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Il viaggio dei Re Magi

Poesia proposta e tradotta da Silverio Lamonica

 

Diciamocelo francamente, dei Re Magi abbiamo una visione “stereotipata”: siamo abituati a vederli, il 6 gennaio, davanti alla capanna, tutti belli e pimpanti, pronti a porgere i loro doni al Bambinello. Così ce li ha tramandati l’antica e rinomata tradizione dei Maestri della terracotta di San Gregorio Armeno, in quel di Napoli.

Non la pensa proprio così il poeta anglo-americano Thomas Eliot, Premio Nobel per la letteratura e autore, tra l’altro, del dramma Assassinio nella Cattedrale. Infatti Eliot immagina che il viaggio dei Re Magi per omaggiare Gesù Bambino, non fosse affatto  breve e piacevole, ma…

Leggiamo i suoi versi:

 

Journey of the Magi

‘A cold coming we had of it,
Just the worst time of the year
For a journey, and such a long journey:
The ways deep and the weather sharp,
The very dead of winter.’

And the camels galled, sore-footed, refractory,
Lying down in the melting snow.
There were times we regretted
The summer palaces on slopes, the terraces,
And the silken girls bringing sherbet.
Then the camel men cursing and grumbling
And running away, and wanting their liquor and women,
And the night-fires going out, and the lack of shelters,
And the cities hostile and the towns unfriendly
And the villages dirty and charging high prices
 A hard time we had of it.
At the end we preferred to travel all night,
 Sleeping in snatches,
With the voices singing in our ears, saying
 That this was all folly.

Then at dawn we came down to a temperate valley,
Wet, below the snow line, smelling of vegetation;
With a running stream and a water-mill beating the darkness,
And three trees on the low sky,
And an old white horse galloped away in the meadow.
Then we came to a tavern with vine-leaves over the lintel,
Six hands at an open door dicing for pieces of silver,
 And feet kicking the empty wine-skins.
 But there was no information, and so we continued
 And arrived at evening, not a moment too soon
 Finding the place; it was (you may say) satisfactory

All this was a long time ago, I remember,
And I would do it again, but set down
This set down
This: were we led all that way for
 Birth or Death? There was a Birth, certainly,
 We had evidence and no doubt. I had seen birth and death,
 But had thought they were different; this Birth was
Hard and bitter agony for us, like Death, our death.
 We returned to our places, these Kingdoms,
 But no longer at ease here, in the old dispensation,
 With an alien people clutching their gods.
 I should be glad of another death.

By T. S. Eliot (1888-1965)

 

Il viaggio dei Magi

Nel venire prendemmo tanto freddo
proprio nel  peggior periodo dell’anno
per un viaggio, un viaggio tanto lungo,
per strade immense e il tempo assai inclemente,
proprio nel cuore del crudele inverno.

Irritati erano i cammelli, zampe dolenti e tutti refrattari,
giacenti nella neve che si discioglieva.
C’eran momenti in cui rimpiangevamo
le residenze della dolce estate sui pendii e le terrazze,
le dolci ancelle fasciate di seta, che ci porgean bevande dissetanti.
Poi i cammellieri che brontolavano imprecando
e scappando  in cerca di liquore e di donne
e i fuochi notturni che si spengono e senza poter trovare riparo,
e le città ostili e i paesi inospitali
e i villaggi sporchi e cari:
furono per noi tempi duri.
Alla fine preferimmo viaggiare tutta la notte,
dormendo a tratti
con le voci che ci canticchiavano nelle orecchie, dicendo
che questa era proprio una follia.

Poi all’alba siamo scesi in una valle temperata,
umida, sotto la linea della neve, di erbe odorosa,
con un ruscello e un mulino ad acqua che batte nell’oscurità,
e tre alberi nel cielo basso
e un vecchio cavallo bianco che galoppava nel prato.
Poi siamo giunti ad una taverna, con tralci di vite sull’architrave,
sei mani davanti ad una porta aperta, intente a giocare pezzi d’argento,
e piedi che scalciavano vuoti otri di vino.
Ma non c’era alcuno a dare informazioni e così proseguimmo.
E giunse la sera, non molto presto
trovammo posto, che fu (si può dire) soddisfacente.

Tutto questo avvenne tanto tempo fa, ricordo,
e lo rifarei, ma seduto
proprio così, seduto.
Siamo stati guidati lungo quel cammino per
Nascita o Morte? C’è stata una nascita, certo,
ne avevamo le prove, senza dubbio. Ho visto nascita e morte,
ma avevo pensato che fossero diverse; questa nascita è stata
un’agonia dura e amara per noi, simile alla morte, la nostra morte.
Tornammo ai nostri luoghi, questi regni,
ma non più a proprio agio qui, nel vecchio governo,
con un popolo alieno che si aggrappa ai propri dei.
Gradirei un’altra morte.

 

Nota della Redazione.
Le immagini riguardano momenti del presepe vivente, di qualche anno fa, organizzato a Ponza e a Le Forna dall’Associazione ‘A Priezza di Assunta Scarpati

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