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Cura orti e animali da cortile, il via libera della Regione

a cura della Redazione

 

La concessione era nell’aria da un po’ di giorni per rispondere alle richieste che venivano dalle diverse figure legate alla coltivazione di piccoli appezzamenti di terreni  e all’allevamento, a livello amatoriale, di animali da cortile da destinare all’autoconsumo, gli uni e gli altri collocati a poco distanza dalle proprie abitazioni.
Così è di ieri l’ordinanza  con la quale il Presidente della Regione Lazio, Zingaretti, dà via libera a tali cure ed interventi.

Questi i passaggi salienti
Lo spostamento all’interno del proprio comune o verso comune limitrofo per lo svolgimento in forma amatoriale di attività agricole e di conduzione di allevamenti di animali da cortile è consentito esclusivamente nel pieno rispetto di quanto previsto dai citati Decreti della Presidenza del Consiglio dei Ministri e di tutte le norme di sicurezza relative al contenimento del contagio da COVID – 19 e comunque alle seguenti condizioni:
a) per non più di una volta al giorno;
b) da un solo componente del nucleo familiare;
c) limitatamente agli interventi strettamente necessari alla tutela delle produzioni vegetali e degli animali da cortile allevati, consistenti nelle indispensabili operazioni colturali che la stagione impone ovvero per accudire i predetti animali allevati.

Di seguito in f.to pdf  l’ Ordinanza del  Presidente della Regione Lazio n.  Z00029_2020 

 

 

5 commenti per Cura orti e animali da cortile, il via libera della Regione

  • Questa ordinanza si presta a molte interpretazioni e a creare confusioni pericolose.
    A Ponza stanno aumentando gli arrivi di persone che dovevano terminare la quarantena nel luogo dove l’avevano cominciata.
    Con il fatto che si devono preparare le attività turistiche, in vista dell’estate, Ponza può trovarsi alle prese con la gestione di questo flusso di operatori turistici dal continente.
    Già ci sono molti arrivi.
    Mi chiedo e si chiedono in molti a Ponza: “Tutto sotto controllo delle autorità isolane?”
    Ma se il Governo e la Regione non hanno le idee chiare su quando e come riprendere la vita normale dopo il 3 maggio, come possiamo rallentare i controlli di accesso all’isola prima di questa data? La pandemia non è finita e non si sa quando finirà, per cui si chiede responsabilità da parte di tutti, affinché i sacrifici fatti fino ad oggi non siano drammaticamente vanificati.
    Non posso fare altro che segnalare questa preoccupazione isolana, per cui chiedo al sindaco di verificare i flussi dal continente e continuare a fare accedere a Ponza solo i generi di prima necessità fino a nuove disposizioni governative. Grazie.

  • Enzo Di Fazio

    Mi sono preso la briga di leggere la lunga ordinanza con cui la Regione Lazio regolamenta il ritorno alla cura degli orti e degli animali domestici collocati in zone non lontane dalle proprie abitazioni, e francamente ne sono uscito sconcertato. Non tanto per le finalità, condivisibili se vengono rispettate le norme di sicurezza che tutti conosciamo, quanto per le otto! pagine di cui si compone, scritte nel linguaggio della burocrazia e zeppe di richiami alle ordinanze della Protezione Civile (trenta!) e a quelle della Regione Lazio (ventiquattro!). Ci sarà voluta una giornata, o forse più, per preparare un documento del genere.
    Per dire, poi, che bisogna andarci una volta al giorno, che può andarci solo un componente del nucleo familiare e solo per gli interventi strettamente necessari.
    Poteva bastare a mio avviso una paginetta per dire questo e per evitare di generare confusione nei lettori come è accaduto al giornalista di Latina Oggi che nell’edizione del 16 aprile, a pagina 7, scrive che gli spostamenti sono concessi per più di una volta al giorno.
    Più lunghe, artificiose ed elaborate sono le leggi, le ordinanze, i regolamenti, ecc e più riescono poco comprensibili e difficilmente applicabili. E spesso il comune cittadino, non comprendendole, per conoscerne il contenuto si deve affidare all’interprete di turno.
    Sappiamo che uno dei grossi problemi del nostro paese è quello di avere un apparato burocratico lento e farraginoso, la cui complessità ha spesso rappresentato un freno (oltre il 6% del PIL, secondo alcune stime) anche per l’economia.
    Il momento buono per metterci mano, sempre rimandato, è proprio adesso che incombe la crisi causata dal covid-19. O si fa ora o ci ritroveremo, quando dovremo fare i conti con la recessione e con la necessità di far ripartire il paese, con una pubblica amministrazione inefficiente, improduttiva e lontana dalle esigenze dei cittadini. Senza dimenticare che ciò ci renderà anche poco attraenti agli occhi degli imprenditori esteri, spesso scoraggiati ad investire in Italia proprio per la lentezza della macchina amministrativa.

  • Enzo Di Giovanni

    …Temo che in Italia non abbiamo molte possibilità di cambiare registro, coronavirus o meno. I modelli sulle autocertificazioni, ad esempio: è vero che sono stati modificati spesso, ma erano composti da pochi semplici punti. Nonostante ciò, siamo stati capaci di creare discussioni assurde su chi doveva dichiarare cosa, sul fatto di poter o non poter firmare per un tampone effettuato o meno, ecc. Ci sono video in rete di personaggi che si vantano di aver eluso i controlli rifacendosi non so a quali articoli di quale codice che renderebbero illeciti i controlli stessi. La faccio breve: nella patria del diritto ci piace cavillare, perché così si può fare tutto o niente.

  • silverio lamonica1

    In altra sede ” Ordinanza sindacale divieto di sbarco non residenti e proprietari di seconde case”, con un commento avevo espresso le mie perplessità in merito alla sua efficacia, c’è stata una puntuale risposta da parte del sindaco. Ma leggendo i vari commenti, ho la conferma che le diverse “grida” vengono puntualmente raggirate, tant’è che Vincenzo osserva una presenza, sempre più massiccia, di titolari di attività ( quasi tutti proprietari di seconde case con RESIDENZA a Ponza) venuti, nella speranza di poter esercitare il proprio lavoro nella imminente stagione estiva. Riporto l’articolo e commenti per facilitarne la lettura https://www.ponzaracconta.it/2020/04/15/divieto-di-sbarco-a-ponza-degli-occupanti-le-seconde-case-lavviso-del-sindaco/
    Ciò detto, non vorrei fare la figura dell'”ingenuo”, dal momento che me ne sto buono buono a Roma, assieme alla mia famiglia, avendo veramente a cuore la salute dei miei concittadini (al pari di tanti altri che si regolano come me).

  • Oltre al blocco degli arrivi caro Silverio, che va sicuramente e ulteriormente incentivato fino almeno al 3 maggio, andrà organizzata la riapertura dell’isola in quella fase che possiamo chiamare “quarantena fuori casa”.
    Come iniziare le attività lavorative e sociali dopo l’emergenza.
    Penso che nessuno si illude che questa sarà un’estate normale per cui la spontaneità istintiva del nostro operare turistico va tutto ripensato.
    Io penso che tutta l’amministrazione comunale deve responsabilizzarsi nel condividere ordinanze e misure per governare l’estate 2020. Ci sono delle proposte da parte delle opposizioni e non solo quelle della minoranza. Ma anche la Confcommercio nella persona del presidente Mastropietro ha lanciato il suo “grido di allarme” alla politica locale: proposte e preoccupazioni condivise dalla minoranza consiliare.
    Bene è chiaro che la “palla” passa al Sindaco e alla sua maggioranza.
    Io penso, come cittadino residente, che le scelte da fare – sia in termini di sgravi fiscali, sia in termini di novità organizzative da imporre all’isola – non possono che essere condivise responsabilmente da tutti gli amministratori e anche dalle associazioni commerciali. Pensate al contrario cosa succederebbe: la maggioranza che fa una scelta “impopolare” e la minoranza a fa demagogia?
    Per questo è di fondamentale importanza superare i giochi di parte, maggioranza/opposizione, per costituire un tavolo tecnico-politico per governare l’estate 2020.

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