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Una canzone per la domenica (71). Take my breath away

proposta da Sandro Russo

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La scelta della canzone per la domenica – a parte le (gradite) occasioni in cui mi arrivano proposte esterne – è complessa, e mai uguale. Per lo più avviene per caso: un motivo sentito durante la settimana che mette radici e chiede di venire alla luce; qualche volta il ricordo di una situazione che si trascina dietro una certa musica; addirittura qualche volta un sogno, o il lavorìo segreto della mente che delle mattine ti fa svegliare con un motivo in testa. Ti chiedi cos’è, o come mai… cominci a cercare ed ecco che viene fuori “una canzone per la domenica”.

Stavolta è stato un pezzo sentito in macchina. Dall’autoradio sono uscite appena le prime cinque note e… [solo la musica e gli odori sono capaci di tanto!]:
…Il traffico è sparito, non pioveva più… Mentre “l’altro” continuava a guidare in automatico, la mente è partita per un altro mondo, un altro tempo…

Ho già raccontato sul sito, per attinenza marinara, delle guardie mediche che i miei colleghi e io facevano presso un villaggio vacanze nelle Maldive (leggi qui).

C’è da dire che a quei tempi – fine anni ’80 – i villaggi turistici Valtur (inferiori solo al Club Mediterranée) erano quanto di meglio si poteva ambire nel campo del turismo d’èlite nazionale e internazionale. Ma per noi non era stata una scelta ‘politica’: era capitata l’occasione di avere un soggiorno pagato per due settimane e per due persone, in cambio dell’assistenza medica al diving collegato al villaggio vacanze delle Maldive (Mahureva), e non ce l’eravamo fatta sfuggire.

L’organizzazione del villaggio era perfetta e gli operatori ci sapevano fare: c’erano tutte le possibili proposte per vivere il fascino dell’arcipelago e l’incredibile mondo marino circostante: quindi viaggi tra le isole, uscite di pesca notturna, immersioni subacquee ai diversi livelli di abilità, fino a quelle mitiche in passe oceanica (leggi sempre qui).
E ovviamente organizzazioni di eventi da spiaggia per i sedentari; la gran parte dei clienti erano sposini freschi e il viaggio era di solito un regalo di nozze.

Immancabile nei villaggi Valtur l’impiego di una musichetta precisa per ogni occasione: per la colazione, per le attività sportive, per la partenza e in ritorno delle barche, per il ricco buffet serale. Sentire lo stesso motivo giorno dopo giorno creava un condizionamento tale che davvero ti veniva fame appena partiva la musica che annunciava la cena. Ancora la ricordo: era Josephine [di Chris Rea (1985)].
Altrettanto caratteristico del villaggio era lo spettacolino serale di arte varia, preferibilmente con il coinvolgimento degli ospiti che, impacciati sulle prime, poi si lasciavano andare e partecipavano entusiasti.
La posizione del medico del villaggio era particolare: eravamo sì ospiti, trattati con tutti i riguardi, ma tecnicamente facevamo parte dello staff.
E i ragazzi erano bravissimi, a volte dotati di grande abilità e sensibilità artistica…

Ma ancora non sono arrivato alla canzone del domenica.
E’ andata così. Una sera, dopo cena, al consueto incontro serale per lo spettacolino, annunciano una sorpresa fuori dal comune. La tirano un po’ per le lunghe… C’è qualche movimento e tramestio dalla parte mare della grande rotonda di legno. Poi con un accurata scelta del tempo si fa silenzio – era una notte senza luna – e ci viene detto di guardare verso il mare.

E a tutto volume, con i bassi in evidenza, parte questa canzone, mentre sulle onde della piccola baia volteggiano i wind surf degli istruttori, ciascuno con la sua lucetta sull’armatura della vela, che davvero sembrano muoversi al ritmo della musica.

Ascolta qui da file .mp3:

Una notte perfetta ai Tropici, tutto magistralmente predisposto per essere ricordato per sempre… La carezza dolce del mare quando il mare è dolce; la temperatura ideale… Tutti mano nella mano… Le luci che danzavano sull’acqua e questa musica che sembrava venire da ogni parte, come se fosse il respiro stesso del mare.

Poi, molto tempo dopo, ho scomposto i singoli elementi dell’insieme; certo, tutto era stato magistralmente predisposto per essere ricordato per sempre… (c’ero cascato in pieno!).
Anche quella frase, mi è tornata in mente (di John Lennon? forse): – La vita è ciò che ti accade quando sei intento a fare altri piani – con i relativi interrogativi: quanto siamo in grado di renderci conto di star vivendo uno dei momenti più intensi della nostra vita, mentre ci sta succedendo?

E la canzone, che sentivo allora per la prima volta, è la pluripremiata Take my breath away, prodotta da George Moroder per i Berlin, love theme di Top gun (film d’azione di Tony Scott, del 1986, con Tom Cruise e Kelly McGillis).

Seguono testi e traduzione (cliccare sull’immagine per ingrandire):

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Per la canzone della domenica (70) della settimana scorsa: “Un regista e una musica che entrano sotto la pelle

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