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0024-024 i-20 l-06 o-01 stradina Una colonia di Cladocora caespitosa

Le parracine patrimonio dell’umanità (e di Ponza)

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segnalato dalla Redazione

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È una notizia fresca fresca, rimbalzata su diversi giornali, che ci è stata anche segnalata da vari collaboratori.

“L’UNESCO ha iscritto “L’arte dei muretti a secco” nella lista degli elementi immateriali dichiarati Patrimonio dell’umanità in quanto rappresentano “una relazione armoniosa fra l’uomo e la natura”. La notizia è stata data con un post sul profilo Twitter dell’organizzazione, che si congratula con gli otto Paesi europei che hanno presentato la candidatura: oltre all’Italia, Croazia, Cipro, Francia, Grecia, Slovenia, Spagna e Svizzera.

In file .pdf a fondo pagina riportiamo l’articolo da la Repubblica on-line.

Nella motivazione dell’Unesco si legge: “L’arte del dry stone walling riguarda tutte le conoscenze collegate alla costruzione di strutture di pietra ammassando le pietre una sull’altra, non usando alcun altro elemento tranne, a volte, terra a secco. Si tratta di uno dei primi esempi di manifattura umana ed è presente a vario titolo in quasi tutte le regioni italiane, sia per fini abitativi che per scopi collegati all’agricoltura, in particolare per i terrazzamenti necessari alle coltivazioni in zone particolarmente scoscese”.


I muretti a secco di Cherso in Croazia

Le parracine, la loro importanza nell’economia ponzese, i diversi aspetti ad esse correlati, sono stati sempre un nostro precipuo interesse. Basta digitare – parracine – nel riquadro Cerca nel Sito in Frontespizio per trovare una quantità di articoli [più di 120 (!) che trattano del tema con vario grado di approfondimento!).

Tra essi uno dei più completi, da persona non solo “informata dei fatti”, ma anche del lavoro manuale che sta dietro alle chiacchiere, è un pezzo di Domenico Musco: “Si fa presto a dire parracine“, che qui segnaliamo per una ri-lettura.

Struttura delle parracine ‘sopra lo Schiavone’

Piuttosto bisognerà informarsi se questo riconoscimento dell’Unesco avrà qualche ricaduta pratica per la nostra isola; se è necessario un accreditamento di qualche genere per accedere a contributi per la manutenzione, per esempio. Già nelle motivazioni si parla della costiera amalfitana e genericamente di “isole”…
E’ un’altra di quelle cose da seguire nel tempo, con continuità e attenzione e presso le sedi opportune perché non resti lettera morta o solo un’altra medaglia da appuntarsi sul petto!

Catene e parracine al Fieno

File .pdf da la Repubblica on-line del 28.11.2018: Unesco. Muretti a secco patrimonio dell’Umanità

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1 commento per Le parracine patrimonio dell’umanità (e di Ponza)

  • Biagio Vitiello

    Buongiorno,
    vorrei dire a chi della redazione ha riportato l’articolo della stampa nazionale, di non scrivere al sol fine di partecipare una notizia su ponzaracconta tanto per mettere qualcosa di nuovo. Si dovrebbe prima documentare sull’iter necessario per divenire “patrimonio UNESCO”. Esso è molto laborioso e soggetto ad un specifico disciplinare, uno di questi è che sull’immobile lo Stato ha un diritto di prelazione ecc… ecc… il tutto vagliato da una commissione. Per questi immobili ci sono agevolazioni bancarie con bassi tassi d’interesse. E mi fermo qui.

    Risponde Sandro Russo che è “quello della Redazione che…”
    Caro Biagio,
    l’articolo, come anticipazione di una notizia importante, ha una sua validità che qui confermo. Non spetta al sito documentarsi prima, ecc… ecc…
    Tu piuttosto che sembri saperla lunga, non ti “fermare qui”, ma spiegaci cosa c’è sotto… ecc… ecc…

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