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‘U stellone ‘i iuorne. Diario di un’apprendista

di Silveria Aroma

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Brilla in un cielo che sta per abbandonare il buio, e sembra un diamante a taglio brillante/chichierchia. È Venere che con il suo maestoso carico di luce sembra venirci incontro.
Bellissimo spettacolo, ha solo una controindicazione: uscire dal letto prima che l’aria rischiari.

Alessandro Romano da Ventotene ricorda: – Tore ‘u Luongo diceva che lo stellone, quando era chiaramente visibile anche con il sole, era presagio di venti da nord. Comunque indicava l’ora a secondo della sua posizione, tipo meridiana notturna.
Quando ‘u stellone si faceva ben visibile, le reti dovevano essere calate in mare e chi non era per mare doveva prendere la via dei campi. Tecnologia di alarm a impulsi luminosi.

Al mio arrivo Salvatore è impegnato nell’orto vicino casa. Interrompe il suo lavoro e mi parla d’‘u stellone a levante, delle reti calate a posta in due tempi:‘u cant’ a’ matinate e ‘u cant’ a’ serate, i momenti in cui il pesce si muove.
Per mare di notte la comparsa della stella indicava l’est, così sapevano che la Sardegna era dal lato opposto, sotto il brillare delle sette stelle dell’Orsa Maggiore potevano, invece, individuare il continente.
Quando era bambino sua nonna Nunziatella lo portava a coltivare la vigna, il cammino verso punta Incenso iniziava al chiarore dell’astro errante (*). Alzarsi prima del sorgere del sole era consuetudine in tutte le famiglie, Venere era la sveglia comune…
Lo ascolto seduta accanto alla lavanda che non riesco mai a far attecchire.
– Questa prende sicuro, mi conforta.
Torno a casa fiduciosa, col tramonto negli occhi e le talee nella borsa.

Enzo Di Fazio mi illumina sulla quantità di cieli stellati presenti nel forziere di Ponzaracconta; è sufficiente digitare la parola ‘stelle’ nell’apposita casella di ricerca (“Cerca nel sito”) e l’astronomia qui trattata sarà fruibile anche dal letto di casa vostra. Piluccate qui e qui  e se vi prende fame proseguite con la lettura.

Di bellezza in bellezza, ‘u stellone guida il pensiero di Rosanna Conte verso il Paradiso dantesco:
III Cielo (di Venere)
È il terzo Cielo del Paradiso a partire dalla Terra, corrispondente al pianeta Venere e governato dai Principati: Dante vi incontra gli spiriti amanti, tra cui Carlo Martello, Cunizza da Romano e Folchetto di Marsiglia ed è descritto nei Canti VIII, IX e X della III Cantica (Dante non si accorge di esservi salito, se non quando vede l’accresciuta bellezza di Beatrice). L’astro di Venere diffonde sulla Terra l’influsso ad amare, non però il folle amore, l’amore sensuale e peccaminoso che gli antichi credevano fosse governato dalla dea Venere cui tributavano riti e sacrifici: si tratta di un amore puro e celeste, volto unicamente ad adorare Dio, che i pagani interpretarono erroneamente identificando il pianeta con la divinità classica della bellezza (fonte: divinacommedia.weebly.com)

(*) – Il termine astro errante viene usato talvolta dagli astrofili per indicare i pianeti come Venere.

Venere è il terzo oggetto per luminosità del cielo, dopo il Sole e la Luna, con una magnitudine apparente compresa tra -3,5 e -4,5. Appare sempre molto vicino al Sole, manifestandosi prima dell’alba o dopo il tramonto, compatibilmente con la sua posizione. Ad occhio nudo, appare come un astro lucentissimo di colore giallo-biancastro (fonte: Wikipedia)

Ringrazio per la gentile collaborazione Salvatore, Maddy, AlessandroRo, Enzo e Rosanna.

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