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Ci sono i friarielli e… i friarielli

proposto da Sandro Russo

 .

Direte: ma è la stessa cosa!
Certo! La parola è la stessa – da qui nasce l’equivoco, infatti! – ma indica due ortaggi differenti, in regioni diverse.

Una volta di più ricorriamo a Wikipedia come “arbitro”:
“I friarielli, altresì chiamati broccoletti a Roma, broccoli di rapa in Calabria, cime di rapa in Puglia, rapini in Toscana o pulezze in Valdichiana, sono le infiorescenze appena sviluppate della cima di rapa.
Tipicamente parte della cucina napoletana, nella quale vengono generalmente preparati fritti, sono utilizzati in altre regioni d’Italia come pure nella Galizia spagnola e in Portogallo (grelos), nonché nella cucina cinese (kai-lan).
(…) Non vanno confusi con i friarelli, peperoni nani verdi dolci (conosciuti anche come “friggitelli” nel Lazio), i quali vengono anch’essi consumati fritti.
(…) Una volta erano coltivati anche nel capoluogo (Napoli), in particolare sul Vomero, che era infatti noto come “‘o colle d’ ‘e friarielle“.

Fatta chiarezza sulla ‘nomenclatura’, riporto qui un breve componimento (o scambio di pareri) tra un miscredente e un “napoletano verace”.

I friarielle!

– Sono tipo i broccoli, ho capito!
No, so’ friarielli!
– Ah, quel sapore amarostico tipo le cime di rapa… ho capito!
No, so’ friarielli!
– Aspetta… aspetta… mi è venuto in mente: sono le puntarelle!
No, so’ friarielli!
– Aaaah… ma allora è la cicorietta?
No, so’ friarielli!
– Senti, forse voi li chiamate così, ma in italiano sono i friggitelli… per forza!
– Noooo… sanghe ’e chi t’è vive… so’ friarielli! ’O friariello nun assumiglia a nisciuno. ’O friariello nun parla italiano… È autoctono e autarchico. ’O friariello è napulitano… E chest’, i sasicce ’o sanne!

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