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Sedici donne e il premio Nobel

di Silveria Aroma

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Fra i tanti messaggi  ricevuti sul cellulare trovo una piccola poesia. Cosa inconsueta, quasi bizzarra di questi tempi. Forse è un errore, magari il bisbiglio inconsapevole di un suggeritore…
Certo si tratta di un bel componimento, duro e profumato; una lirica capace di aprire un varco nella mente di chi legge sin dalla prima strofa, insistente come l’odore del fiore d’angelo (o filadelfo).

 

Filadelfo

Te lo dico, non è la luna.
Sono questi fiori
che illuminano il giardino… […]
E il profumo del filadelfo
entra dalla finestra.

Sono versi scritti da Louise Glück, una donna che dal marito avrebbe divorziato, dai fiori mai. Uno degli aspetti caratteristici della sua poetica è proprio dar voce ai fiori.
Interessante modalità di scrittura che ben si accosta – nella mia mente – alla bellissima immagine che ho stampata negli occhi: è quella di un uomo adulto che con il suo pane nutre una lucertola. E io ero lì, a pochi centimetri dalla scena di pura poesia muta.
Sarà proprio uno dei suoi fiori – L’iris selvatico (raccolta di poesie) a portare Louise Elisabeth Glück  a vincere il Premio Pulitzer per la poesia nel 1993, e sarà soltanto il primo di una lunga serie di riconoscimenti.

 

L’iris selvaggio

Alla fine della sofferenza
mi aspettava una porta.
Ascoltami bene: ciò che chiami morte
me lo ricordo.
Là in alto, rumori, rami di un pino vacillante.
E poi niente. Il sole debole
tremare sulla superficie secca.
Terribile sopravvivere
come coscienza,
sepolta nella terra nera.
Dopo, tutto finisce: ciò che temevi,
essere un’anima e non poter parlare,
cessa brutalmente. La terra rigida
s’inclina un poco, quelli che credesti uccelli
cadono come frecce tra alberi bassi.

Tu che non ricordi
il passo di un altro mondo, ti dico
potrebbe tornare a dire: ciò che torna
dall’oblio torna
per incontrare una voce:
dal centro della mia vita sgorga
una fonte fresca, ombre azzurre
profonde, in celeste acquamarina.
                                                         [traduzione di Antonio Bux]


The Wild Iris

At the end of my suffering
there was a door.
Hear me out: that which you call death
I remember.
Overhead, noises, branches of the pine shifting.
Then nothing. The weak sun
flickered over the dry surface.
It is terrible to survive
as consciousness
buried in the dark earth.
Then it was over: that which you fear, being
a soul and unable
to speak, ending abruptly, the stiff earth
bending a little. And what I took to be
birds darting in low shrubs.

You who do not remember
passage from the other world
I tell you I could speak again: whatever
returns from oblivion returns
to find a voice:
from the center of my life came
a great fountain, deep blue
shadows on azure seawater.

 

Giovedì 8 ottobre 2020, al poeta dei fiori è stato conferito il Premio Nobel per la letteratura.

Il premio Nobel per la letteratura 2020 è andato a Louise Glück, poetessa e saggista americana, per “la sua inconfondibile voce poetica, che con austera bellezza rende l’esistenza individuale esperienza universale”, come si legge nelle motivazioni rese pubbliche dall’Accademia di Svezia.
È la sedicesima donna premiata con il Nobel dal 1901. Mats Malm dell’Accademia Svedese ha riferito la sua reazione dopo la telefonata che le annunciava la vittoria: si è dichiarata “sorpresa e contenta” della notizia. La conferenza celebrativa del premio Nobel si terrà negli Stati Uniti per via delle restrizioni ai viaggi imposte dalla pandemia.

Vincitrice in patria di premi letterari importanti, tra cui il Pulitzer (nel 1993) e il National Book Award, nonché “Us Poet laureate” nel 2003, Glück è nata a New York il 22 aprile 1943, in una famiglia di origine ebraica ungherese, ed è cresciuta a Long Island. Vive a Cambridge, in Massachusetts, e insegna alla Yale University di New Haven, in Connecticut (Da: la Repubblica).

Louise Glück è stata definita da qualcuno un’erede di Emily Dickinson. Dubito di poter condividere questa idea.


Tramonto

La mia grande felicità
è il suono che fa la tua voce
chiamandomi anche nella disperazione; il mio dolore
che non posso risponderti
in parole che accetti come mie.
Non hai fede nella tua stessa lingua.
Così deleghi
autorità a segni
che non puoi leggere con alcuna precisione.
Eppure la tua voce mi raggiunge sempre.
E io rispondo costantemente,
la mia collera passa
come passa l’inverno. La mia tenerezza
dovrebbe esserti chiara
nella brezza della sera d’estate
e nelle parole che diventano
la tua stessa risposta.

La prima assegnazione del Premio Nobel è datata 1901, quando vennero assegnati i premi: per la pace, per la letteratura, per la chimica, per la fisiologia o la medicina e per la fisica.

Le 16 donne Premio Nobel per la Letteratura
Vediamo, dunque, le donne Premio Nobel per la Letteratura e le motivazioni per tutte e sedici le vincitrici.
1) Selma Lagerlöf (1858-1940). Nobel nel 1909. “Per l’elevato idealismo, la vivida immaginazione e la percezione spirituale che caratterizzano le sue opere”.
2) Grazia Deledda (1871-1936). Nel 1926, “per la sua ispirazione idealistica, scritta con raffigurazioni di plastica chiarezza della vita della sua isola nativa, con profonda comprensione degli umani problemi”.
3) Sigrid Undset (1882-1949). Norvegese, ha vinto il Nobel nel 1928 “principalmente per la sua imponente descrizione della vita nordica durante il medioevo”.
4) Pearl Buck (1892-1972). Nobel 1938, “per le sue ricche ed epiche descrizioni della vita contadina in Cina e per i suoi lavori autobiografici”.
5) Gabriela Mistral (1889-1957). Nel 1945: “per la sua lirica, ispirata da forti emozioni, che ha fatto del suo nome un simbolo delle aspirazioni idealistiche dell’intero mondo latino americano”.
6) Nelly Sachs (1891-1970). Nobel 1966 (insieme a Shmuel Agnon). “Per la sua scrittura lirica e drammatica eccezionale, che interpreta il destino d’Israele con resistenza commovente”.
7) Nadine Gordimer (1923-2014). Nobel 1991 perché “Con la sua scrittura epica magnifica – nelle parole di Alfred Nobel – è stata di notevole beneficio all’umanità”.
8) Toni Morrison (1931-2019). Nobel 1993 con la seguente motivazione: “…Che in racconti caratterizzati da forza visionaria e rilevanza poetica dà vita ad un aspetto essenziale della realtà americana”.
9) Wislawa Szymborska (1923-2012). Nel 1996 “per la poesia che con ironica precisione permette al contesto storico e biologico di venire alla luce in frammenti di realtà umana”.
10) Elfriede Jelinek (1946). Austriaca, vince il Nobel 2004 “per il flusso melodico di voci e controvoci in romanzi e testi teatrali, che con estremo gusto linguistico rivelano l’assurdità dei cliché sociali e il loro potere”.
11) Doris Lessing (1919-2013). Nobel nel 2007, come “Cantrice dell’esperienza femminile che con scetticismo, passione e potere visionario ha messo sotto esame una civiltà divisa”.
12) Herta Müller (1953). Romena. Nobel 2009: “Con la concentrazione della poesia e la franchezza della prosa, dipinge il panorama dello spodestato”.
13) Alice Munro (1931). Nobel 2013 perché “Maestra del racconto breve contemporaneo”.
14) Svetlana Alexievich (1948). Nel 2015: “Per la sua opera polifonica, un monumento alla sofferenza e al coraggio nel nostro tempo”.
15) Olga Tokarczuk (1962). Nobel 2018 (assegnato nel 2019): “Per un’immaginazione narrativa che con passione enciclopedica rappresenta l’attraversamento dei confini come forma di vita”.
16) Louise Glück (1943). Nobel 2020: “Per la sua inconfondibile voce poetica che con austera bellezza rende l’esistenza individuale universale” (Fonte: Libri e Parole. Modif.).

 

Immagini: iris selvatici a Frontone, filadelfo a Lanuvio (Sandro Russo), nuvole rosa tramonto a Cala Caparra

1 commento per Sedici donne e il premio Nobel

  • Emilio Iodice

    Cara Silveria:

    I miei complimenti. Per favore accetta la mia gratitudine per un bellissimo articolo che è stimolante e pieno di significato.

    È importante evidenziare i successi delle donne fino a quando non si arriva al giorno in cui si parla di “persone” che hanno vinto il Premio Nobel e altri riconoscimenti e non si parla più di uomini e donne.

    Abbiamo una lunga strada da percorrere. Il numero delle donne che hanno vinto il premio, in tutte le categorie, è inferiore a 60 mentre il numero degli uomini è quasi 900.

    Questo ci dice che dobbiamo “livellare il campo” e lavorare per consentire alle donne di assumersi maggiori responsabilità e assumere più ruoli di comando.

    Uno sviluppo incoraggiante è che più donne sono iscritte all’istruzione universitaria nell’UE e negli Stati Uniti rispetto agli uomini. Significa che in futuro le donne dovrebbero avere l’opportunità di utilizzare i propri talenti in tutti i campi ed essere riconosciute per questo.

    Alcuni fatti interessanti sul Premio possono essere trovati su questo sito.

    https://www.nobelprize.org/prizes/lists/nobel-prize-awarded-women/

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