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Epicrisi 331. E la chiamano estate…

di Giuseppe Mazzella

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In quest’ultimo periodo i ponzesi vivono come sospesi. L’estate è alle porte e tutti sono impegnati a fare bella l’isola per la consueta e augurabile invasione pacifica. Ci sono nell’aria un’aspettativa e una tensione che potranno sciogliersi solo con l’avvio vero e proprio dell’attività turistica. Per la verità stanno cominciando ad affluire le prenotazioni e tutto fa ben sperare. Esiste però l’imponderabile e si nota dappertutto una maggiore serietà e professionalità. Quello che negli ultimi decenni appariva scontato, bisogna adesso guadagnarselo. E probabilmente questo è un bene. Su questa linea di servizi di eccellenza, di cui ci dobbiamo dotare, ci parla Martina Carannante (leggi qui), che presenta il progetto  asilo “Ciro Piro Estate”, con il quale si offre ai bambini dell’isola e ai piccoli ospiti un’esperienza organizzata ludico-creativa.

La settimana è stata ricca di notizie e purtroppo anche di un grave lutto. Davide Vitiello, (leggi qui), è rimasto coinvolto in un incidente stradale dalle parti di Frosinone. Ragazzo generoso, amato da tutti per il suo impegno disinteressato, era tra i membri più attivi della Protezione Civile isolana. Come lo ricordano i suoi amici (leggi qui e qui), non si faceva abbattere dall’incomprensione e dall’ingratitudine di alcuni compaesani, ma conservava intatto il suo entusiasmo, convinto dell’opera nella quale era instancabilmente impegnato. Siamo vicini ai genitori, alla moglie e ai due piccoli figli e ai suoi tanti amici per una così grave perdita. Che Dio lo possa accogliere e premiare per la sua generosità.

Rita Bosso continua la sua carrellata di ponzesi che hanno studiato a Procida (leggi qui, qui e qui), recuperando storie e testimonianze di vita e di un tempo in cui il legame tra le nostre isole sorelle appariva più intenso e spontaneo. Un clima che dovremmo recuperare e rinsaldare.

Così come vanno recuperati e rinsaldati i rapporti con i ponzesi che emigrarono all’estero, come simpaticamente ci propone Sandro Russo (leggi qui) che presenta in lingua originale (in seguito la stessa signora Persico ci farà avere la sua traduzione nella lingua che tanto ama dell’avo), il racconto di Maria Silvia Persico, pronipote di Silverio Mazzella emigrato in Argentina agli inizi del ‘900, le sue esperienze della “riconquista” di Ponza. Questi legami così tenaci sono un patrimonio inestimabile che non solo ci inorgogliscono,  ma ci aiutano ad approfondire meglio la nostra tradizione culturale.

Dall’isola madre, Ischia, come ama definirla Giuseppe Mazzella di Rurillo, (leggi qui, qui e qui) arrivano le riflessioni economiche ispirate al troppo presto accantonato John Maynard Keynes, che potrebbero risollevare il nostro Paese e l’intera Europa dalla depressione, grazie ad una maggiore presenza dello Stato nelle attività produttive. In questa visione si innesta anche una maggiore sinergia tra Ponza e Ischia – non dimentichiamo che la nostra isola nel 1734 fu colonizzata da circa 50 famiglie provenienti da Campagnano – nei collegamenti e negli scambi commerciali, partendo dal presupposto che questo non potrà che incentivare lo sviluppo di tutte le isole partenopee e ponziane.

Franco De Luca (leggi qui) ancora una volta ci racconta sotto forma di apologo la diversità di stile tra un ponzese doc e un “cittadino”, soffermandosi su “mani che parlano”.

Molte le notizie belle. Innanzitutto la crescita, pur tra qualche difficoltà, del Centro Studi Isole Ponziane, presieduto dalla professoressa Rosanna Conte (leggi qui). Il Centro in solo tre anni di attività ha inanellato una serie di iniziative tali da fargli meritare l’iscrizione all’albo regionale delle Associazioni di Promozione Sociale, alla quale sarà possibile contribuire devolvendo il 5 per mille.

Una bella notizia che si va ad innestare su questa è quella dell’inizio dei lavori di restyling del Museo di Via Roma (leggi qui). Ponza ha necessità di nuovi strumenti culturali per far progredire non solo il livello sociale dei cittadini, ma anche per promuovere il turismo, fonte primaria della sua economia. Altre belle notizie della settimana i 100 anni di Giuseppe (Pepino) Lamonica, fratello del nostro Silverio, (leggi qui) che è stato festeggiato a Bastia in Corsica, dove rappresenta l’ultima memoria vivente della tradizione cantieristica navale. Ed è ancora Silverio Lamonica che, prendendo spunto dalla recentissima scoperta al Circeo di altri resti di uomini di Neanderthal (leggi qui), si chiede se le nostre isole siano state vissute da questi coraggiosi uomini primitivi che con mezzi rudimentali solcarono i nostri mari.

Rinnoviamo anche gli auguri alla neo dottoressa Ludovica Pesce, (leggi qui) che si è laureata con una tesi in relazioni internazionali presso la prestigiosa università cattolica LUMSA.

Che l’estate sia alle porte si coglie poi anche dal ritorno a Ponza di Linea Blu (leggi qui), e delle promozioni turistiche di Repubblica online che dedica all’isola foto e testi accattivanti (leggi qui). A Gaeta, poi, sottolinea la nostra Luisa Guarino (leggi qui), il FAI propone alcune iniziative tra cui “Gaeta e il cinema”.

Altre notizie confortanti ci vengono dall’accelerazione tra la popolazione isolana delle prenotazioni del vaccino anti-covid (leggi qui e qui).

In questa settimana un editoriale (leggi qui), nel quale ci scusavamo della mancata notizia in tempo reale di una nuova nascita, fa il punto sul nostro sito che da oltre dieci anni cerca di dare un contributo e una testimonianza per il recupero e la valorizzazione della nostra identità culturale. Siamo nati convinti di essere utili e, pur con grande sforzo, l’età avanza, continuiamo ad impegnarci, rinnovando l’invito a collaborare dall’isola visto che la maggior parte dei redattori vive in “continente”. Un invito facciamo soprattutto ai giovani, ai quali prima o poi ci auguriamo di passare la fiaccola.

Il sito, pur ricevendo offerte pubblicitarie, non ha mai accettato, continuando la sua libera avventura perché crede veramente – e lo dovete credere anche voi – che Ponza Racconta siete voi che ci leggete, e anche quelli che non ci leggono.

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