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I tromboni sono una piccola parte dell’orchestra

di Vincenzo Ambrosino

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Danilo D’Amico, rispondendo per la seconda volta al mio appello sulla necessità dell’unione dei giovani ponzesi residenti mi chiede: “Caro Professore non ti sembra che ci stiamo nascondendo dietro ad un dito?”
https://www.facebook.com/ilponzese/posts/951991505005791?__tn__=K-R

Ringrazio Danilo della domanda perché mi permette di approfondire con lui e con gli altri ragazzi il mio ragionamento sulla necessità dell’unità dei giovani.

Certo caro Danilo ci nascondiamo dietro a un dito, per questo i difetti di tutte le azioni giovanili, sia da una parte che dall’altra sono scoperte e si rivelano nella loro parzialità.
Ripeto queste azioni meritorie in campo sociali e ambientali sono strumentalizzate non solo dai vecchi “Tromboni” ma anche dai vecchi “Violini, Clarinetti, Timpani, Tamburi, ecc.”

Caro Danilo, il Sistema che va cambiato non è individuabile in pochi “Tromboni” ma in una vera e proprio “Orchestra” che suona da tempo una marcia funebre per l’isola.
Il Sistema Isolano, che va cambiato, è molto più complesso perché è prodotto da una Cultura che esprime individualismo: l’individualismo economico, quindi sociale e questo viene sfruttato dalla politica.

In economia, l’avete riconosciuto anche voi: abbiamo sviluppato un sistema turistico-commerciale altamente concorrenziale, concentrato in due mesi, che produce servizi inadeguati, con caduta dell’immagine, distruzione dell’ambiente e conseguente spopolamento invernale.

Sul piano sociale, in tutti i campi, la spinta individualista clona un’infinità di associazioni che producono servizi tra di loro concorrenziali, disgreganti, per cui fallimentari e quando poi ci sono problemi seri, come le emergenze sanitarie o dei trasporti marittimi o dell’istruzione, non siamo capaci di dare una risposta collettiva, unitaria per cui ogni individuo rimane isolato con i suoi problemi.
Il male di questa isola quindi è l’esasperato individualismo che deprime ogni azione di riorganizzazione economica e sociale.
La politica che si è prodotta e si produce a Ponza è figlia di questa cultura dominante.
Infatti le politiche sviluppate fino ad oggi, figlie di questa cultura, non hanno fatto altro che sfruttare queste divisioni. Ponzesi contro Fornesi. Bracconieri contro Verdi. Forestieri contro Ponzesi. Malloppisti contro Derubati… Ma attenzione, queste divisioni, esaltate ad arte, hanno favorito i poteri forti non certo i cittadini in cerca di lavoro e di una casa oppure i giovani bisognosi di organizzazione e di progettualità.

La politica che si pratica in questo sistema culturale è quella di individuare “il nemico”, metterlo sotto i riflettori per poi cercare di batterlo alle elezioni.

La politica per perorare i suoi interessi di bottega – diventa demagogica, miracolistica (politica che volutamente non fa crescere il cittadino intorno ai concetti di difesa di diritti e rispetto dei doveri) per cui puntualmente quando questa politica si concretizza in potere reale, in amministrazione comunale, fallisce miseramente.
Il fallimento di queste politiche non si misura sul grado di consenso che mantiene quel politico, ma sulla reale situazione dell’isola. Lo spopolamento progressivo dell’isola è un indicatore di questo fallimento.
In questo sistema culturale gli individui non voteranno sulla scorta degli interessi generali e il bene comune ma solo sulla garanzia che il candidato amministratore possa risolvere problemi personali.

Cari Giovani,
i Ponzesi quando votano danno una delega parziale agli amministratori. E’ come se ogni ponzese votando firmasse una “contratto privato” con l’amministratore di turno su cui viene scritto: “tu amministratore puoi fare ciò che vuoi ma non sfiorare minimamente i miei interessi privati anzi muoviti a favorire questi interessi”.

Capite bene che per un politico serio “giocare nel monopoli isolano diventa impossibile”.
Riflettete cari giovani:  in questo contesto culturale si possono realizzare solo due alternative di governo isolano:

1)       L’amministrazione del mediatore. Che tenta di fare qualcosa mediando tra mille esigenze personali molto spesso in contraddizione l’una con l’altra, ma assolutamente non cambiando una virgola del destino dell’isola: chi è ricco diventa più ricco, chi è povero o giovane diventa più povero ed è costretto ad emigrare.

2)       L’amministrazione dell’uovo di Pasqua. Che impone cambiamenti strutturali assolutamente scollegati con il contesto economico e sociale per cui ha vita breve.

Abbiamo avuto nel corso degli ultimi 35 anni amministrazioni mediatrici e alcune esperienze di amministrazioni “uovo di Pasqua”. Ma entrambe le amministrazioni per vincere le elezioni hanno dovuto seguire la domanda individualista che veniva dai cittadini non certo proponendo un maturo progetto di governo dell’ecosistema isola.

Questa cari giovani è la marcia funebre che la nostra cultura individualista è riuscita a scrivere e che tutti – Tromboni, Violini, Timpani, Clarinetti –  continuano a suonare chi in modo consapevole chi inconsapevolmente.
Quindi cari giovani la battaglia da combattere non è contro i vecchi “tromboni” ma è contro la vecchia cultura; per questo io vi esorto ad essere spietati nel denunciare, combattere i processi che producono individualismo e al contrario a valorizzare i valori di collaborazione, cooperazione, di empatia, di generosità, di autorganizzazione che sono patrimonio delle nuove generazioni.

Se capite questo, cari giovani, conseguentemente capirete che la battaglia per il vero cambiamento è una battaglia culturale.
Cultura dell’individualismo che difende gli interessi personali contro cultura della collaborazione che difende i beni comuni.  

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