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2009-07-21_18-51-35 ep-05 ipc p-01 k2-34 Idraulica antica: cisterna della Dragonara

Educazione ambientale dalla base

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di Luigi Pellegrini

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In una anonima giornata autunnale, la mia attenzione viene catturata da un gruppo di bambini seduti sulla spiaggia di Sant’Antonio. Tutt’intorno ad una ragazza che spiega loro i principi fondamentali dell’inquinamento marino. La naturista che polarizza la concentrazione dei ragazzi della scuola media di Ponza è la professoressa di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali, Gaia De Luca.
Ai ragazzi ha parlato di come i residui di plastica, bottiglie, imballaggi, reti da pesca, sacchetti, fazzoletti, mozziconi e qualunque altro oggetto in plastica, una volta finito in acqua, si spezza in frammenti più piccoli per azione dell’erosione e delle correnti.

Questi frammenti, che possono raggiungere dimensioni inferiori ai 5 mm di diametro, costituiscono una fra le principali cause di morte per soffocamento di molti pesci ed uccelli marini poiché vengono scambiati per cibo.
A causa di ciò, 115 specie marine sono a rischio, dai mammiferi agli anfibi.
L’ingerimento accidentale di plastica scambiata per plancton o meduse è un fenomeno così comune che il 52% delle tartarughe marine ne ha subito gli effetti.

Un’affascinate lezione di educazione ambientale per il diletto degli studenti ponzesi con l’intento di far comprendere quanto l’azione individuale e collettiva, finalizzata ad una corretta gestione delle risorse naturali, possa incidere sulla conservazione della biodiversità, sul benessere e sulla qualità della vita anche delle generazioni future.
Grazie Gaia De Luca!

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3 commenti per Educazione ambientale dalla base

  • “Un’affascinate lezione di educazione ambientale per il diletto degli studenti ponzesi con l’intento di far comprendere quanto l’azione individuale e collettiva, finalizzata ad una corretta gestione delle risorse naturali, possa incidere sulla conservazione della biodiversità, sul benessere e sulla qualità della vita anche delle generazioni future.
    Grazie Gaia De Luca!”

    A scuola si fanno di queste lezioni di educazione ambientale da anni ma sono sempre molto apprezzate.

    Ovviamente è bello dare nozioni ai ragazzi, perché di nozioni si tratta: “Ragazzi la plastica uccide!” Il ragazzo capisce questo ma poi beve acqua in bottiglie di plastica, mangia in piatti di plastica, utilizza posate di plastica. Le caramelle, i cioccolatini che ha in tasca sono avvolti di plastica, i giocattoli che scarta in continuazione sono di plastica ecc.

    Il ragazzo a questo punto chiede timidamente: ma chi, quando e perché l’uomo ha inventato la plastica, che non nasce sugli alberi?
    Risposta: “Caro ragazzo, sono circa 60 anni che miliardi di uomini utilizzano la plastica e da 60 anni gli uomini l’hanno usata e poi l’hanno buttata via, magari in strada, direttamente in mare, per terra, oppure quelli più corretti nella spazzatura”.

    Il ragazzo chiede: “Ma è vero che nell’oceano Pacifico c’è un continente di plastica alla deriva?”
    Risposta: “Si purtroppo è vero. La spazzatura che abbiamo prodotto in 60 anni, utilizzata da miliardi di uomini, donne e bambini come te ha inquinato tutto: l’aria, il mare, il suolo, il sottosuolo”.

    Il ragazzo chiede:”Allora non dobbiamo utilizzare più la plastica? Dirò a mamma di non comprare più niente che abbia la plastica: faccio bene?”.
    Risposta “Certo che fai bene ma sarà un’impresa molto difficile perché tutti i prodotti di consumo sono impacchettati con la plastica”.
    Il ragazzo chiede: “Ma se noi puliamo questa spiaggia per quanto rimarrà pulita?”
    Risposta: “Fino a quando non verrà un’altra mareggiata e la spiaggia sarà di nuovo sporca di tutta l’immondizia che abbiamo prodotto”.
    Il ragazzo chiede: “Ma io voglio fare qualcosa perché non voglio che le tartarughe muoiano: che posso fare?”
    Risposta: “Studia tanto e cresci con questa sensibilità, e quando vedi papà che sbaglia e ha un rapporto negativo con l’ambiente digli: papà guarda che questo è sbagliato, si fa in quest’altro modo. Certo forse non salverai le tartarughe ma sarà divertente vedere la faccia del tuo genitore che da maestro di vita si trasforma in scolaro discolo”.

  • Gaia De Luca

    Buongiorno,

    ho letto l’articolo scritto da Luigi Pellegini, che ringrazio, riguardante la giornata di educazione ambientale sulla spiaggia di S. Antonio rivolta agli alunni delle scuole di Ponza.
    Mi sono accorta però che ci sono alcune imprecisioni che vorrei correggere.
    La giornata a cui si fa riferimento è compresa all’interno di un progetto scolastico proposto dall’Associazione Marevivo, tale progetto prende il nome di “Delfini Guardiani” e prevede alcune uscite sul campo per avvicinare i giovani alla natura, conoscerla e rispettarla. Oltre alle microplastiche i bambini in realtà si sono focalizzati sugli organismi marini trovati sulla spiaggia e quindi hanno approfondito aspetti di biologia marina capendo ad esempio la distinzione tra alghe e piante marine o classificando i molluschi in base alla tipologia della conchiglia.
    Mi preme inoltre precisare che io non sono una professoressa ma una naturalista (e non naturista che ha ben altro significato).

    Grazie ancora per lo spazio dedicato a questa iniziativa a favore della cultura e della conoscenza ambientale.
    Saluti,
    Gaia

  • Gaia faccio delle domande a te come naturalista.

    Che ne pensi di Zannone fuori dal Parco del Circeo, portata avanti da Vigorelli e votata anche da Ferraiuolo quando stava all’opposizione?

    Che ne pensi del Referendum minacciato da Vigorelli per far decidere i cittadini di Ponza sul destino di Zannone fuori o dentro il parco del Circeo?

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