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Ubi caritas et amor, Deus ibi est

di Francesco De Luca

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È riemerso dal profondo questo verso illuminante di un salmo: dove c’è carità e amore qui c’è Dio”.
Non chiedetemi come e perché dal passato remoto dei ricordi sia venuto sino al presente, non so trovare ragioni, ma, una volta superato il limite coscienziale, non posso esimermi dal costatare come il verso sia costruito su tre concetti-basi e due concetti a supporto. Quelli base sono: il concetto di amore, il concetto di carità e quello di Dio. I due concetti a supporto sono quelli spazio-temporali: ubi – dove; ibi – qui.
Il termine caritas è vicino a quello di amor perché imparentati ma non simili. Non c’è sinonimìa. L’amore è l’energia che trascorre in tutto l’universo e lo produce. È la forza primaria e intrinseca che nel mondo umano si evidenzia in comportamenti di vicinanza, di fratellanza, di convivenza. Ossia si esprime nella carità.
Cosa è la carità se non la condivisione. Ovvero la partecipazione di un comune sentire. La qual cosa attribuisce al sentimento un senso etico. Insieme alla compartecipazione, anzi proprio in forza di questa universale compartecipazione, nell’uomo questo sentimento genera responsabilità.
Nell’universo degli uomini l’amore, espresso con e nella carità, si evidenzia come assoluto impegno morale.
Dio non è una fantasia della mente, è un’esigenza di condivisione, è una responsabilità da rispettare. Dio non è una proiezione immaginativa, è un impegno cui dare volto.
Senza gli uomini Dio non ha senso, è un ignoto, la cui esistenza è indifferente. Al contrario, presso gli uomini, Dio, fatto carità in virtù dell’amore, prende volto.
È nel nostro spazio-tempo che c’è Dio perché qui soltanto può manifestarsi la potenza etica del sentimento.
Dove c’è l’uomo qui c’è Dio.
A ben vedere l’urgenza dell’emersione dal profondo penso sia stata data dall’esplicitare questa ultima affermazione. La quale promana dalla necessità del ‘nostro tempo’ di umanizzare i rapporti fra tutte le componenti dell’universo: quella inanimata, quella animata, quella umana.

Note
– Ho sintetizzato e semplificato il pensiero teologico di Vito Mancuso nelle cui opere si troveranno esposte analoghe tesi, in modo più appropriato: Io e Dio – Garzanti 2011; Il principio passione – Garzanti 2013 (NdA).

– L’Ubi caritas gregoriano è un inno che riprende le antifone alla cerimonia della lavanda dei piedi, della Messa dell’Ultima Cena (Giovedì Santo). Le parole sono intimamente legate all’Eucaristia, quindi il canto è spesso utilizzato durante l’Esposizione del Santissimo Sacramento (NdR).

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