Voci di Ieri

Lontano da Ponza. Trova tutti gli articoli nel menù: “Storia”

Immagini

h-28 p-01 u-27 59 99a claudio-lippi-e-adele-di-benedetto

Antonio Pennacchi: “Canali navigabili e bici, con un’altra bonifica rinascerà l’Agro allagato”. L’intervista di Clemente Pistilli

Condividi questo articolo

Da la Repubblica – Cronaca 8/11/2018, un’intervista di Clemente Pistilli

.

Antonio Pennacchi “Canali navigabili e bici con un’altra bonifica rinascerà l’Agro allagato”

di Clemente Pistilli

“Nessun evento eccezionale.
Tutto previsto e prevedibile. Le città fondate dal regime fascista nell’Agro pontino, Pontinia e Sabaudia, sono state invase da acqua e fango, le campagne della zona sono tornate una grande palude, che ha inghiottito circa 120 aziende agricole e causato così all’economia un danno enorme, politici e tecnici assicurano che si è trattato di un evento eccezionale dovuto ai cambiamenti climatici, ma c’è chi non ci crede e pensa che anche da tale devastazione si possa cogliere un’occasione di riscatto”.

È lo scrittore pontino Antonio Pennacchi, premio Strega con il suo Canale Mussolini, il racconto della grande bonifica degli anni Trenta, e teorizzatore del fasciocomunismo. «Qui ci vuole una seconda bonifica – assicura Pennacchi – e io avevo presentato anche un mio progetto, che si chiama “Pianura blu”».

– Qualcosa non ha funzionato nella bonifica degli anni ‘30?

«No, ha funzionato, ma il problema è un altro. Sono cambiati gli assetti del territorio e c’è un’eccessiva antropizzazione.
Nei mesi estivi capita così che si abbassano le falde e poi nei canali, visto che ci sono 12mila ettari di terreno coperti da serre, arriva troppa acqua tutta insieme. Non sono contrario alle serre. Occorre però tenerne conto».

– Cosa propone?

«Io avevo progettato di rendere navigabile l’intera rete dei canali, così in parte si risolverebbe anche il problema dei trasporti e si potrebbe sviluppare il turismo, realizzando allo stesso tempo piste ciclabili. Tutto navigabile, come avveniva qui già ai tempi dei romani.
E poi pensavo alla realizzazione di altri invasi a monte. Prima il problema era far finire il prima possibile l’acqua in mare e ora è quello opposto, di trattenerla. Sta tutto in “Pianura blu”. Ne ho parlato in incontri pubblici, in Regione.
Ma sai come sono i politici: parli, parli, parli e poi non fanno niente».

– Il contesto è mutato. Come?

«La situazione del suolo è cambiata. Non ce la fa più ad assorbire tutta l’acqua. La falda si abbassa e la mole d’acqua che, viste anche le tante serre, si scarica all’improvviso nei canali. Che non tengono. Non c’è più l’assorbimento naturale del terreno».

– Non pensa anche alla cattiva manutenzione dei corsi d’acqua?

«La manutenzione dei fossi manca. C’è incuria e sono state distrutte le fasce frangivento. Da tempo scrivo e dico queste cose, ma non frega un c… a nessuno.
Insomma torna la palude Qualche allagamento c’è sempre stato. Il Consorzio di bonifica dice che non ha mai piovuto così, ma in realtà era già successo.
Mi incuriosisce vedere queste zone di nuovo allagate, ma quando poi muore la gente, come è successo sulla Pontina, è un altro paio di maniche».

Pennacchi. Repubblica 28.11.2018

 

Note

Lo scrittore Antonio Pennacchi, 68 anni, di Latina, è figlio di una coppia di coloni giunti nell’Agro pontino per la bonifica. Passato dal Msi al Pci, ha vinto lo Strega nel 2010 con il libro “Canale Mussolini”.

Sul sito digita – Canale Mussolini – nel riquadro CERCA NEL SITO, in Frontespizio, per la recensione del romanzo (in quattro puntate)

 

 

Condividi questo articolo

Devi essere collegato per poter inserire un commento.