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Appello per Cala Fonte

di Paolo Iannuccelli

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La giornata di sabato 30 dicembre 2017 verrà difficilmente dimenticata a Ponza. Si verificò infatti un crollo a Cala Fonte – nella parte nord dell’isola – una delle più suggestive cale, molto frequentata dalle famiglie con bambini in un ambiente suggestivo. Diversi massi di grosse dimensioni si distaccarono dal costone, cadendo su alcune barche di pescatori tirate a secco.
Era stato l’effetto prodotto dal maltempo dei giorni precedenti alla frana; già in passato la zona era stata interdetta per il rischio di frane. L’area fu immediatamente transennata con accesso vietato.

Gli accertamenti dei geologi sulla tenuta della parete rocciosa sono terminati da tempo ma ancora non ci sono notizie positive per gli operatori turistici della zona, fermi da due stagioni senza poter lavorare. L’iter burocratico per la messa in sicurezza della zona splendida Cala sta andando per le lunghe, la regione Lazio ha stanziato una somma cospicua ma imprese al lavoro non se ne vedono.


Il grido di allarme è stato lanciato da un giovane operatore balneare molto stimato a Ponza per la sua laboriosità, Silverio ’u Russolill’, che ha subito gravi danni sul piano economico così come il caratteristico ristorante Da Igino, della famiglia Vitiello. Silverio è in ansia: “Mi sono trasferito a Fiumicino per lavorare nella pesca – ha detto – spero che almeno nell’estate 2020 possa riprendere la mia attività. Rivolgo un appello a tutti gli organi preposti, Cala Fonte è un bene inestimabile per tutti noi”.

Nota (NdR)
Le prime due foto sono del dic. 2017; l’ultima (che è anche in copertina) del 2019

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