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d-05 foto-02 scotti-e-bis 114 la-spiaggia Spugne e astroides si contengono lo spazio

La ricerca della Bellezza (2). Seguendo un usignolo, o una rosa…

di Sandro Russo

Per la prima parte, leggi qui

Eravamo arrivati alla novella di Oscar Wilde, The Nightingale and the Rose (1888), dove si narra la triste storia di un usignolo, innamorato senza speranza di uno studente che a sua volta si struggeva per una sua coetanea bella e altera che avrebbe voluto accompagnare a una festa. Ma lei gli aveva chiesto una rosa rossa… Dove avrebbe potuto il povero studente trovare una rosa rossa nel pieno dell’inverno?

Qui il racconto breve di Oscar Wilde in file .pdf, di libera fruizione [si consiglia la lettura del testo italiano e – per chi può – del testo inglese a fronte]. Decadente e manierista quanto si vuole, Oscar Wilde, e personaggio scomodo ai suoi tempi (e forse ancor oggi), ma questa novella gioca con sentimenti basici – amore, sacrificio, ingratitudine – che sono resi con musicale maestria.

L’usignolo e la rosa: the_nightingale_and_the_rose_bilingue

Però non è di Oscar Wilde che si vuole qui scrivere, ma della Bellezza, e dell’uso che fa di questo racconto uno scrittore sconosciuto ai più, Charles H. Harness che titola un suo romanzo del 1953 The rose (brutta traduzione italiana: Odissea del superuomo – Ed. La Tribuna – Piacenza; 1970).

‘The Rose’ è un racconto complesso. La traccia riconoscibile è tratta da ‘L’usignolo e la Rosa’ e il libro racconta (anche) la messa in scena di un balletto dallo stesso titolo, in cui due dei tre personaggi principali impersoneranno ‘Lo studente’ e ‘l’usignolo’.
Lui. Ruy, è una specie di superuomo sarcastico e irridente: un artista gaudente e un colto affabulatore. Sarà lo Studente, nel balletto.
Lei. Anna, viene presentata come la psicologa che deve curare i complessi disturbi della personalità di lui, ma ha un interesse più che professionale per Ruy (è lei l’usignolo della storia in trasparenza); è anche musicista e ha un passato di ballerina.
L’altra. Martha, è stata la moglie di Ruy, ma la vita e le personali inclinazioni li hanno divisi. Ora è una scienziata impegnata ad un progetto governativo molto ambizioso: sta lavorando ad una macchina che raccolga il sapere dell’umanità in una formula omnicomprensiva, capace di una enorme potenza distruttiva.

Ruy e Anna hanno in effetti molte affinità e delle caratteristiche fisiche comuni, di cui Martha, la ex-moglie, è istintivamente diffidente. Ruy ha dei bozzi sulla fronte – anche Anna li ha, appena accennati – ed entrambi hanno un accenno di gobba o escrescenza dorsale; queste malformazioni continuano ad accrescersi e a dar loro dolori e limitazioni fisiche sempre più invalidanti.
Ruy sta preparando la rappresentazione in piazza di un balletto per ‘L’Usignolo e la Rosa’, di cui Anna ha scritto la partitura; manca però la conclusione che non riesce a perfezionare: sente di aver posto tutte le premesse musicali, ma non riesce a svilupparle; istintivamente si ritrae dal comporre il finale.
Nel corso delle avventure che si dipanano dall’antefatto, si assiste alle dispute tra Ruy e la sua ex-moglie; all’evoluzione delle deformità di Ruy e di Anna. Sono anche adombrate le deviazioni e gli abusi del ‘Potere’ per controllare le attività artistiche ‘sovversive’, e la nascita di una nuova razza: l’Homo Superior, destinata a subentrare all’Homo Sapiens.

Ma lo scopo più ambizioso del libro è l’illustrazione – attraverso i suoi personaggi – della contraddizione arte / scienza. Sono presentate alcune situazioni in cui è stato apparente come l’intuizione artistica abbia preceduto l’approfondimento scientifico. Vengono così portati vari esempi, tra cui le colonne del Partenone e le leggi della prospettiva, i logaritmi di Napier e le realizzazioni dei forgiatori romani dell’ottone, che davano alle loro trombe una forma che seguiva la curva logaritmica (ben prima dell’invenzione dei logaritmi stessi); le ‘Senne’ di Seurat e le teorie della fisica della luce…

Il Partenone sull’Acropoli di Atene (V sec. a.C) costruito sotto la supervisione di Fidia. Applica la “sezione aurea” – anche detto nei secoli “rapporto divino” (l’argomento si riprenderà nella terza puntata – NdA) – alle sue proporzioni generali e nei particolari

Sopra: ammonite fossile, conchiglia di mollusco cefalopode (estinto). Nello schema intermedio: spirale di Archimede (a sinistra) e spirale logaritmica a confronto. Sotto: sezione sagittale della conchiglia del Nautilus (Nautilus pompilius – Philum: Mollusca). Immagini e schemi portati ad esempio della perfezione di una spirale logaritmica esistente in natura

“Perché le Senne di Seurat sono così luminose…” – Georges Seurat (esponente della corrente figurativa dei “pointinistes”) – Un dimanche après-midi à l’ile de la Grande Jatte (1883-’86). “…Gli artisti hanno saputo come simulare il bianco con punti alternati dei colori primari già molto tempo prima che gli scienziati dessero la dimostrazione della fusione facendoli ruotare su un disco”

A riportare il tutto alla pertinenza con il nostro argomento valgono le schermaglie dialettiche tra Ruy, paladino della superiorità dell’arte, e Martha, convinta assertrice del potere della scienza ai fini del raggiungimento della bellezza e della verità.

I personaggi rappresentano per altro verso la Tesi (Ruy), l’Antitesi (Martha) e la Sintesi (Anna) e quest’ultima esprimerà compiutamente la sua funzione quando decide di legare insieme tutte le contraddizioni attraverso l’Amore e di assumere compiutamente su di sé il ruolo dell’usignolo nella novella di O. Wilde, mentre anche l’escrescenza sulla schiena completa la sua metamorfosi… A questo punto avrete intuito che le escrescenze dorsali altro non erano che abbozzi delle ali di un angelo!

La storia raccontata è piena di sogni e intuizioni, informazioni scientifiche e sense of wonder, che spingono il lettore a continuare la ricerca, tra i fatti accertati e nella sua esperienza, a supporto dell’una o dell’altra tesi.

Il finale del racconto è poetico e mistico, piuttosto che logico, e si rimane a riflettere quanto sia vero, in fondo, che qualunque idea – scomposta, analizzata e poi realizzata – debba essere stata sognata, prima.
“…E proprio mentre le fissava allucinato, quelle ali sature di sangue si arricciarono lentamente verso l’alto e verso l’esterno, avvolgendo il seno e le spalle eburnee in un accecante manto scarlatto, come i petali di una splendida rosa rossa.”

Birth of a rose. In tema di rose, l’interpretazione della ‘nascita di una rosa’ da parte della grafica frattale

Ma cosa sono mai i frattali? …E che c’entrano con la bellezza?
Sarà l’argomento della prossima puntata

[La ricerca della Bellezza (2) – Continua]

 

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