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Il capitano Silverio Vitiello ci ha lasciato

di Paolo Iannuccelli

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Il capitano Silverio Vitiello, comandante per anni sulla nave Maria Maddalena che collega Terracina con Ponza, ci ha lasciato. Bandiere a mezz’asta anche in questa triste occasione. Un altro pezzo di Ponza, della sua storia recente, è venuto a mancare. “La Maddalena parte sempre”: così si diceva quando al timone si trovava Silverio che riusciva a compiere veri e proprio miracoli in condizioni meteomarine assai difficili.

Tutta Ponza gli era amica, perché il Capitano era amico di tutti, sempre disponibile ad aiutare la comunità, anche grazie alle sue doti comunicative, al portamento garbato ed educato.

Se ne va un grande marinaio, una grave perdita per i suoi familiari ed i tanti amici.

Il mare entusiasmava il suo contagioso ed instancabile sorriso diffuso, Silverio rappresentava degnamente coloro che hanno contribuito alla crescita dell’isola.

 

1 commento per Il capitano Silverio Vitiello ci ha lasciato

  • Silverio Lamonica

    Mi unisco al cordoglio di tutti i ponzesi per la scomparsa del comandante Silverio Vitiello, cui ero legato da una stima fraterna. Essendo lui il cognato di mio fratello Michele, l’ho sempre considerato come una cara persona di famiglia e tali sono per me i componenti della famiglia Vitiello, ai quali manifesto tutta la mia vicinanza in questi dolorosi momenti.
    Ora vorrei esplicitare, anche se in parte, il concetto espresso dal bravissimo Iannuccelli nel commemorare la figura di questo indomito uomo di mare: “Silverio rappresentava degnamente coloro che hanno contribuito alla crescita dell’isola”.
    Nel 1986 ero sindaco di Ponza e già da dieci anni circa, Silverio Vitiello assicurava il collegamento Terracina – Ponza sfidando anche il mare molto agitato: non voleva che i suoi compaesani avessero disagi per la mancanza di carburante, gas, merci varie e persino giornali.
    Purtroppo in quell’anno il Genio Civile Opere Marittime segnalò alle autorità competenti che la testata del Molo Musco aveva bisogno di opere di consolidamento, per cui sconsigliava il transito e lo sbarco di mezzi pesanti. Nel medesimo giorno in cui arrivò tale comunicazione (o il giorno dopo) giunse in Porto la M/N Maria Maddalena ed attraccò al Molo Musco per sbarcare un’autobotte di gasolio, destinata alla centrale elettrica. Immediatamente intervenne il solerte Capo Brizzi dell’allora Ufficio Locale Marittimo, il quale – appena l’autobotte mise le ruote anteriori sul molo – bloccò l’operazione, chiedendo l’intervento del sindaco. Lasciai immediatamente l’ufficio e mi recai in banchina. Capo Brizzi mi riferì la comunicazione del Genio Civile Opere Marittime, mentre il Comandante Silverio Vitiello, nella maniera molto concreta e sbrigativa a lui congeniale disse: “Sentite. L’autobotte è con le ruote anteriori sulla banchina. Per me è sbarcata e non la reimbarco!”.
    Ovviamente dal tono molto deciso e perentorio di Silverio, che conosceva come le sue tasche non solo il mare, ma anche le solidissime strutture del porto borbonico di Ponza, capii che lo sbarco dell’autobotte non avrebbe causato il collasso del Molo Musco e così dissi al Capo Brizzi: “Sono il Sindaco e mi prendo la responsabilità dello sbarco; se lo esige, indosserò la fascia”. A quel punto Brizzi fece un passo indietro e l’autobotte sbarcò senza conseguenze.
    Ma Silverio Vitiello si rese conto che la prova di forza si poteva fare una sola volta, per cui pensò di trovare un approdo alternativo: la propaggine della Banchina Di Fazio (ora Banchina Nave Santa Lucia) dove attualmente attraccano i traghetti. Grazie alla sua perizia, “fu inaugurato” il nuovo approdo dei traghetti che successivamente fu adattato per ospitare le maestose navi Caremar e poi Laziomar.
    Silverio Guarino, in un recente articolo (leggi qui) chiede: “Chi veramente ama questo ‘amato scoglio’?”.
    Ebbene la mia risposta è secca: il capitano Silverio Vitiello era di certo fra quelli.

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