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0012-012 gennaro-di-fazio q-60 51 corrida8 Piccola cernia, Epinephelus marginatus

La morte di Luigi Verneau a Ponza, un libro per ricordare

di Luisa Guarino

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Domani, 6 luglio, ricorre l’anniversario della morte di Luigi Verneau, giustiziato 220 anni fa sulla piazza principale dell’isola di Ponza, dove era arrivato all’inizio del 1759, e dove assimilò gli ideali di libertà che si respiravano in seno alla Repubblica Partenopea del 1799. Per l’occasione vogliamo rinverdire l’attenzione dei lettori sul libro “La Repubblica Partenopea a Ponza – Cronaca locale del 1799: Luigi Verneau”, scritto da Dante Taddia nel 2005. Da questo testo è stato tratto un recital a tre voci dal titolo omonimo, rappresentato sul palcoscenico del Teatro Ponchielli di Latina quello stesso anno da Taddia e dai medici ponzesi Enzo (Vincenzo) Bonifacio e Gildo Colonna.

Leggiamo insieme l’Introduzione dell’opera: “Quarant’anni di vita ponzese. Solo quaranta quelli vissuti da Luigi Verneau da quando agli inizi del 1759 respirò la sua prima aria marina di Ponza, e si riempì gli occhi delle sue bellezze a quando, il 6 luglio 1799, i suoi occhi si chiusero per sempre con l’immagine di quella stessa bellezza dell’isola. Quarant’anni segnati da profondi cambiamenti, di cui le solide monarchie della vecchia Europa che divennero repubbliche, sono i più rappresentativi. Grandi navi, possiamo paragonarle a grandi navi queste repubbliche, che per muoversi hanno avuto bisogno, proprio per la loro stazza, di notevole quantità di combustibile. Umano però.

È stato il sangue versato da coloro che hanno creduto nell’ideale di repubblica, di libertà, di uguaglianza, di fratellanza, da coloro che hanno testimoniato così la fede a quest’idea, e che per il loro sangue e per la loro vita immolata all’idea hanno stabilito l’appartenenza alla Storia. Quarant’anni della vita di un uomo che ha sperato con tutto sé stesso di fare approdare la grande nave della repubblica e di poter distribuire il carico degli ideali anche a Ponza. C’è una Voce Narrante in queste pagine, è quella della Storia. Ma la Storia non potrebbe esserci se un Cronista Locale, e riportiamo anche la sua voce, non annotasse scrupolosamente, attimo per attimo, tutti gli avvenimenti: vere tesserine del grande mosaico che solamente la Storia avrà il compito di rendere immortale”.

Il testo di Dante Taddia è corredato da un’ampia bibliografia, che comprende tra gli autori del posto: “Luigi Verneau. La Repubblica Partenopea a Ponza” di Franco Schiano e Silverio Lamonica, Pro Loco Ponza 1999; “4 gennaio 1810” di Francesco De Luca, edizioni Odisseo Ponza; “All’anema ‘i Ponza” di Francesco De Luca, Itri 1981; “A Pànje – I proverbi di Ponza” di Ernesto Prudente, Arti Grafiche Caramanica 1993; “Ponza Antologia e Bibliografia” di Ernesto Prudente, Editrice Il Gabbiano 2000; “Briganti e Partigiani” di Alessandro Romano, catalogo della mostra omonima edito da Campania Bella; “Su e giù per Ponza” di Luigi Sandolo, Cavallotti Editore, Milano 1980; “Ponza nel suo passato trimillenario” di Luigi Sandolo, Milano 1970; Archivio parrocchiale chiesa SS: Trinità Ponza (periodo 1750-1810); “Monografia per le isole del gruppo ponziano” di Giuseppe Tricoli, Napoli 1855; “Ponza perla di Roma” di Luigi Maria Dies, Roma 1950.

Dante Taddia nasce a Roma. Appassionato di musica fin da giovanissimo in una casa dove la musica è regina, si perfeziona in contrabbasso. Ma l’amore per la Terra, i viaggi, l’avventura, è più forte. Si laurea in Geologia all’Università La Sapienza di Roma e svolge la sua attività prevalentemente all’estero. La sua seconda passione è scrivere: poesie, sonetti, strambotti, parodie musicali. Si dedica inizialmente alla poesia in italiano e in dialetto romanesco, partecipando a diverse manifestazioni, rassegne e concorsi, e in seguito anche alla narrativa e al teatro. Vive, cittadino del mondo, tra partenze e rientri, in Africa, a Roma, Latina, Ponza. E continua a scrivere poesie, racconti, saggi storici e commedie.

“La Repubblica Partenopea del 1799: Luigi Verneau” è disponibile presso la libreria Al Brigantino di Ponza.

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