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25 aprile. Per un monumento alla Resistenza

inviato da Cristina Vanarelli tramite Giuseppe Mazzella

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Bozzetto per il “Monumento alla Resistenza” Mantova 1964
Autori:
Maurizio Clerici – Renato De Martino – Oreste De Quel – Augusto Vanarelli

Del Concorso Nazionale bandito dalla Città di Mantova per la realizzazione di un Monumento ai Caduti della Resistenza da situare nel Parco Comunale – 1964

Il progetto, denominato C.D.V.D.1, fu presentato dall’architetto Maurizio Clerici, noto nell’ambiente CONI per la progettazione e realizzazione di importanti strutture sportive nonché per essere lui stesso un valente sportivo riconosciuto a livello internazionale, e da Augusto Vanarelli, pittore e scultore romano vincitore di svariati Concorsi Nazionali sia di pittura che di scultura, nonché arredatore di spazi pubblici e privati.
Nel progetto entrarono a far parte anche lo scultore Oreste De Quel, artista istriano, anche lui vincitore di Premi Nazionali, e Renato De Martino, valido collaboratore dello Studio degli architetti Maurizio Clerici e Annibale Vitellozzi.

L’opera designata sarebbe stata situata nel Parco Comunale.

Un Monumento ai Caduti della Resistenza oltre al significato simbolico, presume il coinvolgimento e la partecipazione diretta di chi lo osserva affinché possa trasmettere il reale significato di ciò che rappresenta.

Pertanto si decise di realizzare il Monumento mediante un’ impianto architettonico da integrare nel Parco Comunale, che prevedesse uno spazio agibile nel quale il visitatore potesse entrare a farne parte attraverso un percorso.

Da un’area giardino, si poteva accedere attraverso una rampa ad un Sacrario in pietra di forma circolare. Su di esso una corona decorata con bassorilievo in acciaio appariva come sospesa nell’aria sorretta da montanti metallici quasi invisibili. Sulla parete interna della corona sarebbero stati riportati i nomi dei Caduti della Resistenza.
All’interno della struttura circolare, al centro, sarebbe stata posta una scultura in bronzo.

Il bozzetto presentato vinse il I grado entrando tra i primi cinque. La Gazzetta di Mantova ne pubblicò la fotografia a mezza pagina lasciando intuire che il progetto fosse tra i più interessanti, pertanto tra i più probabili ad incontrare le preferenze della giuria.
Non fu così. Vinse una scultura a soggetto figurativo.

Rimase comunque una delle più significative opere esposte, sia dal punto di vista progettuale ed estetico che simbolico.

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