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Vita e morte tra le onde

di Luciano Bernardo

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A primavera le seppie depongono le uova chiamate, per la forma e disposizione a grappoli, “uva di mare”. Le attaccano ad alghe o altri oggetti sul fondo, colorandole di nero con il loro inchiostro, probabilmente a scopo mimetico. Dopo circa 1 mese, avviene la schiusa e la piccola seppia uscirà dall’uovo utilizzando la parte posteriore e appuntita della conchiglia (il famoso “osso di seppia”).
Qualche volta, però, le mareggiate strappano le uova dai loro appigli, depositandole a riva. Se lo spiaggiamento è recente, osservandole in controluce si potranno vedere le seppiette ancora vive. In tal caso, rigettatele in mare il più lontano possibile anche se la probabilità che subiscano un nuovo spiaggiamento o vengano sepolte dalla sabbia è molto alta. Per essere sicuri di salvarle, bisognerebbe “farle nascere” (come si vede nel filmato) e poi rimetterle in acqua.

Ma, forse, la cosa migliore è lasciar fare alla natura che ha previsto tutto (o quasi), visto che ogni femmina nel corso della stagione riproduttiva depone ben 3 mila uova. La seppietta appena nata è lunga solo pochi millimetri, ma ha già la forma adulta ed è un’abile cacciatrice. Se tutto andrà bene, vivrà 2 o 3 anni.

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