vinse lo Strega con “Canale Mussolini” è morto a 71 anni. Ha raccontato la bonifica dell’Agro Pontino e il mondo operaio.
    Di Paolo Di Paolo
    Da la Repubblica del 4 agosto 2021

    In file .pdf nell’articolo di base

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